Bene l’abolizione di Imu e Tasi (ma non è che poi aumentano tutte le altre tasse?)

La Cgia pone qualche domanda all’esecutivo. Dove troverà entro la fine del 2015 gli altri 22,4 miliardi necessari per evitare lo scatto della clausole di salvaguardia?

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La Cgia di Mestre torna a porre qualche domanda scomoda al presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’associazione degli artigiani, che già in passato ha “punto” il governo con numeri e quesiti sulla questione delle clausole di salvaguardia, torna a chiedere, dopo gli annuncia di abolizione di Imu e Tasi, «di rendere noto dove [Renzi] recupererà entro la fine di quest’anno i 18,8 miliardi di euro necessari» affinché siano evitate, «entro l’inizio del 2016, gli aumenti delle accise sui carburanti, l’incremento degli acconti Irpef e Ires e il ritocco all’insù dell’Iva».

RIDUZIONE TASSE. «Noi facciamo il tifo per il Renzi», dice Paolo Zabeo della Cgia. Perché l’Italia ha certamente bisogno di «una forte riduzione delle tasse. Siamo sicuri, così come è avvenuto con il bonus degli 80 euro, che troverà i 4,5 miliardi di euro per azzerare Imu e Tasi sulla prima casa».
Tuttavia, segnala la Cgia, ai 18,8 miliardi suddetti, vanno aggiunti «altri 1,5 miliardi per estendere anche per il 2016 la decontribuzione totale a beneficio delle aziende che assumono a tempo indeterminato e altri 2,1 miliardi per consentire, dopo le sentenze della Consulta, sia la reindicizzazione delle pensioni sia il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego».

22,4 MILIARDI. E tutto ciò deve essere fatto entro la fine di quest’anno. Dunque, dice Zabeo: «Mentre attendiamo con fiducia la disposizione con cui ci comunicherà la copertura, ci può anticipare dove recupererà entro la fine del 2015 gli altri 22,4 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’Iva, il ritocco all’insù delle accise sui carburanti e per rispettare le disposizioni stabilite della Corte Costituzionale con le sentenze sulle pensioni e sul rinnovo dei contratti degli statali?».

Foto Ansa