Coppia gay compra tre bambini con l’utero in affitto. È contro la legge? Fa niente

L’Alta Corte di Londra ha condannato «il mercato della surrogata online» sottolinenando che «non esiste un prezzo congruo» per i bambini. Poi ha dato i bambini alla coppia

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

utero-affitto-maternita-surrogata-shutterstock_214083580

È una sentenza strana quella dell’Alta Corte di Londra, che ha affidato a una coppia gay tre bambini comprati illegalmente attraverso la pratica dell’utero in affitto. I due uomini, legati in unione civile in Inghilterra, hanno trovato su un forum di maternità surrogata su Facebook in soli sei mesi tre donne disposte a partorire tre bambini.

40 MILA STERLINE. Così la coppia, in poco più di un anno, si è ritrovata con tre figli e quando i due uomini si sono presentati dal giudice per dichiarare, come previsto dalla legge, di essere i genitori dei bambini hanno mentito sulla somma pagata alle donne. Questo punto è fondamentale, visto che nel Regno Unito l’utero in affitto è legale solo se la donna che partorisce il bambino non viene pagata. La somma che può esserle corrisposta, dunque, deve coprire esclusivamente le spese necessarie alla gravidanza. Solo nel tempo i giudici hanno scoperto che la coppia ha pagato 40 mila sterline.

L’INTERMEDIARIA. La coppia si è incontrata con le tre madri a casa della responsabile del forum di maternità surrogata e in diversi pub. Il timore dei giudici è che la donna abbia messo in contatto i due uomini con le madri surrogate, altra cosa vietata dalla legge, che autorizza solo tre agenzie no profit a svolgere questo lavoro (Brilliant Beginnings, Surrogacy UK and COTS). Il tribunale sospettava anche che l’intermediaria fosse stata pagata, ma non ha trovato le prove, riporta il Telegraph.

LE CONDANNE DEL GIUDICE. Il giudice Miss Justice Russell, nella sentenza, ha condannato «la disonestà» della coppia e il tentativo «reprensibile» di mentire alla corte, «che solleva molti dubbi sulla loro attitudine a truffare le autorità e sulla loro buona fede». Ha poi fatto notare che la legge non prevede il pagamento di un compenso alle madri surrogate, come avvenuto in questo caso, e che il fatto che le tre donne non abbiano dato riscontro di come hanno speso il denaro della coppia è sospetto. Infine, dopo aver esposto i suoi dubbi sull’intermediario ai limiti della legalità e dopo aver bacchettato i due uomini per aver commissionato tre bambini a tre donne diverse in soli sei mesi, segno che non hanno pensato molto «alla responsabilità di costruire una famiglia», ha condannato fermamente «il mercato della surrogata online» sottolinenando che «non esiste un prezzo congruo» per i bambini.

CONCLUSIONE. Dopo aver elencato tutti i punti in cui la coppia ha infranto la legge, però, il giudice ha affidato i bambini alla coppia perché, secondo i servizi sociali, «i due uomini hanno eccellenti doti genitoriali e sono orgogliosi dei loro bambini. Sono padri amorevoli», anzi di più, «sembra che siano stati messi su questa terra apposta per fare i genitori». Siccome secondo i servizi sociali sono bravi genitori, insomma, non importa che abbiano infranto la legge. Strano ragionamento per un giudice.

Foto utero in affitto da Shutterstock

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •