Repubblica scopre che «la marijuana fa male»

Il New York Times pubblica un articolo sulla prossima uscita di un saggio che spiega tutti i danni legati alla legalizzazione della marijuana. E Repubblica cade dal pero

La marijuana legale è un business, «fa male e la liberalizzazione in atto è foriera di gravi danni». La tesi dell’americano Alex Berenson non è certo nuova, è stata dimostrata in lungo e in largo da decine di studi scientifici negli anni. Repubblica ha sempre fatto orecchie da mercante e sostenuto il contrario, offrendo agli araldi della “droga leggera” come Roberto Saviano più di un palcoscenico per predicare la necessità della legalizzazione. Ma siccome l’ultima «crociata tutt’altro che “politically correct” viene dal New York Times», allora ha deciso di dedicargli una significativa pagina dal titolo: «Marijuana libera. L’America scopre i rischi del business: “Dite che fa male”».

«DITELO AI VOSTRI FIGLI»

Il corrispondente Federico Rampini si inquieta della scoperta e riporta che

«a fiutare il nuovo business è Big Tobacco, tutti i giganti delle sigarette stanno investendo nel piacere alternativo. Il mercato è vasto, duecento milioni di americani già risiedono in Stati dove lo spinello ricreativo è legale».

DITELO A SAVIANO

Berenson sul Nyt anticipa un suo saggio dal titolo «Ditelo ai vostri figli: la verità su marijuana, malattie mentali e violenza», nel quale sintetizza decine di studi condotti negli Stati Uniti e in Europa. Il romanziere ed ex reporter del quotidiano liberal americano spiega che i rischi della legalizzazione della marijuana sono seri, visto che dà più assuefazione dell’alcol: «Solo un bevitore su 15 consuma alcol quotidianamente, mentre un consumatore di marijuana su cinque non può fare a meno della dose quotidiana». Dose che ha concentrati di Thc sempre più potenti (20-25%) perché «lo richiede il mercato».

Continua Repubblica:

«Tra gli studi citati uno viene dalla Finlandia e Danimarca: rileva un aumento significativo delle psicosi dal 2000 in poi, in parallelo con l’aumento del consumo di cannabis». Inoltre, «una ricerca pubblicata nel Journal of Interpersonal Violence, su un campione di 9.000 adolescenti, dimostra che il consumo di marijuana è associato a un raddoppio nei casi di violenza domestica negli Stati Uniti». E ancora: «Ci sono i primi dati sugli Stati Usa pionieri nella legalizzazione, cioè Colorado, Washington, Alaska e Oregon: tutti registrano un aumento negli omicidi e nelle aggressioni violente» (come del resto avvenuto in Uruguay). Secondo Berenson, inoltre, la legalizzazione non «pone fine al mercato nero».

Tutte queste notizie venivano additate come «fake news» fino a pochi giorni fa da Repubblica, abilissima nel mistificare e minimizzare i danni provati della legalizzazione della droga. Ora però lo dice si preoccupa anche il Nyt e allora val la pena di rilanciare «l’allarme di Berenson». Meglio tardi che mai. Speriamo che avvisino anche Saviano.