Tagli ai fondi per i malati di Sla. Saviano s’indigna a parole, la Lombardia risponde coi fatti

A rischio i fondi per i malati in condizioni gravi o gravissime. Lo scrittore lo segnala sull’Espresso, dimenticando però cosa accade in Lombardia

Non sia mai che l’Epresso parli bene della Lombardia. Nemmeno se la Regione più efficiente d’Italia aderisce (da tempo e nei fatti) all’appello (a parole ma senza fatti) dell’antitaliano per (sua) definizione Roberto Saviano perché il governo non chiuda i rubinetti dei fondi ai malati gravi o gravissimi, tra cui quelli colpiti da Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Lo scrittore napoletano, infatti, pur pronunciandosi nella sua rubrica sul settimanale – e di questo gli va dato merito – sul dovere dello Stato, «oggi e sempre, di tutelare e rendere dignitose» le vite di chi è colpito da queste dure malattie, preferisce non citare il caso dell’amministrazione regionale che più di tutte, da cinque anni a questa parte, di queste vite si occupa in concreto, stanziando soldi e offrendo servizi (gratis per di più).

UN APPELLO CHE NON CADE NEL VUOTO. Per fortuna già c’è chi è sensibile, e pronto a rispondere, da tempo, alle esigenze dei malati di Sla. Come ricordato pochi giorni fa dal governatore uscente della Lombardia, Roberto Formigoni, al terzo convegno di Arisla, l’Agenzia di ricerca per la Sclerosi laterale amiotrofica, tre sono i principali interventi che la Regione ha realizzato dal 2007 a favore dei malati di Sla: un contributo economico mensile alle famiglie di 500 euro, esteso fino a 2.500 a seconda della gravità dei casi; il ricovero di sollievo gratuito fino a 90 giorni presso strutture accreditate da Regione Lombardia (Rsa e Rsd); il contributo alla nascita e allo sviluppo del Centro clinico Nemo presso Niguarda (ed è di pochi mesi fa l’inaugurazione dell’ampliamento di circa 1.000 metri quadrati). Formigoni ha anche ricordato come questo sia «un settore in cui, a dispetto dei continui tagli delle risorse da parte del Governo nazionale, la produzione scientifica italiana è risultata al settimo posto mondiale e al quarto posto europeo (dati 2010)». «Stiamo cercando di far capire al Governo – ha aggiunto Formigoni – che non si possono dare gli stessi servizi con questi continui tagli. Bisogna rendersi conto che di solo rigore si può morire. Le continue e pesanti riduzioni di bilancio possono mettere in grande difficoltà anche la Lombardia, unica grande Regione in pareggio di bilancio da molti anni e con servizi sanitari di assoluta eccellenza».