Repubblica li chiama “corvi” o “cavilli”. Ma ci è o ci fa?

Sul Vaticano e su Formigoni, il quotidiano ha dato il meglio di sé. C’era una volta il quotidiano delle “notizie separate dalle opinioni”. C’era.

C’era una volta il quotidiano delle “notizie separate dalle opinioni”. C’era. Adesso c’è l’opinione così intimamente legata alla notizia che non si capisce più dove inizia l’opinabile e dove, invece, la realtà. Ma Repubblica ci è o ci fa? È accaduto con il cosidetto “vatileaks”, dove il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha incassato il record di smentite dalla sala stampa vaticana. E si conferma ora nel caso Formigoni, dove le notizie pubblicate in proposito dal giornale di Largo Fochetti sembrano talvolta fare concorrenza alla satira del Vernacoliere di Livorno.

Nella vicenda legata al furto dei documenti nell’appartamento papale, Repubblica era ricorsa a invenzioni piuttosto pittoresche. Per esempio alla storia di un misterioso hacker trentacinquenne che sarebbe stato ingaggiato dai collaboratori del Papa dopo il suo tentativo di violare i sistemi informatici vaticani. E alla leggenda del bunker, fantasiosamente immaginato nelle viscere san Pietro, dove 007 stile Cia avrebbero protetto «i segretissimi documenti della Santa Sede».

Con Formigoni l’immaginazione di Repubblica si esercita invece per dare supporto al costrutto giudiziario che accusa il Governatore di “corruzione”. Ipotesi di reato per cui Formigoni risulta indagato dal 16 giugno scorso, con atto “secretato” dalla Procura di Milano, reso noto due settimane fa dal Corriere della Sera e in questi giorni finalmente notificato anche all’interessato.

All’atto giudiziario Repubblica pensa bene di aggiungere la notizia che Formigoni avrebbe riempito di denari la fondazione Maugieri attraverso un “cavillo”. In realtà, più che di “cavillo” trattasi di decine di delibere pubbliche, costruite su procedure all’algoritmo che non hanno uguali nelle altre regioni italiane (dove vigono ancora pratiche come i rimborsi a piè di lista, i falsi in bilancio e i buchi miliardari), votate all’unanimità dall’intera giunta regionale e riguardanti i finanziamenti di tutte le realtà sanitarie lombarde.

Ma tant’è, per apparire più convincente, nella sua edizione di venerdì 27 luglio il quotidiano debenedettiano ha isolato i contributi alla Maugieri e confezionato un grafico in cui ha messo in rilievo la crescita dei rimborsi regionali ottenuti dalla fondazione pavese nel decennio 2001-2010, senza naturalmente metterli a confronto con gli analoghi crescenti contributi regionali ottenuti nello stesso periodo dall’insieme delle fondazioni sanitarie lombarde.

Dunque, mentre a Formigoni e alla Regione Lombardia la Corte dei Conti ha appena riconosciuto una gestione impeccabile della spesa pubblica e sanitaria, pare che a Repubblica una giuria di barzellettieri internazionali potrebbe presto assegnare il premio “Dan Brown” per la tignosa professionalità che dimostra nel mistificare o inventare di sana pianta notizie riguardanti gli avversari culturali e politici.