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Meno figli, meno imprese. Ma la partita non è chiusa

Di Caterina Giojelli
10 Maggio 2026
L'economista Matteo Rizzolli: «Non capiamo ancora lo tsunami della denatalità, quasi nessuna leva sembra funzionare. Ma chi "resiste" ci indica la strada»
Ragazzini di spalle con le divise della loro squadra osservano una partita di calcio in un ambiente chiuso
(Foto di Bruno Kelzer su Unsplash)

C’è un nesso, meno sentimentale e più strutturale di quanto si voglia ammettere, tra le culle che restano vuote e le serrande che si abbassano. Esattamente un anno fa, su queste pagine, mettevamo in fila i numeri di un «inverno industriale» che non accenna a sgelare: cinquantanovemila aziende manifatturiere perse in cinque anni. Praticamente un’impresa su dieci è evaporata nel nulla tra il 2019 e oggi. Non si tratta solo di mortalità aziendale, ma di assenza di nascite: non nascono più imprese, non nascono più bambini. I due fatti sono lo specchio della stessa sterilità. L’Istat continua a certificare il precipizio: trecentosettantamila nascite nel 2024, con la prospettiva di sfondare al ribasso la quota dei trecentocinquantamila il prossimo anno. Siamo sotto la soglia minima di sopravvivenza sociale. E come ha scritto Roberto Volpi su Tempi, non c'è immissione di migranti che possa curare questo quoziente di natalità (meno di 6 nascite annue ogni mille abitanti), che è figlio del crol...

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