Filosofo e “politico”, Ruini aveva a cuore l’unità culturale della Chiesa italiana e universale
Con la salita al cielo del cardinale Camillo Ruini la Chiesa perde uno dei protagonisti della vita ecclesiale della seconda metà del Novecento e di questi primi vent’anni del nuovo millennio.
Ruini è stato una persona interessante e significativa da tanti punti di vista. Innanzitutto, è stato un filosofo e un insegnante di filosofia. Ha studiato in modo particolare la filosofia tedesca, moderna e contemporanea; non è un caso che la sua tesi di dottorato in Teologia si sia sviluppata intorno alla figura di Karl Rahner.
Fu Martini a suggerire a Giovanni Paolo II il nome di Ruini
Lo incontrai per la prima volta nel 1983, quando Giovanni Paolo II chiamò Camillo Ruini, allora ausiliare della diocesi di Reggio Emilia, alla vicepresidenza del comitato preparatorio del convegno ecclesiale che si sarebbe svolto a Loreto nel 1985. Presidente era il cardinale Carlo Maria Martini.
Era stato proprio Martini a segnalare a Papa Giovanni Paolo II il nome di Ruini. Il cardinale di Milano, chiamato a Reggio Emilia dal vescovo Gilberto Baroni per una conferenza, era stato impressionato dalla profondità della cultura di Ruini e propose il suo nome al Papa.
Ruini si mostrò subito protagonista perché cercò di essere l’interprete perfetto della volontà del Papa: quella di fare del convegno di Loreto la grande ripresa dell’unità della Chiesa d’Italia e della sua presenza pubblica. Un accento nuovo di cui Ruini si fece interprete successivamente, quando fu chiamato dallo stesso Papa a essere segretario della Conferenza Episcopale Italiana e infine presidente della stessa. Fu un lungo periodo di tempo che ha segnato profondamente la vita e la storia della Chiesa italiana. Tra l’altro divenne un grande sostenitore dei movimenti ecclesiali.
Grande sostenitore dell’unità politica dei cattolici
In quegli anni stava finendo l’unità politica dei cattolici nel nostro paese. Erano gli anni in cui si sviluppava una forte critica ai partiti tradizionali, che poi sarebbero stati spazzati via. Ruini, sostenitore dell’unità politica dei cattolici, si trovò di fronte a una situazione completamente nuova con l’inizio degli anni Novanta e quindi cercò, sia con il Servizio culturale della Conferenza Episcopale sia attraverso i suoi interventi come presidente, di potenziare l’unità culturale e sociale della Chiesa in Italia.
Per tutte queste ragioni, il cardinale fu visto da taluni come il difensore di un’epoca che ormai stava tramontando, mentre in realtà egli proveniva da una delle diocesi più avanzate e “conciliari” della Chiesa italiana, quale quella di Reggio Emilia. La sua vocazione di filosofo si evidenziò anche negli ultimi decenni della sua vita, quando pubblicò alcuni libri sul tema di Dio, dell’aldilà, della fede e della ragione, che diedero testimonianza della profondità della sua riflessione metafisica e della conoscenza delle correnti della filosofia contemporanea e dei problemi che agitano la mente e il cuore dell’uomo. Certamente Ruini può essere ricordato come uno dei maggiori interpreti delle linee fondamentali del pontificato di Giovanni Paolo II.
L’opinione di Ruini su Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV
Non fu importante solo per la Chiesa italiana, ma, in un certo senso, anche per la Chiesa universale, perché in quegli anni molti guardavano all’Italia come a un punto di riferimento importante per la loro fede. Apprezzò molto la teologia di Joseph Ratzinger, ma soffrì anche per le incertezze di governo che si manifestarono durante il pontificato di Benedetto XVI e che lo portarono poi alla decisione delle dimissioni, decisione che Ruini soffrì molto e che non condivise.
Era forte la distanza con Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, nella visione della Chiesa mondiale; fu invece felice della nomina di Robert Prevost al pontificato con il nome di Leone XIV. Vedeva in Prevost l’uomo che avrebbe saputo intervenire per sanare le ferite portate dalla polarizzazione della Chiesa, mettendo in luce gli elementi più profondi che possono realizzare l’unità del Corpo ecclesiale intorno a Cristo.
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