Napolitano «richiama l’attenzione del parlamento sul fine vita». Noi richiamiamo la sua su numeri e casi di eutanasia

Il presidente della Repubblica scrive ai radicali. Ecco un po’ di articoli di Tempi, con dati e testimonianze sul vero volto della “dolce morte”

Si torna a parlare di fine vita (leggi: eutanasia). Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio all’Associazione Luca Coscioni, che ha organizzato una conferenza stampa sul tema. «Ritengo anch’io – scrive Napolitano – che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita e eludere “un sereno e approfondito confronto di idee” su questa materia. Richiamerò su tale esigenza, anche attraverso la diffusione di questa mia lettera, l’attenzione del Parlamento».
«Drammatici – scrive il capo dello Stato – nella loro obiettiva eloquenza sono d’altronde i dati resi noti da diversi istituti che seguono il fenomeno della condizione estrema di migliaia di malati in Italia. Sento profondamente la drammaticità del travaglio che hanno vissuto altri partecipanti alla conferenza stampa per le disperate vicende di loro cari».
Non è la prima volta che il presidente esprime il proprio favore a leggi che regolamentino il fine vita. In modo clamoroso, come si ricorderà, si rifiutò di firmare il decreto che avrebbe potuto salvare Eluana Englaro.

In questi anni, Tempi si è molto occupato delle leggi che, negli altri paesi, hanno introdotto la “dolce morte”. Di seguito ve ne forniamo alcuni, tra i più significativi.

Scordatevi l’eutanasia ai bambini. In Belgio già si invoca «l’eutanasia senza richiesta» (avete capito bene)
Jean-Louis Vincent, ex presidente della Società belga di terapia intensiva, invoca di «andare oltre» e permettere la dolce morte «senza che il paziente debba firmare documenti»

I dati sull’eutanasia in Svizzera ci dicono che il vero problema non è la malattia, ma la solitudine
Sono i risultati di uno studio condotto dall’Università di Berna che ha analizzato 1.301 casi in Svizzera tra il 2003 e il 2008 forniti da tre organizzazioni che sostengono il “diritto a morire”

Eutanasia. I sottili distinguo dei medici francesi: «Noi non uccidiamo i malati, li aiutiamo a morire»
La partita per la legalizzazione della dolce morte in Francia si gioca tutta intorno alla incomprensibile differenza tra “eutanasia” e “sedazione terminale”. Un trucco linguistico che «non cambia il risultato concreto»

Olanda, il “padre” dell’eutanasia accusa: «La legge sta deragliando, non mi sento più a mio agio»
Chabot è un grande sostenitore della “buona morte” e ne ha permesso la legalizzazione in Olanda ma davanti all’uccisione di persone con problemi mentali da parte di medici sconosciuti si è dissociato

«L’eutanasia per i bambini accelera solo l’auto-genocidio dell’Europa. E non è un diritto: è la fine del diritto»
Intervista al cardinale Sgreccia, ex presidente della Pontificia accademia per la vita, sulla legge in via di approvazione in Belgio. «La dolce morte serve ad alleviare non le sofferenze di chi sta male, ma il peso di chi sta bene»

Papa Francesco e il no della Chiesa all’eutanasia: «La vita umana conserva sempre il suo valore agli occhi di Dio»
Valore e cura degli anziani malati a tema della conferenza del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. I partecipanti ricevuti in udienza dal Pontefice

Lucien Israel: «Scaricare il malato è eutanasia»
Intervista al grande luminare francese dell’oncologia. Ecco come un agnostico smonta la truffa della dolce morte e del testamento biologico

Scapagnini. Quando ci raccontò la sua conversione dopo un anno «da Eluana Englaro»
L’ex sindaco di Catania, nel 2011, dopo mesi di coma irreversibile, si risvegliò e iniziò una battaglia contro l’introduzione dell’eutanasia in Italia.