A che serve una campagna elettorale a Salvini quando ha giĆ  Saviano e Repubblica?

Di Correttore di bozze
14 Maggio 2019
Inutile inondare la rete di selfie, post e tweet. Non c'ĆØ miglior pubblicitĆ  per la Lega delle piroette logiche del quotidiano di largo Fochetti
Roberto Saviano al Salone del libro di Torino

Pur essendo un accanito odiatore interessato solamente a diffondere il veleno del risentimento con tutti i mezzi possibili, compresa la calunnia, anzi, soprattutto la calunnia, il Correttore di bozze sa ancora riconoscere un atto di generositĆ  disinteressata. Perciò oggi, invece di sprecare un’altra giornata della sua giĆ  dilapidata vita a trollare le bacheche social delle persone perbene, quell’infame avverte il dovere di mettere nero su bianco un sentito ringraziamento – udite udite – alla famiglia De Benedetti.

Intendiamoci, il Correttore continua a pensare tutto il peggio di una dinastia che ha fatto cosƬ tanto per inoculare e coltivare il virus della democrazia nell’italiano medio. E però, a conti fatti, non si può non esserle riconoscenti per la decisione di seccare Mario Calabresi e rimpiazzarlo con Carlo Verdelli. Con il nuovo direttore, infatti, Repubblica ha ritrovato una faziositĆ  che non si vedeva da decenni. Da quando cioĆØ ai correttori di bozze, per chiarirsi le idee su qualunque argomento, bastava leggere che cosa scriveva il quotidiano di largo Fochetti e pensarla esattamente al contrario.

Adesso ci risiamo. Perciò grazie, De Benedetti.

Prendete per esempio l’edizione di Repubblica di ieri. Sublime. Spettacolo puro. GiĆ  a pagina 3 il Correttore di bozze era praticamente sopraffatto dall’ammirazione, leggendo “l’analisi” di Matteo Pucciarelli sulla cosiddetta “Bestia”, ossia il sistema di comunicazione social di Matteo Salvini che a furia di post su Facebook, tweet su Twitter e foto su Instagram addirittura Ā«orienta il votoĀ». Per l’esattezza:

Ā«L’obiettivo – raggiunto da tempo – era quello non tanto di dare un modo come un altro a Salvini di dire la propria. No, era decisamente più ambizioso: orientare, anzi guidare, il dibattito pubblico. Per rendere meglio l’idea, oggi in Italia solo un giornale ha più fan sul social di Mark Zuckerberg ed ĆØ RepubblicaĀ».

Inutile esplicitare che il solo fatto di osare insidiare Repubblica in quanto a capacità di «orientare, anzi guidare, il dibattito pubblico», in un paese civile dovrebbe configurarsi come un attentato alle istituzioni democratiche, se non come vilipendio della religione.

Ah, come appaiono lontani a quel nostalgico di un Correttore di bozze gli anni in cui lo stesso quotidiano elevava dei gran osanna in excelsis perchĆ© Barack Obama Ā«ha vinto, sul web, con il web e grazie al webĀ», e celebrava la sua capacitĆ  di Ā«occupazione gentile e capillareĀ» di internet, Ā«una conquista dei cuori e delle menti con una strategia militare che puntasse alla “missione compiuta” nel breve termine di una stagione elettoraleĀ».

Era tutto cosƬ fulgido e promettente allora su Facebook, quando spadroneggiavano i buoni… Oggi, invece, da quando la perizia social di Obama ĆØ stata surclassata dalla destrezza di un Donald Trump o, peggio, di un Salvini, il Correttore di bozze per dare retta a Repubblica dovrebbe alzarsi la mattina ed essere preso dal panico perchĆ© Ā«a due settimane dal votoĀ» il signor Andrea Iannuzzi vede concretizzarsi Ā«il rischio che il dibattito politico possa essere inquinato da troll al soldo di potenze straniereĀ» (sempre Repubblica di ieri, commento a pagina 24).

Comunque, cos’ha da ridire il Correttore di bozze su tutto ciò? Niente, per caritĆ . Al contrario, egli crede che la dose andrebbe semmai rincarata. PoichĆ© in effetti, a ben vedere, i Ā«600 mila euro l’annoĀ» di spesa media calcolati da Repubblica per “la Bestia” di Salvini (e 600 mila, si badi, Ā«solo per FacebookĀ») sono davvero un notevole sperpero di quattrini.

A cosa serve, infatti, foraggiare dispendiosamente “la Bestia” quando hai Roberto Saviano che ti arriva quasi ogni mattina su Repubblica giĆ  pagato per scrivere cose che non si capisce perchĆ© debbano essere scritte se non per regalare voti a Salvini?

Prendete ancora una volta Repubblica di ieri, pagine 8 e 9. Ecco un commentone di Saviano da affiggere su tutti i muri, se solo i muri non andassero abbattuti.

Titolo: “Sulla partita dei migranti si gioca il futuro dell’Unione”.

Sommario: “La retorica dell’invasione e le Ong ‘taxi del mare’: ĆØ la strategia acchiappavoti dei sovranisti. Per offrire un nemico a una societĆ  sempre più chiusa che non si affida ai fatti, ma alle paure”.

Semplicemente perfetto, non trovate? Talmente perfetto che manco ci sarebbe bisogno di leggere il pezzo per sapere che cosa c’ĆØ scritto. Se non che, trasfigurato dalla gratitudine per la regressione partigiana di Repubblica, il Correttore di bozze si ĆØ riproposto di leggerla dalla prima all’ultima riga, a costo di farsi del male. Ahi, quanto male.

Ebbene, dato che siete arrivati fin qui, adesso leggete anche voi il finale di Saviano, e fatelo molto attentamente:

Ā«Ad asfaltare la strada alle nuove destre xenofobe sono state in larga parte le vecchie sinistre inadeguate incapaci di fronteggiare il più grosso problema che il mondo ricco oggi non sa risolvere: un invecchiamento irreversibile e senza precedenti della societĆ . Una societĆ  anagraficamente vecchia ĆØ anche e soprattutto una societĆ  chiusa, che non si vede nel futuro e che, non ĆØ un caso, guarda con sospetto a Greta Thunberg e con rispetto chi paventa invasioni straniere e invita ad armarsi per farsi ā€œgiustiziaā€ da sĆ©. Una societĆ  anagraficamente vecchia non si fida dei numeri e dei fatti, ma delle sensazioni e delle paure. In questo scenario, ĆØ ancora più evidente quanto scellerata sia stata la condotta di chi ha insinuato dubbi sull’operato delle Ong e quanto irresponsabile allontanarle da quel tratto di mare in cui la loro presenza riempiva il vuoto lasciato dall’Europa. Le hanno accusate di essere trafficanti di uomini, di fare da pull factor, di essere buoniste per denaro, per interesse, ma la veritĆ  ĆØ che, se l’Europa avesse fatto il suo dovere, le Ong non sarebbero state necessarie. Di più, l’unico fattore di attrazione non sono mai state le Ong, ma l’Europa, l’Eldorado a poche miglia dall’infernoĀ».

A parte i doverosi complimenti all’autore di Gomorra per il ricorso a un argomento innovativo come “i miei avversari li votano solo i vecchi”, ĆØ chiaro che qui oltre al Correttore di bozze dovrebbe essere Salvini in persona a ringraziare Saviano, De Benedetti, Verdelli e magari pure il sempreverde Eugenio Scalfari.

Dunque, vediamo di svolgere il ragionamento.

PerchĆ© mai, secondo Repubblica, i vecchiacci del malaugurio schifano l’Europa e votano sovranista, alias Ā«destra xenofobaĀ»? Ma ĆØ ovvio: perchĆ© sono appunto dei vecchi maledetti (per altro invecchiati a causa della sinistra, vecchia anch’essa) e in quanto vecchi si fidano non dei fatti ma soltanto delle loro paure.

Così scrisse il giornale che vede dietro a ogni like fuori posto un manipolo di hacker russi pronti a dirottare qualunque elezione a suon di meme, lo stesso giornale che grazie a Greta Thunberg vende libri intitolati «la nostra casa è in fiamme», salvo poi dare alle fiamme i libri di un minuscolo editore per paura che le sue interviste a Salvini diffondano il fascismo (facendo leva sulle paure ovviamente).

E cosa dovrebbero fare, secondo Repubblica, i dannati matusa per essere un po’ meno disprezzabili? Si lascino guidare dai numeri e dai fatti anzichĆ© dalle solite paure, esorta Saviano, cosƬ si renderanno conto che Ā«il futuro dell’Unione si gioca sulla partita dei migrantiĀ».

Non fa una grinza. E cosa dimostrano i numeri e i fatti? Dimostrano che sull’emergenza migranti – lo scrive sempre Saviano – l’Europa si ĆØ finora distinta soltanto per Ā«vuoto lasciatoĀ» e doveri non compiuti. E cosƬ anche l’ultimo disgraziato vegliardo non ancora sovranista passerĆ  al lato oscuro della forza.

Grazie davvero. Mai vista una tale capacità di «orientare, anzi guidare, il dibattito pubblico».

@Correttoredibox

Foto Ansa

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