Quanti saranno i cristiani nel 2050?

Uno studio realizzato da George Weigel ha calcolato i numeri dei cristiani nel mondo nei prossimi 35 anni. L’Africa, la frammentazione e la “lentezza” europea

crocifisso-shutterstock_142042375Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Cosa accadrà al cristianesimo nei prossimi 35 anni? È quanto cerca di prevedere un recente studio dal titolo: «Lo status del cristianesimo globale» (The Status of Global Christianity) realizzato da George Weigel, senior fellow alla Ethics and Public Policy Center di Washington, e pubblicato dall’International Bulletin of Missionary Research. La ricerca riguarda una linea temporale che si estende dal 1900 al 2050 e fa delle proiezioni relative ai cristiani attraverso le prossime generazioni.

Weigel ha incentrato i suoi studi su tre grandi gruppi: i cristiani in Africa, i cristiani delle grandi città e i cosiddetti “carismatici”, che fanno riferimento a comunità di ispirazione cristiana nate dall’ispirazione di leader carismatici. Secondo lo studioso, entro il 2050 ci saranno in Africa tanti cristiani quanti ce ne sono in America latina e in Europa messe insieme, per un totale di 1,2 miliardi di persone. I dati evidenziano che l’Africa nel secolo scorso ha registrato una crescita di cristiani esponenziale. Per i cristiani che vivono nelle aree urbane si prevede invece un calo del 6 per cento entro il 2050, attestandosi al 59 per cento della popolazione. Tuttavia, il cristianesimo urbano è cresciuto in questo secolo del 65 per cento, rispetto al 29 per cento del 1900. Passando ai circa 644 milioni di cristiani pentecostali e “carismatici”, secondo la ricerca, il numero di questi fedeli dovrebbe raggiungere oltre un miliardo nel corso dei prossimi 35 anni, il che li rende uno dei gruppi in maggiore rapida crescita nel panorama religioso odierno.

«Questi tre fenomeni: crescita in Africa, urbanizzazione e aumento del pentecostalismo, contribuiscono — spiega Wiegel — a una maggiore frammentazione del mondo cristiano». Lo studioso, inoltre, sottolinea che l’aumento del cosiddetto “cristianesimo imprenditoriale” — il fenomeno delle comunità di ispirazione cristiana riunite attorno a figure carismatiche — contribuisce a questi numeri sorprendenti.

«Questo aiuta a spiegare il motivo per cui il numero di denominazioni cristiane è passato da 1.600 nel 1900 a 45.000 di oggi, con proiezioni di 70.000 nel 2050. Questo atteggiamento “imprenditoriale” — aggiunge — sarà anche parzialmente responsabile dell’aspetto che avrà il cristianesimo nel 2050. Anche se si prevede una crescita apprezzabile a livello globale, per il 2050 si prevede un calo all’interno dei Paesi europei. Vale la pena notare che, pure in un secolo di grande crescita cristiana complessiva come quello concluso, il cristianesimo europeo ha registrato il tasso di crescita più basso: 0,16 per cento».

Nel 1900 c’erano 267 milioni di cattolici in tutto il mondo, oggi la Chiesa cattolica conta 1,2 miliardi di fedeli, con una crescita prevista per la metà del secolo fino a 1,6 miliardi. «Ma nell’ultimo quarto del XX secolo — spiega Wiegel — il cattolicesimo è stato superato dall’islam. La popolazione musulmana mondiale è passata da 571 milioni del 1970 a 1,7 miliardi di oggi». Attualmente, i cristiani costituiscono il 33 per cento della popolazione globale. Probabilmente, secondo la ricerca, si registrerà un aumento del tre per cento entro il 2050.

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