Rassegna ragionata dal web su: le elezioni anticipate come (auspicabile) conseguenza dell'elezione di Mario Draghi al Quirinale e molto altro ancora
Su Atlantico quotidiano Musso scrive: «Draghi attende che la maggioranza si divida su un solo qualunque candidato (che il suo "esercito" provvederebbe comunque a sabotare), per anticipare (formalmente o informalmente) le proprie dimissioni e rendersi plasticamente disponibile per il solo Quirinale. Sarebbe la "giornata dell'avventuriero": la stampa amica farebbe scattare il panico e l'esercito di Draghi improvvisamente si allargherebbe. Abbastanza per eleggerlo? Non si sa, ma abbastanza per convincere il nostro a provarci: egli è un avventuriero e si gioca il tutto per tutto». Invertendo la famosa formula di Polonio su Amleto, «c’è del metodo in questa follia», si può dire che nel “metodo” di Musso per analizzare la situazione italiana ci sia solo “follia”. Mario Draghi è tutto, proprio tutto (anche molte delle cose che gli attribuisce Atlantico quotidiano), tranne che un avventuriero. È un economista di qualità, un civil servant poi divenuto uomo dell’establishment internazionale con ...
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