Voilà: a destra lo champagne di Casarini, a sinistra la Sicilia spalma-morti

Un pezzo di carne di qua e uno di là. E così può continuare con soddisfazione bipartisan l’abuso delle intercettazioni piegate a un giochino di emozioni da gogna

Auto dei carabinieri davanti all'assessorato alla Saluta della Sicilia
Carabinieri all’esterno dell’assessorato Regionale alla Salute della Sicilia: l’assessore dimissionario Ruggero Razza è indagato per presunta falsificazione dei dati sul Covid

Cronache dalla quarantena bis / 19

Uno “spalmamorti” di qua. E un “coi soldi festeggiamo a champagne!” di là. Dai a Cesare quel che è di Cesare. E alla toga quel che è della toga. Alla destra la bistecca Luca Casarini che incassa sui clandestini. Alla sinistra uno spezzatino di Regione Sicilia che tarocca il conto delle vittime del Covid per restare zona arancione invece che rossa. Insomma, una suggestione di giustizia cucinata alla bipartisan.

Mi sono espresso male? Scusate. Volevo semplicemente dire che, dopo lo sfortunato caso Palamara, le procure, e in particolare quelle siciliane (perché a Milano, cosa ve lo ripeto a fare?, non ci sono novità, piove sempre sul bagnato), sono molto resilienti e proattive.

Ferrara vs Gratteri

Vorrei tralasciare il fatto che di almeno un magistrato abbia parlato, sfidandolo in tribunale con un fondo molto ma molto arrabbiato, quell’iracondo dell’Elefantino. Che anche se morto alla tv, mi pare abbia ancora tanta buona benzina nel motore.

Ma vogliamo scherzare? Ci sono in giro fior fior di lavoratori – perfino medici e infermieri di reparti Covid – che rischiano il posto perché non si vogliono vaccinare a causa di nausee complottiste. E voi, servitori dello Stato, magistrati che magari sarete chiamati a dirimere in tribunale controversie no vax o fatti penalmente rilevanti che incrociano i vaccini, vi mettete ad ammiccare ai soliti sospetti? A recensire libri anti plutomassonici che ha letto solo il fondatore del Foglio?

Giustizia alla siciliana

Io adesso non so se il procuratore combattente raccoglierà il guanto di sfida che gli ha lanciato Giuliano Ferrara, e così noi ci godremo il fantastico match Tyson Ferrara vs Douglas Gratteri. Intanto, come si dice, per non saper leggere il carabinierese, riassetto la poltrona e preparo i pop corn.

Il carabinierese? E che lingua è? Non accetto provocazioni, direbbe Roberto Saviano che ultimamente ha pure confessato al mondo un disgustoso e vigliacco (no, scusa, questa dei “vigliacchi” ai parlamentari contrari alla legge Zan è di Francesco Merlo) attacco di dissenteria procuratogli da una macumba nera camorrista. Non ci posso credere. Vabbè.

Ma se rilevo un paio di cosette occorse in questa fase pasquale di giustizia alla siciliana, vi viene male? Dai, pazientate. Tanto non hanno nulla a che vedere con la brutta bestia che comanda nei sondaggi.

L’entità che governa Gramellini

E comunque, anche se «so far male, con le parole», come racconta distrattamente di sé Massimo Gramellini, non faccio mai ragionamenti contorti.

Per cui: esce un libro di Gramellini sul Covid? Lui è subito lì a sputazzare sui pensieri che si proiettano tra passato e futuro, lasciateglielo dire con Jung: «Noi uomini siamo veramente noi stessi solo quando siamo completamente immersi in quello che stiamo facendo nel momento preciso in cui lo stiamo facendo. In tutti gli altri momenti in cui ricordiamo il passato, oppure fantastichiamo il futuro, siamo vissuti da un’entità esterna che in realtà ci governa».

Scusa, caffè del Corriere, ma mi fai paura: quale entità ti vive e ti governa dentro se stai giusto presentando il tuo ultimo libro? Lasciamolo dire al tuo intervistatore dell’Huffington Post: «Gramellini è andato nel futuro sino al dicembre del 2080 per scrivere un romanzo che racconta questi mesi dal punto di vista di un vecchio che ricorda cosa è stato viverlo da bambino». Ci sono tutte le macumbe passate e future, tranne il presente. Ma ci sei o ci hai la entità, o gramellino vestito di nuovo? Mi metti i brividi.

Il cinismo è sempre degli altri

Brrr. Un po’ come questi che «spalmiamo i morti». Perché mi guardate così? Dite che in procura prima di parlare di morti si inginocchiano assieme ai giornalisti e con grande rispetto per le vittime, previo ogni atto, recitano un Eterno riposo, un Pater, un Ave e un Gloria? Mica come la politica o l’amministrativo regionale di Musumeci, che sicuramente ha preso e copiato pari pari quel cinico imprenditore abruzzese che invece di piangere al telefono se la ghignava del terremoto.

Uffa. Ma perché sempre ‘sto gioco a piegare le intercettazioni a un giochino di emozioni da gogna? «Spalmiamo i morti». Stavano solo magheggiando coi numeri. Mica stavano scrivendo il Mein Kampf. Su Casarini, però, lo confesso faccio già più fatica. Non perché c’ho l’entità salviniana dentro. Ma perché come fai a parlare di “gogna” con l’intercettazione propalata dove si racconta di «una fattura di pomp… a Copenaghen»? Capito queste intelligenze giustizialiste finissime? La destra «spalma i morti». La sinistra impalma la Sirenetta.

Foto Ansa