Ecuador. I vescovi con il presidente socialista Correa, che minaccia le dimissioni contro la legge pro-aborto

Il suo partito promuove la depenalizzazione, lui va in tv e attacca: «Tradimento». Una presa di posizione «molto pregevole» per la Conferenza episcopale

Per i vescovi dell’Ecuador è «molto pregevole» la presa di posizione del presidente Rafael Correa contro l’ipotesi di legalizzazione dell’aborto. Tre giorni fa in una intervista televisiva Correa, che si definisce «uomo di sinistra, umanista e cattolico», esponente di spicco del socialismo sudamericano per così dire “à la Chávez”, se l’è presa esplicitamente con i parlamentari del suo partito, Alianza País, che sostengono una proposta di legge per depenalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza, pratica attualmente vietata dal codice penale. Il presidente è arrivato addirittura a minacciare le proprie dimissioni se il suo partito insisterà nella campagna abortista.

«POSIZIONE NOTEVOLE». In tv Correa ha ricordato di essersi sempre pronunciato contro qualsiasi forma di legalizzazione dell’aborto, perciò ogni iniziativa in senso opposto da parte dei suoi sarebbe un «vero tradimento e una grave slealtà». E ora i vescovi del paese si schierano al suo fianco. In una nota inviata all’agenzia Fides, infatti, monsignor Antonio Arregui, arcivescovo di Guayaquil e presidente della Conferenza episcopale ecuadoriana, si dice «impressionato dal coraggio, dalla qualità con cui il presidente ha parlato. Penso che sia una posizione davvero notevole». Come è risaputo, aggiunge Arregui, la Chiesa crede «che la vita umana sia sacra e non possa essere eliminata». Nella nota il capo dei vescovi annuncia anche per questa settimana una dichiarazione ufficiale della Chiesa cattolica.