Staminali “etiche” adulte per fermare la Sla. Al via la sperimentazione

A giugno c’è stato il primo intervento. Il neurobiologo Angelo Vescovi, in un’intervista all’Avvenire, parla delle potenzialità della cura per fermare la Sla.

«Il vero scienziato davanti a un problema cerca la soluzione, non la scorciatoia» dice Angelo Vescovi ad Avvenire. Il neurobiologo, già intervistato da Tempi, è il primo scienziato europeo a sperimentare il trapianto di cellule staminali per curare la Sla. Vescovi è agnostico ma si è sempre battuto per la difesa della vita umana fin dal concepimento, è un sostenitore dell’uso delle staminali adulte, sul quale ha fondato la sua attività di medico e ricercatore. A Terni, con il sostegno di associazioni e fondazioni, Vescovi ha creato la prima Banca delle cellule staminali cerebrali, ma il centro del progetto di sperimentazione è la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Lo scorso 26 giugno una equipe di chirurghi di Milano, Torino e Atlanta, capeggiata da Nicholas Boulis, responsabile del test gemello in corso negli Stati Uniti ha operato il primo paziente affetto da Sla usando le cellule celebrali di un feto abortito spontaneamente. «Il tutto nel pieno rispetto dei criteri di eticità». Lunedì è toccato al secondo. Grazie a questa cura i pazienti «dovrebbero rimanere stabili senza accusare alcun effetto indesiderato». Secondo Vescovi «la presenza di cellule sane in un contesto patologico come la Sla» può rallentare la malattia. Ma la speranza è che possa arrestare o addirittura far regredire lo sviluppo della patologia.

Come è stata eseguita l’operazione? «Dopo il prelievo» spiega il neurobiologo, «le cellule sono state trasportate a Terni e qui processate con una tecnica piuttosto sofisticata e potente che abbiamo messo a punto e che consente di estrarre le cellule vitali dal tessuto cerebrale (che è quello che degenera più rapidamente). Queste poi vengono fatte moltiplicare: le cellule staminali entrano in uno stadio di proliferazione parossistica, i miliardi di cellule che ne risultano vengono quantificate, classificate e verificate secondo una batteria di criteri elaborati in questi anni per la certificazione, infine congelate nella Banca per le cellule staminali cerebrali umane fino al momento dell’utilizzo. Il tutto nel pieno rispetto dei criteri di eticità». Infine «con aghi sottilissimi si trapiantano le cellule nella parte anteriore del midollo spinale, dove ci sono i neuroni interessati dalla malattia».

Il prossimo obiettivodi Vescovi è la sclerosi multipla. «Nel 2013 depositeremo la domanda per la nuova sperimentazione, sto cercando di riunire il comitato di esperti per scrivere il protocollo clinico. Ma c’è un problema di personale e di mezzi economici, entrambi drammaticamente sproporzionati alle sfide che abbiamo di fronte».