Belgio respinge 12 imam turchi, volevano insegnare in moschee non riconosciute

Da un anno il Belgio fa più attenzione all’islam radicale. Ad agosto ha fermato un predicatore che ha diffuso un video su Youtube: «Oh Allah, uccidi tutti i cristiani»

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Il Belgio ha rifiutato il visto di lunga permanenza a 12 imam provenienti dalla Turchia, che chiedevano di entrare nel paese per guidare la preghiera nelle moschee di Gand, Namur, Bilzen e Tamise. Il ministro dell’Immigrazione, Theo Francken, non ha concesso l’autorizzazione perché le moschee non sono riconosciute dallo Stato.

STIPENDIO AGLI IMAM. L’islam è stato riconosciuto in Belgio nel 1974 e la sua espansione è stata subito appaltata all’Arabia Saudita, in cambio di forniture energetiche a prezzi vantaggiosi, e ai Fratelli Musulmani, che hanno fondato decine di moschee, centri religiosi, biblioteche e madrasse. In Belgio ci sono oltre 300 moschee, ma quelle riconosciute dallo Stato, che paga anche gli imam e dona un sussidio attraverso l’Esecutivo dei musulmani del Belgio, sono solo 82.

NO PROFIT. A Bruxelles e dintorni è molto facile aprire una moschea, anche se non riconosciuta, sotto forma di associazione no profit. L’unica restrizione a cui sono soggette è l’obbligo di avere un permesso dal ministero della Giustizia per ricevere finanziamenti stranieri sopra i 100 mila euro. Dieci dei 12 imam non ammessi nel paese hanno fatto ricorso in Belgio per violazione della libertà religiosa, ma la causa è stata respinta visto che i religiosi si trovano in Turchia e non c’è stata alcuna violazione all’interno del Belgio. Ora possono ancora ricorrere al Consiglio di Stato.

ISLAM RADICALE. Da quando il Belgio è stato vittima di attentati terroristici l’anno scorso, e da quando ha scoperto che anche gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 sono stati organizzati in Belgio, ha cominciato a fare più attenzione alla diffusione incontrollata delle correnti radicali dell’islam. Queste si sono affermate non solo in quartieri simbolo come Molenbeek o Schaerbeek, ma un po’ dappertutto nel paese.

«UCCIDI TUTTI I CRISTIANI». Ad agosto, ad esempio, ha fatto scalpore un filmato diffuso su Youtube dal figlio di un predicatore salafita nel quale si incitava così: «O Allah, annienta gli odiosi cristiani. Uccidili tutti». Quando la polizia si è recata a casa dei genitori del giovane, a Dison, ha scoperto che il predicatore aveva già ricevuto due decreti di espulsione, avendo la doppia nazionalità marocchina, che però non erano mai stati fatti applicare.

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