Baghuz, l’ultimo villaggio in mano all’Isis dove si trova anche padre Dall’Oglio

Padre Dall’Oglio è vivo ed è tenuto prigioniero a Baghuz, Siria, dove i terroristi islamici sono assediati da curdi e Stati Uniti

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Il giornalista britannico John Cantlie, padre Paolo Dall’Oglio e un’infermiera neozelandese della Croce Rossa sarebbero ancora vivi nelle mani dello Stato islamico. È quanto confidato al Times da alcune fonti delle milizie curde, che con il supporto degli americani stanno assediando l’ultima porzione di territorio in mano all’Isis: Baghuz.

La città è tutto ciò che rimane di un Califfato che fino a pochi anni fa occupava la maggior parte della Siria e dell’Iraq. Baghuz è chiusa da ogni lato: delimitata a sud dal confine iracheno, a ovest dalle forze del governo siriano, a nord e a est dalle Forze democratiche siriane (Fds) appoggiate dagli Stati Uniti. Da giorni però nell’area non si combatte, perché è in corso una trattativa con i terroristi islamici, che stanno cercando una via di fuga.

È RIMASTA SOLO L’ERBA DA MANGIARE

Secondo il New York Times, che ha visitato il fronte, nelle ultime due settimane migliaia di persone sono scappate dalla città. Si tratta per la maggior parte di donne e bambini, familiari dei terroristi, che non avendo più niente di mangiare scappano per salvarsi. Diversi testimoni hanno raccontato che le scorte di cibo sono finite e la gente è ridotta a bollire le erbacce.

ARRESTATI I TERRORISTI EUROPEI

Tra i fuggiaschi ci sono anche molti stranieri: tedeschi, francesi, britannici, svedesi e russi. Sospettati di essere membri dell’Isis, vengono subito condotti in prigione, mentre le donne e i bambini sono portati in campi profughi nel nord del paese.

Tra gli ostaggi detenuti dallo Stato islamico non ci sono soltanto Cantlie, padre Dall’Oglio e l’infermiera neozelandese ma anche decine di combattenti arabi e curdi. Mustafa Bali, portavoce delle Fds, ha dichiarato che l’Isis ha chiesto in cambio degli ostaggi un camion di viveri e il via libera per il trasferimento a Idlib. dove sono riuniti tutti i gruppi ribelli e terroristi islamici rimasti in Siria. «Abbiamo rifiutato», spiega al Nyt. «Li combatteremo fino all’ultimo uomo». In realtà, le trattative sono in corso e non è detto che alla fine l’accordo venga raggiunto.

Quando la città di Baghuz sarà liberata non resterà più neanche una zolla di terreno in mano al Califfato in tutto l’Iraq e la Siria. Questo non significa che l’Isis sia sconfitto: secondo fonti diplomatiche, solo in Siria ci sarebbero ancora tra i 20 e i 30 mila combattenti. E se il progetto è fallito tra Damasco e Baghdad, 16 delle 35 “province” che si sono affiliate ai terroristi si trovano lontano e prosperano, come Nigeria e Filippine.

Foto Ansa

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