«L’economia abbracci il senso cristiano della vita». Con sussidiarietà, solidarietà e sviluppo

Romano Prodi e Giorgio Squinzi all’università Cattolica per parlare di crisi ed Europa assieme al prof. Quadrio Curzio, che ha posto l’accento sulla sussidiarietà: «Credo nella forma associativa come sua migliore espressione».

Solo posti in piedi questa mattina all’Università Cattolica di Milano per i tanti che sono venuti ad ascoltare tre relatori d’eccezione: Romano Prodi, il neo eletto presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e il padrone di casa, il professor Alberto Quadrio Curzio, che ha presentato il suo ultimo libro: Economia oltre la crisi.

L’ex Presidente del consiglio Prodi, ha commentato i risultati elettorali di Grecia e Francia. Toni preoccupati nel primo caso: «Non sono stupito degli avvenimenti che hanno riguardato il voto greco, ma ne sono addolorato perché è un segno di dominio della paura, di perdita della speranza senza un vero significato politico: né destra né sinistra». Diverso, invece, il commento alla vittoria di Hollande: «occorre che la Francia torni a fare la Francia, Sarkozy è sempre stato perdente in ogni pre-vertice europeo». Il Professore ha parlato anche dell’impossibilità per la Germania di uscire dal contesto euro: «I tedeschi hanno bisogno dell’Europa e se facessero qualche sacrificio per la Grecia ne avrebbero un ritorno positivo. Purtroppo mi spaventa il fatto che non capiscano il futuro: è il segno dell’accorciamento della nostra capacità di riflessione. Diciamolo chiaramente, se vanno via dall’euro dove le esportano le Bmw? La Germania 10 anni fa veniva presa a calci e grazie all’euro è uscita da questa situazione».

Ma la vera anomalia per Romano Prodi è «l’assenza di controllo della finanza verso l’economia reale», un dominio che ha portato a un «esproprio dei governi, a una perdita della sovranità. La colpa non è dell’euro, ma del governo dei liberi mercati che ha generato un vero e proprio cambiamento morfologico della democrazia. Allora cosa bisogna fare? Per ripristinare la sovranità bisognerebbe metterci insieme ad altri stati di fronte ai mercati, in un cosiddetto cluster europeo che facesse da collante.

Giorgio Squinzi ha anticipato il discorso programmatico che terrà il prossimo 24 maggio durante l’assemblea generale di Confindustria e, nel luogo che padre Gemelli fondò per donare alla società un’impronta cristiana, ha affermato: «L’economia deve abbracciare il senso cristiano della vita». I punti toccati dal neo presidente di Confindustria sono stati: taglio alla spesa pubblica, riduzione dei costi della pubblica amministrazione, valorizzazione del patrimonio immobiliare, e soprattutto la «semplificazione burocratico-normativa». Ruolo determinante per risollevarsi dalla crisi spetta al settore immobiliare: «Bisogna fare ripartire l’edilizia. Occorre un grande investimento in infrastrutture come accadde negli Stati Uniti dopo la crisi del ’29. Gli Eurobond sarebbero un aiuto fondamentale».

Il padrone di casa, prof. Alberto Quadrio Curzio, ha ripercorso il paradigma delle 3S: sussidiarietà, solidarietà e sviluppo. «Credo nella sussidiarietà e nella forma associativa come sua migliore espressione. La solidarietà non dev’essere al ribasso, ma creativa e indirizzata alle generazioni future. Guai ad accorciare gli orizzonti». Sullo sviluppo, l’economista della Cattolica è molto chiaro: «Il rigore fiscale mi preoccupa. Se non troviamo altre soluzioni sarà difficile risalire» e parlando di semplificazione ha citato Pietro Verri che in materia di imposte esigeva «semplicità e stabilità». Non basta la competenza per risollevarsi dalla crisi, ha concluso il professore, occorrono anche le convinzioni e le conoscenze, altrimenti non si va avanti.

@giardser