Nessuna sorpresa al summit brasiliano, a parte l'assenza di Xi Jinping offeso per una filippica contro Tik Tok della moglie di Lula. Ma l'Europa farebbe bene a preoccuparsi per le dichiarazioni su clima e sviluppo sostenibile
Brics summit, Rio de Janeiro, Brasile, 6 luglio 2025 (Foto Ansa)
Il 17° summit dei Brics si è concluso con una prevedibilmente mite dichiarazione finale a favore di un sistema commerciale multilaterale regolato in sede di Wto, contro le politiche protezionistiche unilaterali a base di dazi, e con le consuete richieste di riforma del sistema multilaterale (Fmi, Banca Mondiale, Consiglio di Sicurezza dell’Onu) perché gli interessi dei «paesi in via di sviluppo», dei «mercati emergenti ed economie in via di sviluppo» e del «Sud Globale» (queste le espressioni usate nel documento) siano maggiormente rappresentati ampliando le quote di partecipazione e di voto riservate a tali paesi.
L’unico stato preso di mira, nel capitolo intitolato “Promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità internazionale”, è Israele per le sue azioni a Gaza e in Cisgiordania. Mentre gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump non sono citati mai, nemmeno una volta, e nemmeno quando la dichiarazione condanna i bombardamenti contro l’Iran, le sanzioni economiche come forma di ...
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