Se il club va male, ti taglio lo stipendio. All’Arsenal preparano la rivoluzione

I Gunners starebbero per adottare una nuova politica: diminuzioni degli ingaggi in caso di mancato raggiungimento di alcuni obbiettivi. Tanti i giovani in scadenza: chissà se accetteranno i nuovi accordi.

Stipendi in calo in caso di mancato raggiungimento di alcuni obbiettivi. È la misura, si dice in Inghilterra, che l’Arsenal starebbe pensando di adottare per ridurre le spese della sua rosa, specie alla luce dei pessimi risultati che la squadra di Wenger sta ottenendo in questa annata.

FUORI DALLA CHAMPIONS. In Premier il cammino dei Gunners pare sempre più sciagurato: sabato sono stati sconfitti 2-0 tra le mura amiche dal sorprendente Swansea, che ora li ha scavalcati in classifica e ha spinto i londinesi al decimo posto. In Champions le cose vanno un po’ meglio, ma in questa competizione il futuro dell’Arsenal sembra a rischio per il prossimo anno, perché se il trend non dovesse invertirsi, è difficile pensare ad un piazzamento tra le prime quattro in classifica. Il rischio è quello di rimanere fuori, per la prima volta in 16 anni di guida Wenger, dalla coppa con le orecchie. Così ecco la soluzione: come esistono bonus e scatti economici in caso di obbiettivi centrati, la dirigenza dell’Arsenal propone la formula contraria, ovvero diminuzioni percentuali in caso di mancati risultati. Un modo per spingere i propri giocatori a fare meglio possibile, e al tempo stesso anche per tagliare qualche spesa in tempo di fair play finanziario.

TANTI GIOVANI IN SCADENZA. Sarebbe una vera svolta per il calcio, perché introdurrebbe a tutti gli effetti dei criteri con cui giudicare la “produttività” di un giocatore, e di conseguenza valutarlo. L’Arsenal si farebbe pioniera in una scelta forse impopolare tra i calciatori ma non del tutto sbagliata, sebbene in questo momento stiano suonando in casa Gunners alcune sirene d’allarme. Tanti sono i ragazzi in squadra dal talento sempre più fresco ma col contratto dalla data di scadenza ben in vista. Si parla, ad esempio, di Mannone e Sagna, di Wilshere, Jenkinson e Gibbs, ma soprattutto di Walcott e Oxlade-Chamberlain: tutti giovani cui sarà chiesto di sottoscrivere questi nuovi accordi e che, se non dovessero accettare, potrebbero trovarsi la coda fuori di casa, tra procuratori e dirigenti intenzionati a portarli in qualche altra squadra. Problemi sì per Wenger, ma non irrisolvibili: da Henry a Van Persie, da Vieira a Fabregas, ogni volta che un top player è partito, i Gunners hanno saputo rimpiazzarlo. Succederà ancora?

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