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I terroristi in Siria e Iraq inaugurano ufficialmente la creazione del califfato islamico (con nove crocifissioni)

giugno 30, 2014 Redazione

In un messaggio audio l’Isil ha parlato del leader Al Baghdadi come del “Califfo Ibrahim” chiedendo a tutti i musulmani di «giurare fedeltà». Il territorio si estende dalla provincia di Aleppo (Siria) a quella di Diyala (Iraq)

mappa-califfato-isil

Da oggi non si chiamerà più Abu Bakr Al Baghdadi ma “Califfo Ibrahim”. Come annunciato in un messaggio audio dal gruppo terroristico, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante ha ufficialmente creato un califfato che si estende dalla provincia di Aleppo, nel nord della Siria, alla provincia di Diyala nell’Iraq orientale.

crocifissioni-isil-aleppo1«RIFIUTARE LA DEMOCRAZIA». I terroristi inoltre hanno cambiato nome: ora sono semplicemente lo “Stato islamico”. L’annuncio è arrivato in seguito alle conquiste da parte dell’Isil della città di Mosul, la seconda più grande dell’Iraq, e di Tikrit. Nel territorio che si estende per circa 500 chilometri tra Siria e Iraq le frontiere non esistono più, essendo state anch’esse conquistate dai terroristi. Nel messaggio, si chiede anche a tutti i musulmani di «giurare fedeltà al califfo Ibrahim e rifiutare la democrazia e altra spazzatura dall’Occidente».

NOVE CROCIFISSIONI. Vi abbiamo già parlato delle regole del califfato, dove viene imposta la sharia e a cristiani sono obbligati a pagare il tributo umiliante per conservare la propria fede. È proprio in base a queste regole che nove persone sono state crocifisse sabato dai terroristi nella provincia di Aleppo. I nove facevano parte di formazioni ribelli che combattono contro Bashar Al Assad, considerate però dall’Isil troppo moderate.
Come già accaduto in altre occasioni, gli otto uomini crocifissi in piazza a Deir Hafer e il nono ad Al Bab saranno lasciati davanti agli occhi di tutti per tre giorni come monito.

crocifissioni-isil-aleppo2JET RUSSI. Nel frattempo l’esercito iracheno sta cercando di riprendere la città di Tikrit dalle mani dei terroristi. Per aiutare il governo di Al Maliki, la Russia di Vladimir Putin ha inviato il primo scaglione di caccia-bombardieri Sukhoi che dovrebbero permettere alle autorità di Baghdad d’intensificare le operazioni di bombardamento contro le milizie jihadiste sunnite. Lo ha riferito in televisione il generale Qassem Atta, consigliere militare del premier, senza specificare però di quanti aerei si tratti.

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10 Commenti

  1. Cisco says:

    E c’è ancora chi esalta le gesta statunitensi che hanno liberato l’Iraq da Saddam Hussein, questa volta con l’argomento che il ritiro sarebbe stato – dopo oltre dieci anni – troppo rapido. Mi chiedo se questi analisti, che pensano veramente che una nazione virtuale come l’Iraq sia governabile democraticamente, non debbano farsi urgentemente vedere da un altro tipo di analisti.

    • augusto says:

      Sono d’accordo con te Cisco.Nessuno vuole osannare Saddam o Gheddafi, ma la guerra contro i due Paesi da loro governati è stata davvero solo inutile strage.Tra l’altro in quei Paesi,prima si campava .pur tra mille difficoltà e problemi.Adesso che sono stati “liberati” sono diventati degli inferni veri e propri, dominati dal terrorismo islamico e rappresentano un pericolo gravissimo per il Medio Oriente e la nostra Europa.

  2. Louis says:

    Il. problema è che giudichiamo ed analizziamo con occhi occidentali, con il buonismo culturale
    ascoltando le tanti islamici che stanno in Occidente. Invece l’ islam ha una parte di per se connivente con forme di violenza e crudeltà di cui la sharia è espressione

  3. Louis says:

    Il problema è che giudichiamo ed analizziamo con occhi occidentali, con il buonismo culturale
    ascoltando le tanti islamici che stanno in Occidente. Invece l’ islam ha una parte di per se connivente con forme di violenza e crudeltà di cui la sharia è espressione

  4. Luke says:

    Perché il Papa non grida con ancor più forza ? Parla di tenerezza, di Buon Pranzo, ma tiene un profilo basso proprio sulle tematiche di maggior urgenza quali questa di cui parliamo e sulla distruzione della Famiglia ad opera dell’ideologia del Gender e dei Matrimoni Gay.

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