Per gli animalisti, l’uomo quasi ucciso in Trentino «non è vittima dell’orso, ma della carenza di informazioni»

Vladimir Molinari, aggredito mentre correva nei boschi sopra Cadine, chiede che l’orso venga catturato. La Lac risponde: «Diamo una chance alla convivenza. Anche gli orsi subiscono uno shock»

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«Ad un certo punto sento dei rumori dietro di me e c’era l’orso che mi stava seguendo a circa 10 metri. Ho fatto come dicono di fare, mi sono fermato ed ho alzato le braccia gesticolando e urlando, ma l’orso mi ha attaccato mordendomi». Comincia così il racconto alla Stampa di Vladimir Molinari, 45 anni, podista provetto, aggredito da un orso a nemmeno 10 chilometri da Trento nei boschi sopra Cadine, tradizionale meta di picnic.

MORSI E UNGHIATE. L’uomo ha subito unghiate e morsi ad un braccio, al busto, al volto e alla testa, ma è sopravvissuto per miracolo. «Sono riuscito a mollare il cane, che ha cercato di scacciare l’orso, ma quello è dieci volte più grande. Mi stava mordendo la faccia – continua l’uomo dal suo letto d’ospedale dove ha ricevuto due interventi chirurgici -, gli ho preso le orecchie ed ho cercato di allontanarlo, senza riuscirci. Ad un certo punto ho trovato un pezzo di legno, l’ho preso in mano, lui si è spostato di circa dieci metri, ma poi si è fermato e stava tornando verso di me. Allora ho preso il legno, l’ho sbattuto per terra e ho continuato ad urlare. Ero convinto che mi avrebbe ucciso con un’ultima zampata, invece è sparito».

COME DANIZA. A fine maggio un altro uomo è stato aggredito da un orso nei boschi che sovrastano Zambana Vecchia. Ora le autorità dovrebbero muoversi per dare la caccia all’orso. Alcuni animalisti però si sono già messi sul piede di guerra, temendo che l’animale faccia la fine di Daniza, l’orsa morta nel 2014 in seguito ad anestesia e alla quale si stava dando la caccia nella provincia di Trento dopo che aveva aggredito un uomo.

«NON È VITTIMA DELL’ORSO». La Lega abolizione caccia (Lac) del Trentino Alto Adige ha espresso solidarietà all’uomo ferito, poi ha specificato in un comunicato che la colpa non è dell’orso ma sua: «Come negli altri casi, il signor Molinari è stato vittima della carenza di informazioni più che dell’orso. (…) Quel che abbiamo sempre richiesto sono maggiori informazioni e la possibilità di dare una chance alla convivenza. Ciò che non si conosce, spaventa, è legittimo. L’accesso semplificato alle informazioni consentirà di affrontare la convivenza con gli orsi, i lupi e gli altri animali selvatici con competenza, sicurezza e serenità. Reiteriamo la nostra richiesta di maggiori indagini sul reale svolgimento della vicenda Daniza, (…) ci auguriamo che un episodio simile non abbia a ripetersi mai, sarebbe una sconfitta della ragione».

«CATTURATELO». Molinari sapeva come bisogna comportarsi con gli orsi e ha provato ad agire di conseguenza, inutilmente. Ecco perché, «pur non essendo mai stato contrario agli orsi, adesso però ritengo che quest’orso vada almeno catturato, perché è troppo pericoloso», ha dichiarato. «Come ha fatto del male a me può farlo a qualsiasi altra persona. Non spetta a me decidere, ma la gente ha il diritto di vivere in sicurezza».

POVERI ORSI. Un diritto che però, secondo gli animalisti, spetta tanto all’uomo quanto agli orsi. Come ribadito in un comunicato emesso il 31 maggio dopo l’attacco sopra Zambana Vecchia: diffondere informazioni «servirà sia a evitare spaventi alle persone, come il povero escursionista di venerdì sera, sia agli orsi. Sì, perché se le persone si spaventano, anche gli orsi subiscono uno shock che ne disturberà la ripresa delle normali abitudini alimentari e del ciclo sonno veglia per settimane». Poveri orsi.

Foto orso Ansa


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