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Liberalizzazioni e RC Auto: Monti fa un bel favore alla lobby delle Compagnie assicurative

febbraio 23, 2012 Luca De Sio

Nel Decreto liberalizzazioni è previsto uno sconto sui premi assicurativi a chi installerà in auto la famosa scatola nera. Ma nessuno dice che per legge, con il decreto, le Compagnie assicurative potranno non risarcire più i cosiddetti “colpi di frusta”, che costituiscono il 50% delle richieste di risarcimento per danni fisici. Le lobby ringraziano Monti.

Da qualche settimana si fa una grande pubblicità al decreto liberalizzazioni e alle misure che verranno approvate atte a garantire forti sconti sui premi assicurativi in caso di installazione della famosa scatola nera sulla propria autovettura. Ora, anche volendo credere alle gentili concessioni delle Compagnie assicurative, ciò che preme qui sottolineare è che, stranamente, non si dà notizia con la stessa enfasi di un importante emendamento allo stesso Dl liberalizzazioni, che rischia di rimanere pericolosamente sottaciuto: ci si riferisce alla misura che prevede una “stretta sui colpi di frusta”.

Il testo in corso di approvazione prevede infatti che “le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obbiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”. In altre parole, i danni – dolori, limitazioni funzionali, ecc. – da colpo di frusta (fenomeno tipico del tamponamento) non saranno più risarciti dalle Compagnie assicurative del responsabile dell’evento. Per espressa previsione normativa. Così, dopo le timide e contraddittorie sentenze di legittimità sulla risarcibilità del danno non patrimoniale, che hanno permesso alle Compagnie assicurative di interpretarle pretestuosamente sino a negare in molti casi il risarcimento del danno morale sulle lesioni micro-permanenti (per tacere poi del danno esistenziale), ora addirittura gli si consente per legge di non risarcire neppure il danno biologico permanente (il danno all’integrità psico-fisica).

Il tutto nell’ottica di una svalutazione della persona e del bene salute che ha ormai definitivamente assunto dimensioni francamente preoccupanti e personalmente inaccettabili. A chi giova tutto ciò? Troppo facile! Alla lobby delle Compagnie assicurative. Basti pensare, infatti, che ben oltre il 50% delle richieste di risarcimento per danni fisici si riferiscono ai famigerati “colpi di frusta”: si prospetta un bel risparmio, non c’è che dire. E non ci si venga a raccontare che è tutta colpa dell’elevato numero di frodi assicurative nel nostro Paese perché mi sembra metodologicamente discutibile il tentare di recuperare ad una ingiustizia “legittimandone” un’altra. Le Compagnie assicurative si preoccupino, piuttosto, di attuare quelle misure antifrode che da anni hanno colpevolmente ferme in cantiere.

Chi scrive è avvocato e paga oltre 1.000,00 € annui di premio assicurativo e non ha mai fatto incidenti… eccetto quello in cui mi hanno tamponato provocandomi il classico trauma indiretto del rachide cervicale: oggi ho una limitazione funzionale di 1/3. E questo non è uguale a niente. L’emendamento in oggetto, se confermato, costituirebbe dunque un’ingiustizia sotto il profilo umano-antropologico ancor prima che tecnico-giuridico. E in questo contesto nessuno dice niente, nessuno denuncia la grave situazione che va prospettandosi: non lo fanno gli addetti ai lavori, non lo fanno le Associazioni di categoria o quella dei consumatori, men che meno i “nostri” politici. Beh, io non mi “sottostimo”.

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