Google+

A cosa serve (veramente) la campagna anti-corruzione del partito comunista cinese

luglio 31, 2014 Leone Grotti

Dopo due anni di voci, anticipazioni e smentite il partito comunista cinese ha annunciato in un comunicato che l’ex ministro della Sicurezza Zhou Yongkang (foto a fianco) è ufficialmente indagato «per gravi violazioni disciplinari», un sinonimo di «corruzione». Il megafono del partito, il Giornale del popolo, ha già scritto che «è solo il primo passo: chiunque sia corrotto verrà punito».

«SCHIACCIARE TIGRI E MOSCHE». Zhou, 72 anni, si è ritirato solo nel 2012 dal Comitato permanente del Politburo, l’organo comunista di soli sette membri che comanda di fatto tutta la Cina, ed è pertanto la personalità politica più importante mai indagata dalla morte di Mao Zedong e il processo alla Banda dei quattro. Xi Jinping dopo la nomina a segretario generale del partito comunista cinese nel novembre 2012 ha promesso di condurre una campagna contro la corruzione senza quartiere schiacciando «tigri e mosche».

POTERE SMISURATO. Zhou, ovviamente, è una tigre: iscritto al partito comunista dal 1964, negli anni 90 è diventato capo della potentissima e ricchissima Cnpc, colosso dell’energia cinese, e responsabile del partito nella ricca provincia del Sichuan. Da responsabile della sicurezza ha aumentato il budget del suo ministero fino a superare quello dell’esercito, rafforzando il controllo della società, ampliando i corpi di polizia, dando potere di imprigionare senza processo dissidenti, personalità religiose, portatori di petizioni, contadini che lottavano contro il sequestro delle terre, assediando villaggi e sparando sulle folle.

LA REGOLA NON SCRITTA. Pur di indagarlo, Xi Jinping ha infranto una regola non scritta del partito in vigore da almeno 35 anni: i membri del comitato permanente non devono mai essere indagati per non indebolire l’immagine del partito comunista. Ma Xi ha fatto da tempo terra bruciata intorno a Zhou: prima ha fatto incarcerare a vita il suo pupillo Bo Xilai, troncando la sua brillante carriera, poi ha messo sotto inchiesta il fratello, il figlio, la nuora e la cognata. Più di 300 tra politici e parenti di Zhou sono stati indagati o arrestati mentre le autorità hanno sequestrato circa 14 miliardi di dollari ai suoi familiari e associati. Secondo il New York Times, Zhou ha un patrimonio personale stimabile intorno al miliardo di dollari.

RAFFORZARE IL REGIME. L’obiettivo di Xi, che ha allargato a dismisura il suo potere negli ultimi mesi fino a diventare un novello Deng, è quello di rinforzare il partito e il controllo sul paese del regime. Per fare questo ha capito che non può permettersi di convivere con livelli di corruzioni altissimi (in Cina è necessaria una mazzetta anche solo per farsi curare all’ospedale) e con nemici nel partito. E se può liberarsi di entrambi in un colpo solo, tanto meglio. Ma che questo venga fatto per il bene del popolo cinese è difficile da credere. Prima di tutto bisognerà vedere se le vittime della corruzione di Zhou – contadini, dissidenti, religiosi, operai – potranno richiedere giustizia al processo. In secondo luogo, se la lotte alla corruzione fosse sincera Xi non avrebbe ordinato di arrestare e condannare a pene che vanno dai tre ai sette anni di carcere gli attivisti che da tempo chiedono più trasparenza e la pubblicazione delle ricchezze e delle proprietà dei capi di partito.

«È IL SISTEMA AD ESSERE MALVAGIO». Ma se anche Xi volesse davvero porre fine alla corruzione degli ufficiali cinesi, campagna che piace tantissimo a noi occidentali, l’arresto di Zhou non servirebbe a nulla. Zhou – che come ogni indagato dovrebbe meritare la presunzione di innocenza, esercizio inutile in Cina dove le sentenze sono già scritte e la magistratura deve obbedire al partito – non è altro che uno fra tanti. Come affermato da Li Datong, famoso commentatore politico cinese, «la lotta alla corruzione è una via senza uscita. Perché il terreno è malvagio. Il sistema è malvagio. Non sono gli ufficiali ad essere corrotti, è il sistema. Di sicuro puoi far fuori qualche ufficiale corrotto ma ufficiali ancora più corrotti prenderanno il loro posto. Purtroppo è impossibile che le autorità cambino il sistema perché significherebbe dare più potere al popolo per controllare quelli che comandano». Cioè l’esatto opposto dello scopo della campagna anti-corruzione: dare sempre più potere al partito-Stato.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Dopo quattro anni, la SUV americana si rinnova a Detroit. E lo fa con un look rivisto, tanta tecnologia e nuovi angeli custodi elettronici. Top di gamma la specialistica Trailhawk

L'articolo Jeep Cherokee 2018, il restyling debutta a Detroit proviene da RED Live.

Con un look esclusivo e sospensioni più raffinate la Yamaha MT-09 SP va a porsi al vertice della gamma della hyper naked tricilindrica di Iwata. Il suo prezzo è di 10.190 euro f.c.

L'articolo Prova Yamaha MT-09 SP proviene da RED Live.

Nissan propone per il 2018 un restyling di X-Trail che rinnova senza rivoluzionare. Le forme vengono riviste e la lunghezza complessiva aumentata a vantaggio di un bagagliaio più grande. Propulsore e meccanica rimangano invariate. Andiamo a scoprirla

L'articolo Prova Nissan X-Trail 1.6 dCi 130 CVT 2WD Tekna proviene da RED Live.

Sulla breccia da 39 anni, la Classe G ha saputo resistere alle mode puntando su robustezza, affidabilità e su alcuni clienti... "importanti"

L'articolo Classe G, la storia “sporca” della off road Mercedes proviene da RED Live.

DNA OFFROAD Al Salone di Detroit 2018 la Casa della Stella ha presentato la Nuova Mercedes Classe G. Che non ha tagliato in modo brusco i ponti con il passato e – tranquilli –  non si è rammollita: a lei, le SUV moderne fanno davvero un baffo. Nel senso che la G continua ad essere […]

L'articolo Nuova Mercedes Classe G 2018: nel solco della tradizione proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download