Alla radice della crisi demografica c’è «il rifiuto dell’ispirazione cristiana» dell’Europa, dice Leone XIV

Di Redazione
02 Giugno 2026
Discorso del Papa sull’Occidente che non fa più figli: «Ipocrite le politiche per la famiglia che al contempo esaltano l’aborto». Per ricominciare, i cristiani aiutino «uomini e donne del nostro tempo a rispondere alle domande fondamentali»
Papa Leone XIV saluta un bambino durante l'udienza generale in piazza San Pietro
Papa Leone XIV saluta un bambino durante l'udienza generale in piazza San Pietro, il 30 luglio 2025 (foto Ansa)

Dopo quello sull’evangelizzazione (che abbiamo segnalato qua), ecco un altro discorso di papa Leone XIV passato in sordina perché pronunciato nello stesso giorno in cui il Pontefice ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas. Si tratta del discorso ai membri dell’Intergruppo Demografia del Parlamento europeo, ed è un giudizio che va alla radice della crisi demografica dell’Europa molto più di tante analisi di demografi ed esperti.

Una «crisi urgente», quella demografica, «con implicazioni pratiche per milioni di persone e per le loro famiglie “in quello che sta diventando il vecchio Continente non più per la sua gloriosa storia, ma per la sua età avanzata”, come ha spesso sottolineato papa Francesco». La crescita zero comporta problemi innumerevoli e complessi, ha sottolineato Prevost, non ultimo dei quali «la pandemia della solitudine». Non è partendo dalle statistiche che si affronta la questione nel modo corretto, ma parlando «di paternità, maternità e figli. E i figli sono il futuro! Tuttavia, parlare del futuro indica uno sviluppo integrale e sostenibile, che è seriamente ostacolato senza solidarietà tra generazioni. Purtroppo, questa solidarietà richiede un equilibrio intergenerazionale che in Europa attualmente manca».

L’ipocrisia delle politiche “per la famiglia” a favore dell’aborto

Leone ha ben chiaro cosa c’è all’origine dell’incapacità europea di fare figli, e lo dice senza rischio di essere frainteso:

«Negli ultimi decenni possiamo osservare che il rifiuto dell’ispirazione cristiana dei padri fondatori delle istituzioni dell’Unione Europea ha portato a un tempo di drastica sterilità, non solo perché troppi sono stati privati del diritto di nascere, ma anche perché non si è riusciti a trasmettere gli strumenti materiali e culturali di cui i giovani hanno bisogno per affrontare il futuro. Di conseguenza non di rado ci troviamo di fronte alle affermazioni contraddittorie di presunte politiche a favore delle famiglie, che al tempo stesso promuovono discriminazione nei confronti della maternità, esaltano l’aborto come diritto e minano le fondamenta stesse del desiderio di dare vita a una famiglia».

Tutte queste tematiche, ha detto Leone, «devono essere urgentemente esaminate e affrontate in modo coordinato da una grande varietà di istituzioni accademiche, politiche e sociali. La sfida demografica è in un momento cruciale per il futuro antropologico, sociale ed economico dell’Europa. […] Questo dialogo non deve coinvolgere solo le diverse istituzioni e i governi europei, ma anche tutto lo spaccato della società civile, della quale i cristiani sono parte integrante».

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Il ruolo della famiglia e la crisi demografica

E non c’è piano per la natalità che tenga senza tenere contro del fatto che «al centro di queste sfide pressanti, e imprescindibili per offrire soluzioni, ci sono la dignità fondamentale di tutte le persone e il ruolo della famiglia nella società».

«Come ci ha ricordato san Giovanni Paolo II, la famiglia è “prima e insostituibile scuola di socialità” ed è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, una realtà che unisce la dimensione personale e quella pubblica. Alla luce di ciò, le vostre discussioni hanno anche il compito di promuovere la comune responsabilità e il ruolo attivo delle famiglie nella vita sociale, politica e culturale. Di fatto, solo rispettando e promuovendo questa centralità della famiglia e applicando il principio di sussidiarietà è possibile evitare i due estremi dell’intervento statale eccessivo e dell’individualismo».

Papa Leone: «Le politiche guardino alla persona umana»

Infine, ha sottolineato il Pontefice, «questo approccio non consiste nel ritornare ai modelli sociali del passato, ma nel fornire agli uomini e alle donne del nostro tempo i princìpi immutabili che possono sicuramente guidarli nel rispondere alle domande fondamentali poste in ogni tempo: qual è il senso e il valore della vita umana; che cos’è una società umana autentica; e che genere di mondo vogliamo consegnare alle generazioni future. A tale riguardo, occorre sviluppare e formulare politiche a livello nazionale e dell’Unione Europea in collaborazione con la società civile».

In tutto ciò è fondamentale l’impegno dei cristiani a livello delle istituzioni europee:

«È questo l’impulso che i cristiani stanno dando al progetto europeo, affinché le politiche guardino alla persona umana nella sua interezza e promuovano sempre la dignità degli esseri umani. In tal modo, per risolvere la crisi demografica si può aprire un cammino autenticamente umano, orientato al bene comune e al benessere delle generazioni future».

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