Tagli alla politica: il web protesta, i politici corrono ai ripari – Rassegna stampa/1

Polemica sui costi della politica, dopo il varo della manovra economica. I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, promettono impegno, mentre Bersani rivendica anni di proposte da parte del Pd e Di Pietro auspica una manifestazione in piazza. Intanto sul web spopolano i segreti di un insider di Montecitorio

All’indomani del varo della manovra economica, scoppia impetuosa la polemica sui tagli agli enormi costi della casta politica, annunciati, promessi, ma non realizzati. Immediato il tentativo di correre ai ripari, per evitare che il malcontento generale si trasformi in una protesta di piazza che riunisca gli elettori di ambo gli schieramenti, profondamente infastiditi da una classe politica incapace di rinunciare a qualsiasi privilegio. Uno dei primi a far sentire la sua voce è il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha spiegato come «entro la pausa estiva» saranno ridotte le spese di Montecitorio. Antonio Di Pietro, intanto, cerca dimettersi sulla scia della rivolta in rete e dell’ondata di proteste e propone per la fine di settembre «una manifestazione unitaria di dimensioni mai viste».

I vertici istituzionali delle Camere assicurano e rassicurano: i tagli ci saranno, presto (…). Ma sulla questione tiene a intervenire anche il presidente del Senato Renato Schifani: «Il Senato da più anni ha con responsabilità avviato manovre progressive di riduzione dei costi. Continuerà a farlo ancora con più incisività, rigore e trasparenza, in un momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini». (…) Se ne centrodestra, che ha varato una manovra da molti considerata poco severa contro i costi della politica, si cerca di rassicurare sulla volontà di intervenire, nel centrosinistra scatta la gara a chi è più anti casta. Pier Luigi Bersani interviene più volte, anche su Facebook oltre che sull’Unità, per ribadire che il Pd ha presentato proposte per il superamento dei vitalizi, la riduzione del numero dei parlamentari. (Corriere, p. 2)
 

Intanto sul web un anonimo insider di Palazzo sta facendo discutere. L’autore della pagina Facebook «Segreti della Casta di Montecitorio», che in tre giorni ha collezionato più di 160mila contatti, si autodefinisce così: «Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel Palazzo, ho deciso di svelare piano piano tutti i segreti della Casta». E così sta facendo, con uno stillicidio di rivelazioni, talvolta suffragate da foto di documenti. Nulla di clamoroso, per ora, e soprattutto molto di già detto e scritto. Però l’operazione insider ha già fatto gridare molti al nuovo Assange. Di certo il successo dell’operazione è indiscutibile. (…) Ogni post (per la verità ieri molto meno numerosi dell’altro ieri) ottiene centinaia di «mi piace» e altrettanti commenti. Divisi tra gli entusiasti, in grande prevalenza, e i critici. (Corriere, p. 2)