Grillini, Crocetta, il video notturno. E ora scendono in strada anche le “mamme no Muos”

Si riapre lo scontro sul sistema satellitare Usa in Sicilia con auto usate come barriere per impedire ai soldati l’accesso alla base. Finirà come con la Tav?

Uomini misteriosi che nel cuore della notte escono da una botola, che si schiude in mezzo al terreno, e iniziano a maneggiare con cavi elettrici intorno all’immensa antenna parabolica: sembra di essere in una scena del telefilm cult Lost, invece siamo nel bel mezzo della Sicilia e dell’affaire che rischia di ingenerare altro caos: il caso Muos, dal nome del sistema satellitare di nuova generazione che gli Stati Uniti vorrebbero realizzare nella riserva della Sugareta a Niscemi, ma contro cui si oppone il governatore Rosario Crocetta. E il popolo dei no-muos, molto vicino anche ai grillini siciliani.

I FATTI. Nelle puntate precedenti si è vista un’aspra contrapposizione tra Usa e Sicilia. Prima le manifestazioni, con i blocchi delle strade di comunicazione verso la base americana, per impedire i lavori culminate anche in scontri violenti tra le forze dell’ordine e le “mamme no Muos”, il 10 gennaio scorso. C’è stato l’intervento di Crocetta, che ha sospeso la concessione per i lavori agli americani, chiedendo un’immediata perizia medica sugli effetti delle radiazioni sulle popolazioni e poi, pur di fronte alla disponibilità degli statunitensi, ha definitivamente revocato la concessione.
In mezzo ci sono state le chiusure e le aperture dell’ambasciata americana e dei vertici militari di Sigonella (lo scorso 26 marzo, è stata organizzata una visita alla base per il vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Venturino, accompagnato dal console americano Donald Moore, per visionare alcuni documenti relativi al Muos), l’imbarazzo assoluto dei nostri ministeri dell’Interno e degli Esteri, che però di fatto non hanno preso alcuna posizione pubblica. C’è stata anche una manifestazione nazionale, sempre appoggiata dall’M5s, che ha coinvolto diecimila persone. E poi il 29 marzo la vicenda è parsa chiudersi definitivamente con la revoca ai lavori.

CLIMA INCANDESCENTE. Ma il reporter-regista Manolo Luppichini ha realizzato un video di notte, in cui appunto si vedono delle sagome che entrano ed escono dalla botola sotto la grande antenna del Muos, e sembrano proprio continuare a realizzare collegamenti con i cavi elettrici. Contattato da La Sicilia, il consolato Usa di Napoli ha commentanto così il video: «Il governo degli Stati Uniti è impegnato a collaborare con le autorità italiane per rispondere alle preoccupazioni sulla salute espresse dalla popolazione locale, e siamo fiduciosi che gli studi attualmente in corso ad opera del governo italiano confermeranno a breve che il Muos è sicuro. Come descritto nell’accordo tra Governo italiano e la Regione siciliana il piano attuale prevede che l’installazione delle parabole non avvenga prima che siano disponibili i risultati di tale studio».
Le “mamme no Muos” ieri hanno protestato con il sindaco e il prefetto, che si sono fatti loro portavoci presso la Regione: oggi sono scese in strada, in prossimità della base nella Sugareta, per bloccare l’accesso ai soldati e a tutti i mezzi, civili e militari, usando le proprie auto come barricata: «Ci stanno prendendo in giro!».