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Forse l’Occidente si è svegliato. E si è accorto che il Califfato non si combatte con le prediche e i buoni propositi

agosto 18, 2014 Luigi Amicone

Con il Califfato la verità ci è venuta a trovare. Riassunto del problema che abbiamo con il doppio nichilismo occidentale e che per anni ha dilagato dal Maghreb, alla Siria all’Iraq. Oggi, dopo gli appelli della Chiesa in Medio Oriente, è iniziato il contrattacco

Sul tamburo delle dichiarazioni fatte dai parlamentari pentastellati che sono informati di tutto tranne di come va il mondo, Rodolfo Casadei, nostro inviato a Erbil, ha lanciato un tweet: «Prima che io riparta per l’Italia, voglio presentarli al Califfo di Mosul e lasciarli lì con lui». Può essere un’idea. Ma se l’arroganza dell’ideologia avanza, bisogna capire bene che l’ideologia è sempre indifferenza ai fatti. E che la madre dell’ideologia (che sempre, prima o poi, genera violenza) è il disinteresse alla verità, forma suprema dell’immoralità.

Prendiamola alla larga. Nel gennaio 2008, quando papa Ratzinger venne invitato all’Università della Sapienza di Roma, egli, nella sua allocuzione, tra le altre cose, aveva previsto di rimarcare che la legittimità di una carta costituzionale e, quindi, di una democrazia, «deriverebbe da due fonti: dalla partecipazione politica egualitaria di tutti i cittadini e dalla forma ragionevole in cui i contrasti politici vengono risolti. Riguardo a questa “forma ragionevole” Habermas annota che essa non può essere solo una lotta per maggioranze aritmetiche, ma che deve caratterizzarsi come un “processo di argomentazione sensibile alla verità” (wahrheitssensibles Argumentationsverfahren)».

Alla fine Benedetto XVI dovette rinunciare. Prima a entrare e a tenere la sua allocuzione alla Sapienza. Poi, direttamente al papato. D’altra parte, già due anni prima di essere bandito dall’università di Roma, a Ratisbona, il papa tedesco aveva ammonito lo spirito del tempo ad emendarsi dal doppio nichilismo che lo stava trascinando verso la rovina. Inascoltato e, anzi, apostrofato dalle cancellerie internazionali, dovette quasi chiudersi in San Pietro per sfuggire al linciaggio del sistema mediatico, intellettuale e diplomatico globale.

Liberal di qua e islamisti di là, New York Times (che chiese al papa di scusarsi pubblicamente) e Fratelli Musulmani (che chiesero al papa di scusarsi pubblicamente) offrirono la conferma che la lectio ratisbonense aveva colto nel segno. La Chiesa cattolica ha pagato a caro prezzo il «processo di argomentazione sensibile alla verità» testimoniato da Benedetto XVI. Venne gonfiato a dismisura lo scandalo dei preti pedofili. E per anni, fino alla rinuncia ratzingeriana al soglio petrino e all’avvento di Francesco, la Roma cattolica è stata aggredita e perseguitata da media, spioni, traditori, corti, tribuni, opinioni pubbliche cosiddette, di ogni colore, credo e latitudine.

Adesso la verità ci è venuta a trovare in forma di Califfato. E le democrazie tremano (anche perché con il secondo mandato di Obama sembrava che l’America avesse l’isolazionismo e l’Europa, che già non sta molto bene ed è impegnata quasi soltanto ad alzare il pavimento dei diritti e ad abbassare il soffitto dei doveri, oltre alla recessione e alle divisioni interne, si è pure regalata un grosso problema in Ucraina). Eppure. Ancora il 14 febbraio di quest’anno il Patriarca dei cattolici iracheni Louis Raphael Sako raccontava al nostro Leone Grotti verità scandalose.

Tipo. «Nel 2003 c’erano 1,5 milioni di cristiani in Iraq. Oggi non più di 300 mila. Circa dieci cristiani al giorno lasciano il paese mentre la guerra tra sunniti e sciiti fa quasi mille morti al mese». E ancora. «L’Occidente è cieco perché non ha religione, non se ne preoccupa più, anzi accoglie i musulmani, permette loro di costruire moschee e centri religiosi mentre i paesi arabi non permettono ai cristiani neanche di tenere in casa la Bibbia. Ci deve essere reciprocità ma l’Occidente non la richiede. I paesi occidentali devono aiutare i cristiani non in quanto cristiani, ma in quanto minoranze. Si parla dei diritti dell’uomo, ma dove sono questi diritti? L’Occidente cerca solo interessi, basta guardare che risultato hanno avuto le guerre in Medio Oriente. Dove sono la democrazia e la libertà in Libia? Dove sono in Siria?».

Purtroppo, in questi ultimi tre mesi, la verità si è squadernata al di là di ogni immaginazione. Non solo i combattenti jihadisti dell’Isil (“Daesh” in arabo “Stato islamico dell’Iraq e del Levante”) hanno conquistato giacimenti petroliferi e hanno iniziato a commerciare il greggio al mercato nero. Non solo hanno reclutato in massa combattenti (bambini compresi) in città e paesi della Siria e dell’Iraq. Non solo hanno messo in fuga le truppe regolari irachene e, dopo aver goduto dei finanziamenti e di un flusso ininterrotto di armi provenienti da Occidente e da Oriente, si sono impossessati di un formidabile arsenale militare fornito dagli Stati Uniti all’esercito di Baghdad. Non solo hanno rivendicato, documentandole e vantandosene sui social network, le stragi, le torture, le decapitazioni, le crocifissioni, compiute nella loro “guerra santa”.

stato-islamico-califfato-obiettivi-jihadNon solo hanno compiuto tutto ciò col metodo del terrore, procurando disperazione, morte, distruzione di massa: a partire dal 29 giugno scorso, dopo aver sopraffatto in Siria e in Iraq gli ex alleati dei gruppi terroristici affiliati ad Al Qaeda, considerati troppo “moderati”, hanno anche innalzato la loro bandiera nera e proclamato la nascita di uno Stato, lo Stato Islamico, su un’area che, per adesso, si estende da Aleppo (Siria) a Dyala (Iraq). Ma che nei loro progetti si dovrebbe estendere dall’Indonesia alla Spagna.

Nella prima fase di avanzata del Califfato, strategicamente decisiva si è rivelata la conquista di Mosul, una delle grandi città irachene, dove dagli inizi dello scorso giugno, dopo aver provocato la fuga di 500 mila abitanti, i jihadisti presidiavano l’imponente diga sul Tigri alta 131 metri e lunga 3,2 chilometri. Potenzialmente un’arma di distruzione di massa. I militanti dello Stato islamico avevano infatti già usato quest’arma all’inizio di quest’anno. Quando, dopo aver conquistato la città di Falluja, 60 chilometri a ovest di Baghdad, avevano chiuso i canali di scarico dell’acqua della diga sull’Eufrate, provocando lo straripamento del fiume, la fuga dalle loro case di migliaia di persone, un numero imprecisato di vittime e l’allagamento dei terreni agricoli fino alle porte della capitale.

iraq-siria-califfato-tempi-copertinaA partire dal 29 giugno scorso, nelle terre del Califfato viene applicata la sharia – o legge del Corano – nella sua versione originale e integrale. Di conseguenza, viene imposta la conversione forzata all’islam così come avveniva ai tempi di Maometto (VII secolo d.C). Sotto questo tipo di “governo”, in alternativa alla conversione o al versamento di una tassa esorbitante, c’è solo la morte. Confiscati e saccheggiati i beni e le abitazioni dei cristiani, particolarmente cruenta si è rivelata la persecuzione della minoranza yazida. Gli islamisti procedono nei loro confronti uccidendo gli uomini e rapendo donne e bambini per rivenderli nei mercati. Le donne sono ridotte a schiave sessuali. Esattamente come accadeva nei secoli delle grandi conquiste islamiche.

Da Aleppo a Mosul, sedici province sono ancora oggi sotto il governo del Califfato. Inoltre, nonostante i raid aerei americani tentino di bloccarne l’avanzata, grazie ai combattenti che continuano ad affluire da tutto il mondo arabo ma, potenza attrattiva del nichilismo, anche dall’Occidente (l’altro ieri il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha rivelato che sono almeno 900 i militanti che solo dalla Francia sono andati a ingrossare le file del jihad), i miliziani dello Stato islamico continuano a rappresentare una seria minaccia per Siria, Iraq e Kurdistan, presidiando a macchia di leopardo un fronte che va da Damasco a Baghdad.

Fonti internazionali citate dalla Bbc stimano a 1,2 milioni il numero degli iracheni minacciati e sospinti dai miliziani islamisti ad abbandonare le loro case. E sono stimati a due milioni gli sfollati che sopravvivono in condizioni disperate in campi profughi, ospiti di chiese o strutture pubbliche, accampati per strada, in un’area compresa tra il Kurdistan iracheno, il nord del Libano e il sud della Siria.

cristiani-perseguitati-iraq-tempi-copertinaIl governo italiano è stato tra i primi, il 6 agosto scorso, a inviare un suo rappresentante a Erbil (il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli), capitale del Kurdistan iracheno che ospita circa 150 mila profughi. E a partire dal 15 agosto, su pressione soprattutto della Francia che unilateralmente aveva già deciso l’invio di armi in Kurdistan, oltre agli aiuti umanitari l’Unione Europea ha ufficializzato all’unanimità la propria disponibilità a fornire armi ai curdi. Attualmente, infatti, i curdi rappresentano l’unica forza sul terreno in Iraq che, insieme all’esercito di Assad e agli sciiti di Hezbollah in Siria, sta contrastando militarmente l’avanzata del Califfato.

Nel frattempo, la mobilitazione internazionale a favore dei perseguitati e l’intervento di ingerenza armata deciso prima dal presidente Barack Obama e, a seguire, dall’Europa, sta dando i suoi primi frutti. Dieci giorni di raid americani hanno già ottenuto il doppio risultato di aprire varchi umanitari ai cristiani inseguiti nel deserto e di spezzare l’assedio stragista della minoranza yazida accampata e stremata sui monti Sinjar. Inoltre, giusto nella serata di domenica 17 agosto, dopo una giornata di intensi bombardamenti e ben quattordici raid americani sulle postazioni jihadiste, i peshmerga curdi hanno riconquistato la diga di Mosul che i miliziani dello Stato islamico si accingevano a far saltare per allagare le zone dell’Iraq fuori dal loro controllo. Sarebbe stata un apocalisse lungo tutta la valle di Ninive.

Quanto suona realistica la drammatica lettera dello scorso Ferragosto, «redatta con il consenso unanime dei vescovi di Mosul di tutte le chiese» e inviata all’Occidente e alla Lega araba da Sako. C’è un’unica possibilità perché i cristiani e le altre minoranze religiose non scompaiano dalla faccia del Medio Oriente: «Gli Stati Uniti d’America, anche a causa del loro prolungato coinvolgimento nelle vicende irachene, l’Unione europea, e la Lega araba hanno la responsabilità di agire in modo rapido per una soluzione. Essi devono ripulire la piana di Ninive da tutti i miliziani jihadisti e aiutare queste famiglie di sfollati a ritornare ai loro villaggi di origine e ricostruire le proprie vite; essi devono poter mantenere e praticare in modo libero la loro religione, la propria cultura e tradizioni mediante una Campagna internazionale, che sia attiva ed efficace, fino a che il governo centrale e il governo regionale curdo non entrino in carica e siano in grado di occuparsene in prima persona».

A partire dall’8 agosto, data di inizio dei raid americani, cristiani, yazidi, musulmani sciiti e le altre minoranze che tra Siria e Iraq compongono la fiumana degli sfollati e perseguitati dai tagliagole islamisti, possono nutrire la ragionevole speranza che il mondo non si è dimenticato di loro. Alla fine, la cultura delle mani pulite a braccia conserte è stata – così almeno speriamo – sconfitta. È solo l’inizio. Già in concomitanza della riconquista della diga di Mosul, dalla Siria è arrivata la notizia di 700 membri della tribù sunnita Chaitat sterminati perché ribelli all’autorità del Califfato. E ancora nella giornata di ieri, mentre i miliziani ripiegavano dall’area nord di Mosul, le bande jihadiste si vendicavano della perdita del controllo della diga facendo saltare il ponte di Fadiliyah, a 100 chilometri da Baghdad e seminando il terrore nei villaggi attorno al ponte.

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74 Commenti

  1. Ivan scrive:

    A volte si sente ripetere che “non è con la guerra che si ferma la guerra” e simili…ma non è così, perchè a volte occorre proprio la violenza per fermare i violenti (d’altronde Hitler l’hanno fermato coi carri armati, mica con le preghiere).
    L’atteggiamento remissivo dell’occidente non è lungimirante ‘tolleranza’, bensì patetica ‘arrendevolezza’. Sia verso i guerrieri jadhisti del califfato, sia più semplicemente verso l’avanzata dell’islam anche nel nostro paese.

    • Piero scrive:

      Ma bisogna che anche la Chiesa faccia autocritica, invece di spargere scuse a chicchessia…
      Dovrebbe prima di tutto chiedere scusa ai Suoi fedeli, martirizzati, soprattutto da chi ben sappiamo, ma che pare ESSERE PROIBITO pronunciarne il nome.
      E tutto questo “ecumenismo” senza alcuna ragione, ne’ teologica, ne’ pratica.
      Preti fifoni che non osano dire la Verita’ per paura di OFFENDERE qualcuno.

      • mike scrive:

        anche io avrei cose da recriminare alla chiesa, ma questa francamente no o molto poco. infatti la società è cambiata e molti, anche se vanno a messa, potrebbero agire diversamente in privato. e la chiesa lo sa. per cui sarà comprensibile l’esitazione della chiesa. dicevo che la società è cambiata e forse anche in modo da renderci meno diversi dall’islam. là ci sono le spose bambine, da noi un recente sondaggio ha mostrato che un terzo degli italiani non vede nulla di sbagliato al sesso con minori. ed è ingenuo credere che a pensarla così siano solo persone ufficialmente non credenti.
        più in generale, riflettendo di più, la chiesa è molto ma molto scusabile. oggi credo sia molto dura essere preti. io non lo sono e non vorrei esserlo.

      • Filippo81 scrive:

        La Chiesa siamo tutti noi, Piero, e quindi tutti dobbiamo fare autocritica, sacerdoti e laici, per il fatto di vivere l’Esperienza Cristiana alla carlona , senza prenderLa sul serio.Una delle conseguenze di questo atteggiamento è ad esempio il fatto di interpretare la frase” porgere l’altra guancia” nel senso di calarsi le brache, e questa è una grande sciocchezza,che noi facciamo, per ignoranza, crassa ingenuità o per comodità.

        • BIASINI scrive:

          “La Chiesa siamo tutti noi” è una espressione vuota, priva di contenuto. La sua voce sig. Filippo e la mia, sono ascoltate, se va bene, dalle nostre famiglie. La voce del Papa invece corre il mondo e forma opinione anche quando è in contrasto con il Catechismo della Chiesa Cattolica e con il millenario insegnamento della Chiesa. Tanto per non far nomi parlo dell’attuale Papa. Quanto al resto ha perfettamente ragione. Porgere l’altra guancia non equivale a calarsi le brache. Dovremmo dirlo ai tanti cattolici “adulti”, ai frati marciatori per la pace, ai pacifisti senza se e senza ma, insomma alla folta schiera senza vergogna dei “lasciateci in pace”

          • filippo81 scrive:

            Certo gentile Biasini , che la voce del Papa raggiunge il mondo, ma la Chiesa SIAMO TUTTI NOI, non lo dico, lo affermo ! Ognuno di noi fa parte della Chiesa, quindi assumiamoci le nostre responsabilità e passiamo all’azione,diventiamo operativi, senza inutili lamentele e senza cercare capri espiatori.

      • Cisco scrive:

        @Piero
        E per quale motivo la chiesa dovrebbe chiedere scusa ai suoi fedeli martirizzati? Quale sarebbe la colpa della chiesa, di cui fino a prova contraria facevano liberamente – a maggior ragione sotto pena di morte – parte? Secondo me è evidente che la chiesa faccia quello che deve fare, denunciare chiaramente (oppure Sako è un Imam?) e attivare i canali diplomatici (come ha fatto il Vaticano). Comunque sarà la storia a giudicare, qualcuno ancora accusa Pio XII per i suoi “silenzi” sull’olocausto, come se non avesse fatto nulla e come se – qualora avesse parlato – i criminali lo avrebbero ascoltato! Preghiamo, che è meglio. Anzi, e’ l’unica cosa che possiamo fare.

        • Piero scrive:

          basta con ‘sta storia che siccome Pio XII avrebbe “taciuto” (cosa non vera) sull’Olocausto, adesso tutti i papi sono autorizzati a fregarsene delle loro pecorelle macellate!
          Dovrebbe chiedere scusa perchè, anzichè pensare ai divorziati risposati (che se ne fregano se possono o no prendere la Comunione, come ha dimostrato Introvigne) e a fare “dialoghi ecumenici” con tutti, a cedere cedere cedere, dovrebbe alzare la voce e chiedere fortemente condanne dagli altri.
          Cosa altro deve accadere, dopo aver visto bambini decapitati, madri e figli sepolti vivi, espulsione o morte? Cosa? La situazione dei cattolici sotto i nazisti al tempo di Pio XII non era neppure lontanamente paragonabile a quella attuale dei cristiani sotto l’ISIS. Basta con sto buonismo ipocrita!
          Vacci tu a “dialogare” con questi e vediamo in quantipezzi ritorni!

          • mike scrive:

            avevo posto una domanda sopra ed aspettavo una risposta ma visto che non arrivava nulla non ho resistito.
            il papa mi pare che abbia parlato e condannato quanto fa l’isis. solo che in italia e credo pure altrove non so quanta gente davvero si indigni per i cristiani dell’irak. ho provato ad accennare la cosa ed al massimo ho sentito cose come “ah si!”. e i telegiornali un po’ li guardano tutti. e su internet ci si va. credo dipenda pure dalla cosa detta nell’altro commento: la società è cambiata. molti per me quasi godono nel vedere i cristiani iracheni perseguitati e quasi vorrebbero idem da noi. credo si tratti della gente che vorrebbe la morale cristiana rivista su certi punti. in vaticano la hanno capito e… facile parlare? già è tantissimo se il papa parla.
            sui divorziati risposati… paradigma per una mia impressione forse errata: la chiesa, i preti… poco bravi nell’affrontare e risolvere i problemi che ci sono e quando ci sono ossia a breve termine. anche perché non so quanto siano bravi ad individuarli. è una delle cose che recrimino alla chiesa.

            • mike scrive:

              lo avessi ricordato prima … negli anni ’50 in presenza di padre Pio della gente tesseva le lodi della televisione. padre Pio si mostrava invece molto scettico. qualcuno non ricordo chi gli fece notare che era una grandissima invenzione. padre pio rispose: “si, si, lo so che è una grandissima invenzione. ma vedrete come la useranno”. ecco padre Pio sapeva prevenire i pericoli (o forse, poiché ispirato dall’alto, prevedere), i comuni cattolici no. a farlo non siamo bravi.

          • filomena scrive:

            La situazione dei cattolici al tempo diHitler ssarà anche stata migliore di quella odierna sotto l’ISIS ma non credo che era così per gli ebrei, loro contano meno?

            • michele scrive:

              Perché parli della Shoah, che centra niente?

            • Toni scrive:

              Ho l’impressione che vuoi minimizzare la cosa. Forse vuoi dire che stiamo esagerando a lamentarci?
              Se fossimo finiti nei forni crematoi , nella stessa misura, con gli ebrei avevamo più titolo per protestare?

              • filomena scrive:

                @Toni
                Non mettermi in bocca cose che non ho detto. Ogni persona perseguitata è una vittima e il confronto l’ha fatto per primo Piero. Io dico solo che non è giusto dire che i cristiani in quanto tali sono in assoluto le uniche vittime e che vanno aiutati in quanto persone perseguitate, poi che siano di una fede o di un’altra poco importa. I diritti umani a mio avviso vengono prima di qualsiasi religione e se storicamente avessimo tutti dato meno importanza a questo aspetto ci saremmo probabilmente risparmiati molte guerre sante non solo tra cristiani e mussulmani ma anche per esempio tra cattolici e protestanti.

                • Toni scrive:

                  @ Filomena
                  Non ti ho messo parole in bocca , ho detto ”ho l’impressione”, “Forse vuoi dire” … e poi ti ho posto una domanda, certo, provocatoria, ma tu hai tirato in ballo nazisti.
                  Ma essendo testone devo ammettere che l’impressione di voler minimizzare resta, ed è confermata dalla tua “strategia” che meglio sarebbe di non parlare di religione in una “società secolarizzata quale è l’occidente risulta difficile sensibilizzare l’opinione pubblica” su croci abbattute, su martiri, ecc. Cosa significa? Che la società secolarizzata non capisce che il cristiano è un uomo? Significa che se lo sterminio degli ebrei fosse accaduto oggi la nostra società secolarizzata …. si correva il rischio di non capire solo per il fatto che erano di religione ebraica? Oppure capiva solo a condizione di fare una cernita (ebrei credenti o non) Ma questa società secolarizzata è fatta da un complesso di imbecilli?
                  E’ fin troppo semplice: credo che di fondo si vuole negare anche l’evidenza di un genocidio (indipendentemente dalla dimensione di questo) trattandosi di cristiani. Quella con l’islam è e resta (da parte loro), una guerra di religione e su questo c’è poco da nascondere.
                  L’Islam è una religione che paradossalmente come l’ateo bolscevismo mira alla conquista del mondo.

                  • filomena scrive:

                    @Toni
                    Continui a confondere la religione con il rispetto dei diritti umani e delle persone. Lungi da me sostenere che bisogna distinguere le vittime tra credenti e non credenti come pure l’olocausto è stato un genocidio a prescindere dalla fede di appartenenza visto che oltre agli ebrei sono stati trucidati altri gruppi etnici oltre ai prigionieri politici, agli omosessuali ecc. Non c’è differenza tra l’uccisione di un cristiano, di un mussulmano, di un ebreo, di un bianco o di un nero, si tratta sempre di un assassinio, tutto il resto non conta.
                    E si, sei proprio un “capoccione” (scherzo non offenderti), perché salti sempre alle conclusioni arbitrariamente.

          • Cisco scrive:

            @Piero
            Se mandare un proprio cardinale in Iraq, chiedere di pregare per i nostri fratelli cristiani e denunciare la gravità dei fatti significa fare del buonismo siamo alla frutta. Cosa c’entri l’ecumenismo, poi, e’ incomprensibile. Anzi, la principale autorità dell’islam sunnita – l’università egiziana di Al Azhar – sostiene tesi opposte a quelle dei jihadisti, condannando conversioni forzate e violenze, soprattutto verso ebrei e cristiani. La chiesa non dialoga con gli jihadisti, li condanna! Il papà ha condannato l’usa della religione per fini politici, soprattutto se violenti. Ma non può intervenire militarmente, perché non ha un esercito. A me sembra che sia l’Europa a latitare, altro che la chiesa!

            • Piero scrive:

              h**p://www.antoniosocci.com/2014/08/e-finalmente-papa-bergoglio-lha-detto/

              Socci non avrebbe potuto dirlo meglio

              Quindi te se fossi vissuto ai tempi della guerra, se un ebreo avesse bussato da te, inseguito dai nazisti, pregantoti di salvarlo, tu gli avresti mandato un cardinale e avresti detto che avresti pregato per lui e gli avresti chiuso la porta in faccia.

              Dimmi, ti prego, come si fermano questi criminali, “senza la forza”?
              Le “condanne” che avresti sentito tu (e che lasciano il tempo che trovano, tanto che se ne sono strafregati tutti) non si sono proprio sentite.

              • Cisco scrive:

                @Piero
                Ma che senza forza! Ma dove ho scritto che non bisogna usare la forza? Siccome accusi la chiesa e il papa – che finalmente hanno smentito sia te che Socci – ti ricordo solo che l’esercito dobbiamo mandarlo noi, non la chiesa! Il papa compie un ministero molto delicato, non può sempre alzare la voce. Esattamente come Pio XII. Pensare poi che adesso, che finalmente ha parlato, l’occidente si svegli è gli jihadisti se la diano a gambe e’ surreale. Da quando in qua l’occidente (e i nazisti, i comunisti, gli jihadisti etc.) ascolta quello che dice il papa? Se un ebreo bussasse alla mia porta chiedendo aiuto perché perseguitato lo aiuterei. Esattamente come aiuterei un musulmano.

                • Piero scrive:

                  E’ INCREDIBILE come i cosiddetti “normalisti” si arrampichino sugli specchi pur di difendere la propria idolatria per questo Papa.
                  Adesso il Papa avrebbe smentito Socci? Ma non e’ che in realta’ (se si leggono le vicende dei giorni scorsi) il Papa ha smentito, ancora una volta, se’ stesso?
                  E avrebbe smentito TUTTI VOI, che aveve cianciato per giorni della famigerata “iniziativa diplomatica” del Vaticano, che infatti non c’è stata?

                  • michele scrive:

                    Quelli che chiami normalisti odiano l’idolatria progressista al pari di te, ma amano Francesco così come seguivano i suoi predecessori, secondo la successione apostolica.

                    • Piero scrive:

                      No. i normalisti sono quelli che idolatrano questo Papa, e per i quali TUTTO (e sottolineo TUTTO) quello che dice Papa Francesco è contemporaneamente INNOVATIVO (tanto che nessuno prima d’ora l’aveva pensato), quanto nel solco dei predecessori.
                      E che considerano NORMALE quello che lui dice, e la successiva smentita (tipo le interviste a Scalfari, ecc ecc)

                  • Cisco scrive:

                    @Piero
                    Caro Piero, e’ veramente indecente criticare il papa e la chiesa nei modi usati da Socci – che pure stimo e di cui leggo regolarmente i libri – ma è di somma gravità quando non si conoscono i fatti. Il papa ha pubblicamente inviato il card Filoni, e chi sostiene che non c’è stata azione diplomatica dimostri che il nunzio Giorgio Lingua abbia trascorso le sue giornate a cazzeggiare. La diplomazia non è detto che abbia efficacia (con Bush fu così), ma e’ la via che bisogna per forza tentare all’inizio (se si hanno rapporti diplomatici naturalmente). Il nunzio ha detto che non serve perché conosce i fatti, e quindi si passerà alla forza. Ma la forza la deve mettere in campo l’occidente (tranne gli USA, che hanno ormai perso ogni credibilità), possibilmente sotto il capello ONU (per avere legittimazione internazionale). E’ chi accusa che deve portare le prove della mancanza di diplomazia. Infine, ai “normalisti” si contrappongono i vari Scalfari e Augias, con cui ti lascio volentieri in compagnia.

                    • Piero scrive:

                      ma se hai detto tu stesso che i jihadisti se ne fregano delle parole del Papa! Quindi che senso avrebbe (ammesso che abbia mai potuto avere un senso con quelle bestie) fare una missione diplomatica? Cos’è, il virus dell’auto-smentita contagia anche voi?

                • Piero scrive:

                  Poi bisogna che ti metti d’accordo con te stesso: se è assurdo che gli jiadhisti se la diano a gambe per le parole del Papa (e può essere un’affermazione legittima), figurati quanto se ne potrebbero fregare dell’iniziativa diplomatica del Vaticano.
                  E come mai invece per l’intervento in Kossovo invece hanno dato ascolto al Papa?

                  • Cisco scrive:

                    @Piero
                    Tutti i papi sono criticabili, salvo che in materia di fede e di morale. Quindi un papa che rilascia interviste a Scalfari come Bergoglio, o che scrive lettere a Oddifreddi come Ratzinger, può essere criticato nel metodo usato. Ma un conto è criticare rispettosamente, altro conto è usare ironia e sarcasmo come fa Socci quando parla di “partita di Tresette con il morto” o “partita con Maradona”. Qui si sta facendo una accusa circostanziata alla chiesa e al papa per non essere intervenuti con chiarezza nella vicenda dell’Isis, il che è sbagliato per tutti i motivi che ho già elencato. Almeno fino a prova contraria. Il resto è solo frustrazione di chi vede nel papa non una persona da seguire, ma da strumentalizzare a proprio uso e consumo.

                    • Piero scrive:

                      Tutti i papi sono criticabili, salvo che in materia di fede e di morale.

                      Esatto. E’ questo il caso? No, e allora?

                      Quindi un papa che rilascia interviste a Scalfari come Bergoglio, o che scrive lettere a Oddifreddi come Ratzinger, può essere criticato nel metodo usato.

                      Ma sei fuori? Ma secondo te mi scandalizzo perchè si lascia intervistare da Scalfari, o che Ratzinger scrive ad Oddifreddi? Ma che stai addì?
                      Ovviamente il papa può parlare con chi vuole, ma ci si aspetta che parli almeno secondo Dottrina. Cosa che il secondo ha fatto ed il primo no.
                      E’ proprio COSA ha detto che scandalizza (il proselitismo solenne sciocchezza, il rendere conto soltanto alla PROPRIA coscienza, ecc ecc).

                      Qui si sta facendo una accusa circostanziata alla chiesa e al papa per non essere intervenuti con chiarezza nella vicenda dell’Isis, il che è sbagliato per tutti i motivi che ho già elencato

                      E infatti questi motivi sono BALLE belle e buone.

                      Almeno fino a prova contraria.

                      E infatti ancora una volta oggi Socci ti ha smentito.

                      Lascio voi papolatri alla vostra idolatria (perchè di questo si tratta)
                      Mentre i cristiani in iraq continuano ad essere sgozzati, sepolti vivi, violentati, cacciati dalle loro terre e proprietà, o convertiti a forza.
                      Dagli ISLAMICI.
                      Mentre voi fate i buonisti, con la pelle degli altri.

      • turra scrive:

        guarda quello la,guarda quello li,quarda quello ingiu quarda quello in su,ma perchè non ti quardi tu sarebbe un mondo migliore,ma purtroppo quasi tutti fanno come te compreso me…l’importante è rendersene conto

        • michele scrive:

          Piero fa di peggio, da dell’eretico al Papa sulla base di interviste ed affermazioni che sono frutto di interpolazioni. Obbedisca al Papa con umiltà e si confessi!

  2. Mappo scrive:

    Benissimo le armi ai curdi per fermare i tagliagole di ISIS e salvare la vita dei nostri fratelli cristiani iracheni, ma visto che stiamo ricordando il centenario della prima guerra mondiale dovremmo ricordarci anche che furono i curdi fra i più attivi nel genocidio dei nostri fratelli cristiani armeni giusto un secolo fa.
    Tristi corsi e ricorsi della storia.

    • Piero scrive:

      Salvo poi lamentarci che quelle armi prima o poi verranno usate contro di noi, come con Saddam, i Mujaheddin afghani, con l’Alleanza del Nord, ecc ecc

  3. Leo scrive:

    L’occidente si sveglierà quando chiederà ai suoi governanti di spiegare perchè i tagliagole dell’ISIS li arma e supporta in Siria e li bombarda in Iraq.

    • Pietro Pizzarella scrive:

      È il solito doppiogichismo dell’occidente senza più nessun valore se non il suo interesse “particulare”.

  4. Giovanni Cattivo scrive:

    La cosa più scema che possiamo fare in questi casi è vedere queste vicende come uno scontro di civiltà o una guerra di religione. A fare lo stato islamico da operetta sono stati i sunniti iracheni che sotto Saddam erano i più laici di tutti (praticamente il nerbo del partito socialista/nazionalista Baath) e i nostri alleati ora sono gli sciiti filoiraniani (i seguaci di Khomeini, insomma) I sunniti ai tempi dell’occupazione americana subirono una durissima repressione (Falluja fù rasa al suolo e chi credete che fossero i prigionieri torturati delle famose foto?) e ora si vendicano I curdi ora sono i più laici della regione e i difensori dei cristiani, ma furono gli sterminatori degli armeni (come ricordava qualcuno) e quando abbiamo dato asilo ad un loro capo (Ocalan) qualcuno a gridato allo scandalo perchè ospitavamo un “terrorista”. E’ politica, solo politica.

    Mi fanno ridere i peana sull’arrendevolezza della cultura europea. Come abbiamo dimostrato in due guerre mondiali la nostra è la civiltà più sanguinaria della storia, per cui distruggere una città come Dresda o come Hiroshima è solo un problema tecnico, Se gli jhiadisti si avvicinassero troppo se ne accorgerebbero. Nel frattermpo evitiamo di prendercela con il mio panettiere musulmano che non c’entra niente.

    • domenico b. scrive:

      il “bello” di tutto questo è che i liberalprogressisitimoderatiloveislove (alla Obama) stanno facendo quella che una volta si chiamava Crociata, però siccome le bombe ai musulmani le buttano loro allora sono a posto con il politicamente corretto…
      …e ancora una volta ci saranno bigottiomofobi e retrogradi Cristiani disposti a morire per fermare il califfo e permettere agli lgbt di vivere in una società civile che rispetti tutte le persone nella loro diversità

    • Sebastiano scrive:

      Con il panettiere (suppongo, non lo conosco) no. Ma che ci sia una cappa di colpevole e connivente silenzio su quanto (NON) dicono i cosiddetti islamici moderati di casa nostra (per esempio dell’UCOII) è di solare evidenza. Giornalisti e benpensanti tutti pronti belanti e in fila a suo tempo per farci vedere quanto erano belli e tolleranti.
      Ad oggi non ce n’è stato ancora uno che gli abbia chiesto almeno una dichiarazione di sostegno ai perseguitati (di qualunque genere) e tantomeno una dichiarazione pubblica di dissociazione dai massacratori.
      Tutti timorosi di rompere una (inesistente) integrazione sociale.

      Personalmente ho inviato ai suddetti due mail ma non si sono degnati neppure di una risposta di circostanza. Non so il tuo panettiere ma sarei curioso di sapere cosa ne pensa pure lui.

      Che poi non sia una guerra di religione lo dovresti dire a quei poveracci marcati con la N di Nazzareno.

      • Filippo81 scrive:

        Sono d’accordo Sebastiano, bisogna chiamare gli sgozzatori islamisti per quello che sono, è inutile cercare attenuanti che non esistono e soprattutto dobbiamo combatterli, il resto sono slogans al vento.

    • Piero scrive:

      La solita solfa “E’ sempre colpa dell’Occidente”…
      Come se laggiù volessero insegnanti su come massacrare la gente…

    • Sebastiano scrive:

      Con il tuo panettiere suppongo di no (ma non lo conosco).
      Ma che tutta quella pletora di giornalisti benpensanti, zelanti e belanti, che tempo fa osannava alla presenza dei musulmani cosiddetti moderati di casa nostra (per esempio UCOII), non si sia degnata di chiedere loro un minimo di solidarietà ai perseguitati e almeno una dichiarazione di dissociazione dai persecutori, questo è di una evidenza solare.
      Solo una cappa di silenzio connivente e, ultimamente, codardo.

      Che non si tratti di una guerra di religione (e di civiltà) dovresti dirlo ai quei poveracci (in tutti i sensi)marchiati con la N. Magari saresti disposto a spiegargli le ragioni socioeconomiche del perché li fanno fuori e dirgli che non è perché sono cristiani, no è perché….perché… PERCHE’?

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Secondo me ci arrivano da soli i marchiati con la N a capire che il fatto che son cristiani è solo una scusa. Visto che vedono morire insieme a loro musulmani curdi, sciiti, yazidi e sunniti non in linea con il sedicente califfo.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Secondo me ci arrivano da soli i marchiati con la N a capire che il fatto che son cristiani è solo una scusa. Visto che vedono morire insieme a loro musulmani curdi, sciiti, yazidi e sunniti non in linea con il sedicente califfo.

        • Sebastiano scrive:

          Come no, infatti non gli chiedono mica di scegliere se convertirsi all’islam o morire. La N in effetti gliela marchiano perché probabilmente sono tifosi del Napoli…

    • Andrea UDT scrive:

      Gentile “Giovanni Cattivo”,

      evidentemente sono scemo.

      Però vorrei che gli intelligenti mi spiegassero perché mai ove l’islam è religione “maggioritaria” democrazia, diritti umani, vivacità culturale non riescono MAI a fiorire.

      Vorrei mi spiegassero perché gli occidentali emigrano e si integrano, mentre ci sono centinaia (migliaia?) di figli di mussulmani che sputano sui paesi che li accolgono, prendono armi bagagli e kalasnikov e se ne vanno in Siria e Iraq a staccare teste (con tanto di foto su Facebook, vedi articolo odierno sul Corriere).

      Naturalmente il suo panettiere è una gran brava persona, ma io guardo le cose nel loro complesso e complessivamente è innegabile che l’islam abbia un seme cattivo, un humus culturale favorevole alla violenza e alla prevaricazione.

      Poi chiaro che noi occidentali non siamo dei santi, ci mancherebbe: però in europa ci siamo scannati, ora giriamo liberi e certi errori/orrori li abbiamo superati.

      Il medio_oriente NO!

      Non sembra voler superare i conflitti, non sembra voler cercare un modo di convivere pacificamente… sono in perenne guerra strisciante, mai un periodo di pace.

      E senza scomodare l’occidente, pensiamo al Giappone: hanno perso la guerra, due bombe atomiche, un territorio bello ma senza uno straccio di risorsa, martoriato da terremoti….. ….. eppure un modo per dialogare e ripartire (ALLA GRANDE) in pace col resto del mondo l’hanno trovato, non si sono crogiolati nel risentimento e in una subdola strisciante voglia di rivincita.

      Perché mai in medio oriente non ci si riesce?

      —————————————————————————————————————————————
      P.S: esperienza di vita personale.

      Nel 2002 ero a Cambridge per perfezionare l’inglese. Scuola internazionale, allievi da tutto il mondo (e per inciso quell’anno boom di cinesi frequentanti).

      Fra gli studenti alcuni ragazzi SAUDITI MOLTO benestanti, istruiti, non gente venuta su in un campo profughi a Gaza.

      Non so come ma il discorso cade su “data di compleanno”. Una docente madrelingua a domanda risponde 11 settembre. Seguono sghignazzi, cenni di intesa fra i “beduini” e commenti in arabo la cui traduzione era resa inutile dalle espressioni beote e compiaciute.

      Ecco, e quelli erano la “crema della crema”. Ventenni studenti allora e oggi, per diritto dinastico, magari in posti chiave.

      Credo che non serva nemmeno commentare.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Scemo magari no, un pò troppo legato ai luoghi comuni però si. Intanto l’Islam non è diffuso solo in Medio Oriente, ma dal Marocco all’Indonesia e se allarghi lo sguardo trovi paesi dove le rivoluzioni sono state pacifiche, dove non c’è la guerra da decenni e anche nazioni abbastanza ben piazzate nel Democracy Index stilato dal settimanale The Economist. Per esempio Indonesia e Mali. A questo proposito è vero che le ultime posizioni di questa classifica sono tenute da paesi arabi, ma in compagnia di paesi cristiani di lunga tradizione come la Russia, i due Congo e l’Etiopia. Molto interessante anche vedere chi sta ai primi posti: paesi scandinavi, del Benelux, Australia e Nuova Zelanda, Uruguay, Giappone. Tutti posti dove la religione non conta un tubo socialmente parlando. Un credente dovrebbe riflettere su questo.

        • Sebastiano scrive:

          Stavo pensando a paesi come la Cina o la Corea del Nord. Non c’è la guerra da decenni e sono tutti posti dove la religione non conta un tubo socialmente (e anche politicamente) parlando, al punto che è perfino vietata la libera espressione religiosa. Un NON credente dovrebbe riflettere su questo.

          • Sebastiano scrive:

            Ho dato anche una guardatina al Democracy Index (in rete si trova solo quello del 2011). Qualcosina di interessante: Malta si trova al 15° posto.
            Eccezionale risultato, per un paese che trovato il barcone dei migranti disperati, dopo avergli dato qualche bottiglietta d’acqua, li rimette in acque internazionali e gli indica ben bene la rotta verso le coste siciliane. Un bijoux.

            • Giovanni Cattivo scrive:

              Intanto hai cambiato discorso.
              Il Democracy Index non è l’indice dei paesi perfetti, ma una lista di nazioni ordinata secondo il tasso di democrazia delle loro istituzioni. La cosa interessante è che ci sono paesi cristiani e musulmani in tutte e tre le divisioni inferiori (democrazie imperfette, paesi ibridi e paesi autoritari) mentre la prima posizione (democrazie complete) è composta in gran parte da paesi laici e secolarizzati o come dite voi “laicisti e relativisti” .
              Cina e Corea a mio avviso non sono affatto paesi laici, ma dove comanda una religione senza Dio (la Corea poi ha rituali parareligiosi nei confronti dei vari “Cari Leader” o della loro memoria che sono ben oltre la soglia del ridicolo)

              • Sebastiano scrive:

                Io ho cambiato discorso? veramente, se non te ne sei accorto ho citato te stesso…

              • Sebastiano scrive:

                E riguardo alla “serietà” della classificazione ti ho proposto un esempietto semplice semplice. Se non lo vuoi stare a sentire è un’altra storia.

            • Piero scrive:

              Se non fosse che il “Democracy Index” è una farsa, ci sarebbe da piangere.
              E qual è il Democracy Index di un paese che ha una camera non elettiva, il cui capo di Stato è anche il vertice della religione professata, oppure ancora di quei paesi che hanno fatto un golpe finanziario in altri paesi per sottometterli alle loro volontà, che sono dominati dalle banche e dai super-finanzieri d’assalto?
              Guardate un po’ come e’ fatto questo famigerato Democracy Index e vediamo se non vi mettete a ridere.
              Classica risposta da lettore di Repubblica-il (s)Fatto-l’Unitamaquelladiunavolta-Micromega, che si fanno vedere da tutti mentre comprano giornali tipo Limes, per farsi vedere esperti di “geopolitica”.

        • michele scrive:

          Non è vero che le spine siano solo in , edio oriente. Degli altri Paesi non si parla, ma le mGgioranze islamiche vivono il fazionismo e lo spirito di prevaricazione che si vede altrove in maniera meno strisciante.

        • filippo81 scrive:

          Scusa ma quello che dice l’Economist è pura verità? Se tale rivista afferma che gli asini volano e che i gatti hanno le corna tu ci credi ?Vai a vedere i proprietari di tale rivista, faziosa e schierata all’inverosimile.Indonesia e Mali modelli di democrazia ? Ma in quale film? La Russia ovviamente agli ultimi posti,certo è loro nemica,anche l’Ungheria di sicuro. Invece Arabia Saudita, Yemen, Kuwait,Turchia,Qatar,Somalia,ecc ai primi posti anch’essi ovviamente,Per questioni di tempo non hanno potuto valutare il grado di democrazia del Califfato di Iraq e Siria, ma immagino che anch’esso è “democraticamente” all’avanguardia.Ah Giovanni cattivo !!!!

    • Cisco scrive:

      @Giovanni Cattivo
      Per una volta sono d’accordo, la religione e’ il solito pretesto, sia di chi vuole sterminare i cristiani sia di chi vuole sterminare i musulmani. Purtroppo la storia insegna che queste posizioni sono quelle prevalenti, basta che chi è al potere trovi il modo di far leva sull’ignoranza (anche religiosa) del popolo.

  5. mike scrive:

    ci si doveva opporre con i denti alla guerra del 2003 (irak) e soprattutto, poiché più chiare le conseguenze, a quella del 2011 (libia).
    sulla libia e sulle consegueze… e questo vabbè col senno di poi… senza Gheddafi laggiù è come un autostrada senza casello e casellante, ed ebola se arriva da noi è facile arrivi da lì. almeno negli aeroporti avranno attivato controlli. se trovi una carretta del mare non puoi farla affondare se no sei cattivo e allora vai a soccorrere. che cosa trovi? bella domanda!

  6. michele scrive:

    Condivido sulla Libia, un po meno sull’Iraq, benché mi ricordo che le motivazioni erano assai labili.

  7. umanitaria padana onlus scrive:

    IMPLORIAMO UNA “CIVILE ALLEANZA” DI TUTTI I POPOLI CIVILI – D’OCCIDENTE E D’ORIENTE, CRISTIANI, MUSULMANI E DI OGNI ALTRA FEDE – PER FERMARE LE BARBARIE DEL TERRORISMO ISLAMISTA.

     

    Negli ultimi mesi, gravissime persecuzioni, omicidi, torture e addirittura genocidi stanno colpendo con inaudita ferocia i Cristiani, altre minoranze religiose o semplicemente civili innocenti, in Iraq, in Siria e in altri Paesi.

     

    Gli esecutori materiali di questi crimini sono terroristi privi di qualunque umanità che inneggiano alla Jihad islamica. 

     

    Non si può tacere il fatto che – com’é emerso ormai da moltissime fonti, compresa Hillary Clinton stessa – detti terroristi islamici siano stati improvvidamente sostenuti e armati anche dall’Occidente o suoi alleati, nell’ambito delle cosiddette “PRIMAVERE ARABE” o di conflitti ad esse precedenti o conseguenti.

     

    Di fronte alla scelleratezza e alla barbarie di quanto sta accadendo, in particolare contro le antichissime comunità cristiane in Iraq, si inizia ad invocare da più parti il principio di “INGERENZA UMANITARIA”,  di cui parlarono San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
    A nostro avviso si tratta di un tema oggi assolutamente pertinente, ma a precise condizioni e avvertenze, al fine di evitare i rischi di gravi strumentalizzazioni.

     

    Soprattutto, bisogna assicurarsi che l”ingerenza umanitaria” NON SIA UNILATERALE: deve comprendere, cioè, Occidente ed Oriente, America e Russia, Paesi di tradizione cristiana e Paesi di tradizione musulmana (o altre) impegnati contro il terrorismo (vedi Egitto e Siria), altrimenti si rischia di mettere solo un’altra arma in mano ai mandanti morali dei terroristi, per fini che nulla hanno a che fare con la difesa delle minoranze massacrate in Iraq e in Siria, che in tal caso si troverebbero a subire, oltre al danno, la beffa!

     

    La nostra proposta di intervento, senza avventurismi pericolosi, è dunque quella di una CIVILE ALLEANZA, quanto più ampia e trasversale possibile, contro la barbarie del terrorismo islamista, attraverso alcune veloci tappe:

     

    1 – Condanna e riconoscimento internazionale che i feroci terroristi islamisti tagliagola che imperversano dal Medio Oriente, all’Africa, all’Asia, sono il nemico comune di tutti i popoli e un male da estirpare IMMEDIATAMENTE – come per esempio lo furono il secolo scorso Hitler e le SS – senza più alibi, senza se e senza ma. TUtto il resto per ora passa in secondo piano.

     

    2 – Costituzione di un’alleanza universale di tutti i Paesi e popoli civili – la CIVILE ALLEANZA – contro l’incivile nemico comune (chi non vorrà farne parte verrà giudicato dalla storia!)

     

    3 – MORATORIA di tutti gli altri conflitti in essere edell’invio di armi a combattenti in qualsiasi modo collegati ai terroristi.

     

    4 – Impegno armato, nel rispetto del diritto internazionale, di tutti i Paesi della CIVILE ALLEANZA contro i terroristi.

     

    5 – Intervento umanitario in soccorso delle vittime del terrorismo, con progressiva stabilizzazione e riconsegna ai profughi dei territori espropriati loro dai terroristi.

     

    Questa proposta in fondo semplice (“tutti uniti contro i tagliagola!”) probabilmente è utopica, perchè non interessa ai “padroni del mondo”… ma se tutte le persone giuste del mondo la sostenessero accaloratamente, servirebbe a metter fine a tanti crimini o quanto meno a smascherare tante ipocrisie.

     

    _____________________________________

     

    “E’ tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e alle guerre.”

    Benedetto XVI – Bkerke Libano – 15 settembre 2012

     

    “Il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità.”

    Benedetto XVI – Vaticano – 8 dicembre 2010 – Messaggio per la GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2011

     

    “La vera contrapposizione che caratterizza il mondo di oggi non è quella tra diverse culture religiose, ma quella tra la radicale emancipazione dell’uomo da Dio, dalle radici della vita, da una parte, e le grandi culture religiose dall’altra. Se si arriverà ad uno scontro delle culture, non sarà per lo scontro delle grandi religioni – da sempre in lotta le une contro le altre ma che, alla fine, hanno anche sempre saputo vivere le une con le altre –, ma sarà per lo scontro tra questa radicale emancipazione dell’uomo e le grandi culture storiche.”

    Joseph Ratzinger –  Subiaco – 1 aprile 2005

  8. Giovanni Cattivo scrive:

    @ Piero e Filippo 81

    siete ovviamente di criticare il Democracy Index dell’Economist. Noi laici alla Verità Rivelata non ci crediamo, abbiamo solo rispetto per l’autorevolezza guadagnata sul campo. Secondo logica però dovreste fare critiche circostanziate (la metodologia utilizzata è pubblicata) o proporre un indice migliore. Non dire “tanto si sa come agiscono quelli…”.

    • Piero scrive:

      A parte il fatto che siamo anche NOI laici (infatti, laico significa semplicemente senza tonaca, non ordinato, e non ci sono preti tra noi, almeno qui su Tempi.it)… Questo dovrebbe già dare qualche indizio sulla preparazione, ma vabbè…
      E invece SI’ che ci credete, alla VOSTRA Verità Rivelata… Hai modo di verificare quello che dice The Economist?
      E poi scusa, quale “autorevolezza”? Non ho visto certo il tuo giornale avvisare dell’arrivo della crisi economica. Un attimo prima del tracollo diceva che tutto andava a gonfie vele… E dopo anni e anni di ricette “tecnocratiche” siamo messi peggio di prima. Quindi risparmiaci le tue PREDICHE (queste si’) sulle TUE Verità scese dal cielo dell’Economist.
      Vuoi parlare della metodologia?
      Che razza di indicazione può dare un questionario compilato da quelli del Fatto o Repubblica, in merito al governo Berlusconi? Pero’ guarda caso non c’è una domanda su una rete pubblica che rimane sempre appannaggio, sia che vinca sia che perda, alla sinistra, oppure sul fatto che tutti (o quasi, povero fede) quelli che lavorano a Mediaset, le tv del Berlusca sono di sinistra.
      O l’appiattimento “lecchinante” di TUTTE le TV e i telegiornali verso Renzi…
      L’unica risposta che si potrebbe dare ad un cotale indice è quella di Eduardo e di Totò: una sonora pernacchia seguita dal classico “Ma mi faccia il piacere!”

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Io non ho detto che credo a TUTTO quello che scrive l’Economist, anzi di solito credo alle previsioni economiche molto meno che a quelle metereologiche. Ma questa ricerca mi sembra fatta aseriamente, la metodologia è pubblicata e mi sembra coerente, basata su dati pubblic che chiunque può verificare. Fallo e se trovi qualche bias discutiamo di quello. PS se dovessimo giudicare la Chiesa dalle belinate presenti e passate che hanno detti i preti non si troverebbero abbastanza cristiani neppure per pulire l’attico da 700 mq del Cardinal Bertone.

        • Piero scrive:

          Continui ad arrampicarti sugli specchi.
          Se come dici giustamente tu, le previsioni economiche hanno meno valore di quelle meterologiche (o, aggingo io, quelle di una cartomante), su che cosa basare questa fantomatica “autorevolezza”?
          Sul fatto che ci siano barbosi e pomposi professoroni che mentre fumano la pipa e brindano alla Regina concionano di fronte ad una carta geografica, decidendo il destino di migliaia di individui senza manco conoscerli?
          Autorevole è uno che ha sempre (o quasi) ragione.
          Se poi vogliamo darci delle arie parlando di “bias”, anzichè di PACCHIANI ERRORI (o quel che è peggio, di VOLUTI errori per condurre l’indagine dove si vuole, proprio come certi sondaggi), allora eccolo qui il tuo “bias”:
          un questionario sottoposto a giornalisti (l’85% dei quali è smaccatamente di sinistra) e a imprenditori (la maggior parte dei quali campa con gli aiuti e gli appalti di Stato) che razza di quadro della situazione può dare?
          Ho letto che il tuo preziosissimo indice per l’Italia è diminuito in seguito all’elezione a PdC del proprietario di tv private: il questionario non tiene conto però che dalle tv in questione si è continuato a fare propaganda per la sinistra (come prima e come dopo) dappertutto e a tutte le ore.
          Il tuo preziosissimo indice non tiene conto del fatto che un canale della tv pubblica è proprietà di fatto dell’ex Partito Comunista, sia che vinca sia che perda.
          Il tuo preziosissimo indice non tiene conto del fatto che il 101% della “Cultura” è di fatto proprietà della sinistra, per cui uno non allineato non sfonderà mai.
          Il tuo preziosissimo indice non tiene conto del fatto che i tavolini, i gazebo, e tutte le attività a contatto con il pubblico di partiti ed organizzazioni non di sinistra sono oggetto di violenza da parte dei centri sociali e affini vicini alla sinistra.
          Il tuo preziosissimo indice non tiene conto del fatto che è vietato, di fatto, esprimere pareri, opinioni, se non siano conformi alla vulgata di sinistra: finanche qualcuno dei pochi intellettualmente onesti come Pansa, ha dovuto fare i conti con la violenza di chi voleva tappargli la bocca. E’ ancora di fatto vietato parlare delle foibe e degli esuli istriani e del Triangolo della Morte in Emilia nel dopoguerra.
          E voglio vedere se il tuo preziosissimo indice terrà conto della cancellazione della libertà di opinione una volta approvata la legge scalfarotto, che proibisce di dire che il matrimonio è solo tra uomo e donna (scommettiamo di no?).
          Potrebbe anche rivoltarsi contro di te: per esempio l’unico caso rilevato di giornalista condannato solamente per aver manifestato la propria opinione, non era uno del Fatto perseguito dal Cavaliere Nero, ma proprio uno dei suoi, Livio Caputo, che ha OSATO criticare l’operato della magistratura nella gestione del Caso Tortora.
          E’ la solita AMERICANATA (anche se il giornale è inglese) di voler appioppare un numero a tutto: mi ricordano i libri strappati dal professor Keating…

          Si può vivere MALISSIMO in paesi “democratici” (vedi Assange e Snowen) e benissimo in paesi dittatoriali (come i Cristiani sotto Saddam).

          P.S.: che c’entra adesso giudicare la Chiesa sulla base delle belinate passate e presenti dei preti? La Chiesa fa previsioni economiche? Quanto al resto, sulla base della diffusione e cura dell’AIDS, mi pare che ci abbia preso in pieno.

          • Giovanni Cattivo scrive:

            Si ho capito, chi critica Berlusconi non può essere sincero ed onesto. Gli unici che dicono la verità sono Fede e Sallusti che dicono quel che dicono perchè ci credono e non perchè Berlusconi è il loro datore di lavoro. Lasciamo perdere….

            • Piero scrive:

              Certo, certo, non hai capito nulla. O meglio non hai voluto capire nulla.
              Peggiopertè.
              Mi accodo a chi ti ha soprannominato Giovanni “Maccheccazzodico”.

    • filippo81 scrive:

      Gentile Giovanni Cattivo la critica circostanziata è che io personalmente non credo alle balle che racconta l’Economist, ognuno è libero però, ovviamente, di prendere sul serio tutto quello che pubblica tale settimanale.

  9. BIASINI scrive:

    L’occidente si sarà pure svegliato ma il Papa è nel dormiveglia.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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