Il piano europeo per i rifugiati? Una fregatura

Gli Stati europei si erano impegnati ad accogliere 40 mila richiedenti asilo giunti in Italia. Finora ne sono stati ricollocati 564. Venti in Germania, 18 in Spagna, 24 in Belgio

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Il titolo basta e avanza a farsi un’idea: “Un flop il piano sui rifugiati. La Germania ne ha presi solo 20”. È apparso oggi sul Corriere della Sera un articolo che snocciola gli impietosi numeri sul totale fallimento del piano per accogliere in Europa i richiedenti asilo. Si tratta del progetto presentato sei mesi fa da Jean-Claude Juncker che «prevedeva la redistribuzione di 40 mila richiedenti asilo giunti nel nostro Paese». Risultato? Zero o quasi: «I dati aggiornati al 27 aprile certificano la partenza di appena 564 di loro».
A farne le spese, non serve nemmeno dirlo, sono paesi come Italia e Grecia. Secondo i dati riportati dal quotidiano, «tra ottobre e aprile si è riusciti infatti a far accettare 543 adulti e 21 bambini». La Finlandia ne ha presi 148, la Francia 137, il Portogallo 106 e stiamo parlando delle cifre più alte. Perché poi ci sono la Germania con 20, la Spagna con 18, il Belgio con 24.

UTOPIA E SCETTICISMO. «Sin da subito – scrive il Corriere – si era capito che si trattava di un’utopia, ma certo nessuno poteva immaginare un tale fallimento. (…) Cifre ridicole, anche tenendo conto che ci sono 75 richieste accettate ma ancora non operative. E soprattutto che 233 sono in attesa di risposta e 20 sono state respinte».
Le cose si sistemeranno? Oggi ci sarà un incontro tra Matteo Renzi, Angela Merkel, Donald Tusk, Martin Schulz e Junker, ma gli analisti italiani interpellati sono scettici: «”Non c’è alcuna agevolazione per i Paesi di primo ingresso — come invece era stato promesso — e dunque affermare che si sta effettuando una revisione del Trattato di Dublino per agevolare Roma e Atene è semplicemente falso”. Anche la regola di tassare chi rifiuta di accogliere i richiedenti asilo viene ritenuta “priva di fondamento, perché era già nel progetto originario ma è stata respinta in malo modo dalla maggior parte degli Stati e dunque non c’è alcuna possibilità che adesso abbia un iter positivo”».

Foto Ansa


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