«L’Isis ha cercato di distruggere con la guerra il cristianesimo in Siria»

Parla il vescovo di Aleppo, Antoine Audo, in visita in Olanda: «I musulmani sono rimasti impressionati dalla carità dei cristiani. Senza di noi, la Siria non è nulla»

«Non c’è stata alcuna guerra civile in Siria. Gruppi armati ed estremisti, provenienti da ogni angolo del mondo, hanno cercato di distruggere la fede cristiana nel paese con il sostegno di Stati stranieri». Così descrive il conflitto siriano monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, che durante una visita in Olanda ha rilasciato un’intervista a Nederlands Dagblad.

«80% DELLA POPOLAZIONE È POVERA»

Se la sconfitta dei terroristi dell’Isis e di Al-Nusra nella maggior parte del paese ha migliorato la situazione, la guerra non è ancora finiti: «Nel nord-est della Siria ci sono problemi con i curdi e con le truppe americane e francesi», spiega il vescovo. «Nella provincia di Idlib ora sono stanziati molti combattenti di Isis e al-Nusra. Che cosa ne sarà di loro?».

Ora la priorità è ricostruire tutto quello che è andato distrutto in otto anni di scontri e bombardamenti: «Oltre il 60 per cento degli edifici di Aleppo sono in rovina, il 70 per cento di quelli di Homs sono distrutti». Inoltre, «l’80 per cento della popolazione vive in stato di povertà e abbiamo bisogno di sostegno per aiutare le famiglie», racconta monsignor Audo. «Mancano i medicinali, il cibo è scarso e la carne ha un costo inaccessibile. Per questo molti siriani si ammalano e sono deboli».

«MUSULMANI IMPRESSIONATI DAI CRISTIANI»

Nonostante le enormi difficoltà, la Chiesa continua a svolgere la sua missione tra i siriani, svolgendo un ruolo fondamentale riconosciuto anche dai musulmani:

«Sono convinto che l’opinione dei musulmani riguardo ai cristiani sia cambiata: sono impressionati dalla carità dei cristiani per i poveri. Purtroppo, i cristiani siriani sono stati così terrorizzati dai gruppi estremisti islamici che molti hanno perso la fiducia nei loro vicini musulmani».

«LA SIRIA SENZA I CRISTIANI NON È NULLA»

I cristiani sono sempre tentati di scappare dalla Siria. Le famiglie vogliono assicurare un futuro ai figli, magari in Europa, ma per monsignor Audo andarsene è la scelta sbagliata:

«Molti siriani dicono di volere andare via per proteggere i propri figli. In realtà, la perdita dei figli è la prima cosa che accade quando se ne vanno e arrivano in un paese europeo. I genitori perdono il controllo sulla famiglia, perché i figli in Europa abbandonano le convinzioni e le concezioni morali che avevano a casa. I cristiani occidentali devono aiutarci a restare sostenendo progetti educativi e la ricostruzione. Siamo troppo poveri per farlo da soli. La Siria senza cristiani non è nulla, così come l’Europa non può sopravvivere senza la presenza attiva dei cristiani».

Foto Ansa