Se il regime comunista della Corea del Nord ha paura perfino dei noodles

La Corea del Nord è in ginocchio dopo alluvioni e uragano ma rifiuta gli aiuti della Corea del Sud, che offre medicine e noodles. Dissidente: «Il regime non vuole che la gente scopra che ciò che viene dalla Corea del Sud è buono».

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Perché un paese come la Corea del Nord, che da giugno è stato colpito da una serie di alluvioni che hanno ucciso più di 170 persone, sommergendo tantissime campagne e distruggendo migliaia di case, che di recente è stato colpito da un uragano (foto a destra) che ha ucciso 48 persone lasciandone altre 21 mila senza tetto e che per tutto l’anno ha subito una tremenda siccità che, secondo gli Stati Uniti, ha lasciato in ridotto “alla fame” i due terzi della popolazione; perché un paese ridotto in queste condizioni dovrebbe rifiutare gli aiuti alimentari offerti gratuitamente dalla Corea del Sud? Per colpa dei noodles.

AIUTI ALIMENTARI. Proprio così, i noodles, i famosi spaghetti asiatici. Spieghiamo. Diceva così a tempi.it in un’intervista Andrei Lankov, grande esperto di Corea del Nord: «Se il popolo nordcoreano sapesse davvero che la Corea del Sud, descritta dal regime comunista come una terra dove regnano povertà e terrore, ha un reddito pro capite 40 volte superiore al loro, il regime avrebbe i giorni contati». Ora, la Corea del Nord ha chiesto al Sud aiuti alimentari, in special modo cemento, riso e macchinari per l’industria pesante. Il Sud ha risposto picche, temendo che queste richieste abbiano scopi bellici, e ha offerto 10 tonnellate di farina e 3 milioni di confezioni di noodles che si cuociono in modo istantaneo e medicine.

NOODLES RIVOLUZIONARI. Al di là del motivo ufficiale per cui il regime comunista guidato dal giovanissimo Kim Jong-un ha rifiutato l’aiuto sudcoreano, affermando che la quantità degli aiuti era «irrilevante», secondo il dissidente Choi Song Min la causa è di tutt’altra natura. «I noodles istantanei sono stati donati dalla Corea del Sud anche durante le terribili alluvioni del 2010, diventando molto popolari tra la popolazione. E anche se le autorità avevano tolto i noodles e il sugo dalle confezioni originali, noi eravamo riusciti a riconoscere che provenivano dalla Corea del Sud grazie alla scritte che c’erano sui sacchetti».

UN ERRORE DA NON RIPETERE. I noodles sono sempre stati in vendita in Corea del Nord ma nessuno ha abbastanza soldi per comprarli. Nel 2010, perciò, per la prima volta tantissima gente ha sperimentato quanto fosse buono un prodotto della Corea del Sud. «E questo è inaccettabile per il regime, che non vuole ripetere quell’esperienza e fare pubblicità alle “marionette comandate dagli Stati Uniti del Sud”».

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