Milano. La sinistra di Sala (cattolici inclusi) si schiera a favore della cannabis

Pubblichiamo la lettera inviata da Nicola Natale, consigliere di Milano Popolare: «Per l’opposizione di sinistra e M5s non è stato autorizzato nessun invito al sindaco per una più oculata gestione dei negozi che vendono cannabis»

Pubblichiamo di seguito la lettera che ci ha inviato Nicola Natale, consigliere di Milano Popolare al secondo mandato.

Egregio Direttore, la sera del 20 giugno si è verificata una ulteriore commedia (se non fosse tragica e non tendesse a ripetersi!) in Municipio 3 (Milano). I consiglieri Nicola Natale (Milano Popolare) e Piero Migliarese (Lista Parisi) avevano presentato una mozione il 20 settembre 2018 con cui chiedevano che i negozi abilitati alla vendita di prodotti derivati dalla cannnabis sativa fossero sottoposti ad azioni di contrasto simili a quelle che si applicano ad altre forme di dipendenza come il gioco d’azzardo e le slot machine. La mozione è stata ammessa alla discussione solo il 20 giugno, nove mesi dopo la richiesta.

Ovviamente base della discussione sono stati il documento del Consiglio superiore di sanità del 10 aprile 2018 che «ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa in cui viene indicata la presenza di ….”cannabis light” o “cannabis leggera” non può essere esclusa» e perciò raccomanda «che non sia consentita la libera vendita» e ancor più la recente sentenza della Corte di Cassazione che afferma che «integrano il reato previsto dal Testo unico sulle droghe (articolo 73, commi 1 e 4, dpr 309/1990) le condotte di cessione, di vendita, e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante» (e anche i prodotti contenenti una quantità di tetraidrocannabinolo inferiore a 0,6% hanno azione drogante come dimostrato da numerose indagini scientifiche).

La maggioranza di sinistra (cattolici compresi) ha contestato la mozione perché essa  prendeva in considerazione solo la cannabis e non anche il fumo, l’alcool, le slot machines e quant’altro, tralasciando solo il cyberbullismo. Hanno anche contestato il fatto che non si prendeva in considerazione il processo educativo.

In ultimo si sono appigliati anche al decreto Salvini con cui si prevede la costituzione di un tavolo di lavoro cui partecipano numerose istituzioni, politiche e non, tra cui anche i Sindaci dei più grandi Comuni (Milano incluso) cioè le solite commissioni perenni e scarsamente produttive!

Nella discussione è stato anche messa in discussione la scientificità del Consiglio superiore di sanità, di Silvio Garattini (massimo farmacologo italiano, ex direttore dell’Istituto Mario Negri) e degli articoli internazionali di studi medici.

Ciò che colpisce di tutta la discussione è la strumentalizzazione fatta dalla sinistra sulla non pericolosità della droga e la pretestuosità della assenza di proposte educative nei confronti di alcool e fumo che (loro affermazione) presentano maggior pericolosità della cannabis, ed infine il rinvio alle decisioni ministeriali del tavolo di lavoro proposto dal ministro degli Interni (quanti ragazzi si avvicineranno alla droga nel frattempo?).

Ho perfino apprezzato di più la posizione chiara e precisa del rappresentante del M5s, che ha sostenuto la liceità della libertà di diffusione della cannabis senza distinguo e arrampicate sui vetri!

In conclusione i 15 rappresentanti della maggioranza di sinistra e il consigliere di M5s hanno prevalso sulla opposizione di Milano Popolare, Lista Parisi, Forza Italia, Lega e quindi non è stato autorizzato nessun invito al sindaco per una più oculata gestione dei negozi che vendono cannabis! Continuo a restare stupito della mancanza di disponibilità al dialogo da parte della sinistra ma ancor più della posizione dei cattolici presenti nella sinistra politica, così supini alle volontà di questi partiti anche su temi su cui la Chiesa si è chiaramente espressa (in questo caso il Pontificio consiglio per la famiglia del 9 gennaio 2014), così come in precedenza nei confronti della posizioni sull’aborto, Dat e unioni civili.

Per sapere tutto sul mito della “cannabis che non fa male” si veda il numero di Tempi di febbraio: “Leggera come la peste“.

Foto Ansa