Il nuovo Cnb e l’Ambrogino a Cappato. Una parola diversa sulla vita può essere detta

Di Emanuele Boffi
08 Dicembre 2022
Il governo ha nominato i nuovi componenti del Comitato nazionale di Bioetica. A Milano il consigliere Matteo Forte ha protestato per l'onorificenza al radicale
La consegna della medaglia d’oro al leader radicale Marco Cappato da parte del sindaco Beppe Sala durante la cerimonia per gli Ambrogini al Teatro Dal Verme a Milano, 7 dicembre 2022 (foto Ansa)
La consegna della medaglia d’oro al leader radicale Marco Cappato da parte del sindaco Beppe Sala durante la cerimonia per gli Ambrogini al Teatro Dal Verme a Milano, 7 dicembre 2022 (foto Ansa)

Le nuove nomine del Comitato Nazionale per la Bioetica sono un segnale potente lanciato dal governo Meloni: un’altra concezione dell’uomo è possibile.

Per una singolare coincidenza la notizia arriva nello stesso giorno in cui a Milano è stato assegnato l’Ambrogino d’oro al radicale Marco Cappato, meritevole della massima onorificenza meneghina per aver portato una persona a morire in Svizzera. Applauso corale, ovviamente. E commozione per le parole di Cappato che ha dedicato il premio a dj Fabo. Solo il nostro amico Matteo Forte, consigliere comunale di Milano Popolare, ha avuto l’ardire di alzarsi e abbandonare la sala in segno di protesta.

Per il resto, la solita minestra. Cappato è stato premiato «per il suo impegno nell’affermare le libertà civili e i diritti umani». Il sindaco Sala ha detto di difendere la scelta del radicale, anche se è «discutibile per una parte della popolazione milanese, ma che Cappato si sia mosso con un istinto di generosità e impegno è vero».

Una parola diversa

Sono ormai anni che su certi temi (fine vita, omosessualità, aborto, utero in affitto, fecondazione extracorporea…) è accettata nel dibattito pubblico una sola voce, che ripete in modo monotono le stesse cose. Non in base a dati di realtà – fatevi un giro in Olanda e in Belgio a vedere come è “dolce” la dolce morte –, ma in base a un’ideologia mortifera e cinica, che promette la “liberazione” e in verità incatena i più fragili (i bambini, gli anziani, i disabili, le madri) a un destino cinico deciso dai forti e dai sani.

Il nuovo comitato di Bioetica è un segno che, se si vuole, una parola diversa può essere detta, che questa parola ha una sua dignità e che non si deve avere vergogna di proferirla, anche se – lo sappiamo – sarà subito tacciata di essere medioevale, oscurantista, bigotta.

Noi invece sappiamo che da Ronco a Di Pietro, da Cantelmi a Gambino, da Garattini a Leonardi, fino a Menorello, Morresi, Navarini e Ruggieri nel nuovo Cnb prevarrà una linea che farà parlare la scienza e non l’ideologia, la coscienza e non lo spirito dei tempi.

Usare correttamente la ragione

Perché, alla fine, come sempre, è solo con un onesto e corretto uso della ragione che si può sconfiggere la dottrina cinico-sentimentale dei nuovi biofaustiani.

Ce lo spiegò con un buon esempio il neo presidente del Cnb, Angelo Vescovi, qualche anno fa, ai tempi del dibattito sulla Legge 40: «Si prenda un embrione e lo si posizioni sotto gli occhi di una scimmia. Poniamo per assurdo che si sia in grado di interpretare correttamente i suoi versi. Le si chieda: “Cosa vedi?”. L’animale risponderà: un grumo di cellule. Si giri lo stesso interrogativo a un uomo, cioè a un essere dotato di coscienza, capace di conoscere. L’uomo dovrà rispondere basandosi non solo su quello che vede, ma anche su quello che sa. E cioè che all’atto della fecondazione si forma un’entità biologica che, senza soluzione di continuità, diventa un uomo. Io sono uno scienziato, non una scimmia; perché dovrei negare tutto questo?».

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