Omofobia. Roccella: «Pd e M5S vogliono reintrodurre le aggravanti. Si colpiscono le opinioni»

«Chiunque, senza saperlo, potrebbe essere accusato di incitare all’odio. E alla fine deciderebbe un giudice». Intervista alla parlamentare Pdl

La legge contro l’omofobia ha ottenuto il via libera dalla Commissione Giustizia della Camera. La settimana prossima la norma che introduce un nuovo reato di opinione nel testo della già criticata Legge Mancino andrà in Parlamento. «All’ultimo momento, la sinistra ha deciso di voler cambiare la legge e rischia di aggravare la situazione». Lo denuncia a tempi.it, Eugenia Roccella (Pdl). Dopo aver valutato le pregiudiziali, la Camera dei Deputati passerà all’esame degli emendamenti, fra i quali «una modifica del Pd al testo passato in Commissione che – spiega Roccella – liquida il tentativo dell’area cattolica e del Pdl di raggiungere un accordo condiviso».

Cosa dice l’emendamento?
Introduce l’aggravante omofoba su tutti i reati, che già era stata esclusa in Commissione. Il Pd ha deciso di accorparla a una generica clausola di salvaguardia per proteggere la libertà di opinione, ma è solo un trucchetto per cercare di far approvare le aggravanti. La sinistra ha addirittura ignorato le preoccupazioni espresse dalla commissione Affari Costituzionali sul reato di opinione, e oggi pretende di ottenere il sì a un emendamento ricattatorio che concede qualche minimo alleggerimento del reato di opinione, in cambio di una ulteriore aggravante.

Nel testo che introduce il reato di omofobia passato in Commissione si è riusciti a proteggere la libertà di opinione?
Purtroppo la sinistra e il Movimento 5 Stelle si sono frapposti, nonostante i rilievi della Commissione Affari Costituzionali, che ha avanzato critiche al provvedimento. L’accordo che avevamo raggiunto introduceva il reato di transfobia e omofobia nella Legge Mancino, senza prevedere le aggravanti. Ma a quanto pare il Pd ha cambiato idea.

La legge comporta limiti alla libertà di opinione?
Purtroppo sì. Il Pdl aveva proposto una piccola ma determinante modifica su indicazione della commissione Affari Costituzionali. Per non far passare una legge che rischia seriamente di essere incostituzionale, sarebbe bastato inserire un avverbio che sottolineasse come il soggetto, per essere punito per “omofobia”, debba avere la volontà di “incitare all’odio”. Sarebbe bastato aggiungere, dopo “incitamento all’odio” termini come “apertamente”, “consapevolmente”, “esplicitamente”. Pd, Sel e Movimento 5 Stelle non hanno voluto cedere. È la prima volta che vengono ignorati i rilievi della commissione Affari Costituzionali.

Qual è il problema di una legge che non indica l’espressa volontà di incitare all’odio contro omosessuali e transessuali?
In sostanza si rischia che la norma già lesiva della libertà di opinione sia applicata arbitrariamente. La legge così come è fatta può essere interpretata male. Chiunque, senza saperlo, potrebbe essere accusato di incitare all’odio. E alla fine deciderebbe un giudice.

Cosa accadrà ora?
L’area cattolica del Parlamento sta cercando di scongiurare che si introduca il reato di opinione, di limitare i rischi di questa legge. Purtroppo il Pd ha abbandonato ogni volontà di mediazione, portando alla Camera l’emendamento che introduce l’aggravante omofoba a tutti i reati, non soltanto quelli contro la persona. Il Pdl non potrà accettare, in nome dell’accordo a tutti i costi, una proposta così profondamente illiberale che non proteggerà nessuno dalle discriminazioni, ma ne attuerà di nuove contro chiunque esprima un’opinione differente da quella che la sinistra vuole imporre.

In questi giorni i media hanno gli occhi puntati su quello che deciderà la giunta per le Immunità al Senato. Che ne pensa?
C’è una preoccupante simmetria tra l’atteggiamento adottato dalla sinistra al Senato, nella discussione sulla decadenza di Berlusconi, e quello tenuto alla Camera su un tema del tutto diverso come l’omofobia. In entrambi i casi, il Pd cerca scorciatoie per liquidare in modo sbrigativo obiezioni di merito e di metodo avanzate dal Pdl.