Ruini: «Il cristianesimo è la religione della libertà»

Intervista al cardinale che verrà trasmessa il 16 settembre al convegno di Esserci. Il ruolo dei cattolici, la politica, la scuola e il virus

Il cardinale Camillo Ruini durante l’intervista a Tempi © Tempi

«Il cristianesimo non è nemico della libertà, contrariamente a quello che tanti sostengono o sospettano. Anzi, non è eccessivo dire che il cristianesimo è la religione della libertà, come è la religione dell’amore». Lo ha detto a Tempi il cardinale Camillo Ruini in un’intervista video che abbiamo registrato durante un colloquio nella sua abitazione romana. Intervista che sarà trasmessa nel primo degli appuntamenti organizzati dall’associazione Esserci (in collaborazione con Tempi e il Centro Rosetum) nel ciclo di incontri “Il potere della libertà” (16 settembre ore 21.15 canale Youtube Esserci).

Libertà e potere

Al cardinale è stato chiesto di riflettere sui due termini che ritornano in tutti i titoli della rassegna: “libertà” e “potere”. Se sul primo Ruini si è soffermando indicando le profonde differenze che intercorrono tra la libertà vera e la pretesa di autonomia tipica della modernità, sul secondo il cardinale ha ricordato come le parole di Gesù sempre portino ad avere una concezione “positiva” del potere. Certo, deve essere un potere non prevaricatore, ma al servizio del bene.

Dal Family day alle paritarie

Ruini ha parlato con Tempi anche di questioni che agitano l’attualità: il ruolo dei politici cattolici, il compito della Chiesa, il Covid-19, il dialogo con le migliori intelligenze laiche. Acuto, chiaro e brillante come sempre, Ruini non ha mancato di fare riferimento a fatti che lo hanno visto protagonista in prima persona (il Family day, il Progetto culturale della Cei, il referendum sulla Legge 40, le scuole paritarie), rilanciando in particolare su due fronti: il coraggio di andare controcorrente e la riscoperta del nesso tra fede e cultura.

Foto © Tempi