Referendum Bologna. Prodi: «Voterò B, per una semplice ragione di buon senso»

«Domenica prossima voterò sui quesiti riguardanti le scuole dell’infanzia e voterò l’opzione B». La dichiarazione dell’ex presidente del Consiglio

Riportiamo quanto Romano Prodi ha scritto sul suo sito 

Se, come spero, riuscirò a tornare in tempo da Addis Abeba, domenica prossima voterò sui quesiti riguardanti le scuole dell’infanzia e voterò l’opzione B.

Dico subito che, a mio parere, il referendum si doveva evitare perché apre in modo improprio un dibattito che va oltre i ristretti limiti del quesito stesso.

Tuttavia il mio voto è motivato da una semplice ragione di buon senso: perchè bocciare un accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e che, tutto sommato, ha permesso , con un modesto impiego di mezzi, di ampliare almeno un po’ il numero dei bambini ammessi alla scuola dell’infanzia e ha impedito dannose contrapposizioni? Ritengo che sia un accordo di interesse generale.

La motivazione più forte di chi vota l’opzione A è che i mezzi forniti alla scuola statale e comunale siano così scarsi che le casse comunali non possono allargare il loro impegno al di fuori del loro stretto ambito.

Credo tuttavia che le restrizioni che oggi drammaticamente limitano l’azione del Comune (per cui non tutti coloro che vogliono mandare i figli alle scuole statali e comunali possono farlo) e in generale penalizzano la scuola siano dovute a una errata gerarchia nella soluzione dei problemi del Paese e non ad accordi di questo tipo.

Vorrei inoltre concludere chiedendomi perché argomenti che potrebbero essere risolti in condivisione e serenità debbano sempre finire in rissa.

Ma questo è un altro discorso.