In 138 comuni del Sud le tasse sono schizzate a livelli record

Ecco in quali comuni si pagheranno più tasse. Il paradosso è che a guidare la top ten ci sono centri tristemente famosi per le infiltrazioni mafiose o per i disservizi: Casal di Principe, Torre Annunziata, Locri. Ad Acerra un contribuente con un reddito di 30 mila euro, che nel 2011 ne versava 540 in imposte, si troverà a sborsarne 673.

Ora che le addizionali sui redditi sono state sbloccate, nei comuni del Meridione si è scatenata una sorta di corsa a chi alza maggiormente le tasse (in pagina vedete la cartina pubblicata oggi sul Corriere della Sera). Il paradosso è che questo accade proprio nelle Regioni in cui le imposte già sono state ritoccate. L’addizionale Irpef è stata incrementata fino al livello massimo del 2 per cento del reddito; e tra i comuni che hanno scelto di percorrere questa strada, la top ten di quelli che imporranno balzelli ai cittadini ci sono soprattutto centri della Campania, della Calabria e del Molise. Ora è il turno dei sindaci, e spesso proprio di quei comuni che non brillano per l’efficienza di servizi. 

Per la Campania (con 84 comuni che hanno alzato le imposte), in pole position c’è Acerra, patria dell’inceneritore più contestato della storia. Ed è proprio a causa del termovalorizzatore che i cittadini avranno imposte da record. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva disposto che l’inceneritore fosse acquistato dalla Regione con i fondi Fas europei, ma poi si è scoperto che la Regione aveva dirottato qui fondi verso altri capitoli di spesa.
Tra gli altri comuni campani, seguono Casoria (patria di Noemi) e Casal di Principe, Mondragone e Torre Annunziata, centri tristemente famosi per le infiltrazioni camorristiche. 
Sono Napoli, con 24 comuni, e Caserta, con 17, le due province dove si è maggiormente scatenata la corsa al rialzo. In Calabria, le cose non vanno meglio: sono 47 i centri che hanno raddoppiato le tasse. In Molise i comuni sono 7: cinque in provincia di Campobasso e due in provincia di Isernia.

Per capire gli effetti di questi aumenti nelle tasche dei cittadini è simbolico l’esempio di Acerra, dove già le tasse avevano l’aliquota al livello massimo dello 0,8 per cento, ora ulteriormente incrementata. Un contribuente di quel comune, con un reddito di 30 mila euro, nel 2011 ha pagato 30 euro di addizionali comunali oltre ai 510 euro di Irpef regionali. Ora, quello stesso cittadino, pur mantenendo lo stesso reddito, si trova a pagare 673 euro. Chi nel 2011 ha dichiarato 100 mila euro e pagato 1.800 euro di addizionali comunali e regionali, nel 2012 ne pagherà 2.604.