Raffaele Fitto assolto a Bari. Uno dei pm che lo indagò è oggi assessore di Vendola

L’ex governatore della Puglia era stato accusato di aver agevolato la “svendita” di una catena di supermercati ad un lontano parente, ma dopo 7 anni di indagini finisce tutto nel nulla

Assolto «per non aver commesso il fatto» dal reato di turbativa d’asta. È finita così, in primo grado, dopo sette anni di indagini la vicenda giudiziaria di Raffaele Fitto, ex presidente della Regione Puglia, accusato di aver concorso nell’interesse privato del curatore della catena di supermercati Cedis negli anni in cui era governatore della Regione. Lo scorso luglio Fitto, che si è sempre proclamato innocente, aveva rinunciato alla prescrizione:«Lo ritengo doveroso per avere un giudizio compiuto nel merito» aveva detto in aula quando il pm titolare dell’inchiesta, Renato Nitti, aveva chiesto per lui e altri due imputati il proscioglimento per prescrizione.

SVENDITA. Secondo la procura di Bari e il pm Renato Nitti titolare dell’inchiesta, Fitto tra il 2004 e il 2006, avrebbe concorso alla “svendita” della Cedis alla società Sviluppo Alimentare di Brizio Montinari, ritenuto a lui vicino perché suo lontano parente (è lo zio acquisito della cognata di Fitto). Con Fitto sono stati imputati anche Antonio De Feo e Giuseppe Rochira, che nel 2002 erano stati nominati dal ministero delle Attività produttive commissari straordinari di Cedis ed erano in costante contatto con la task force della Regione Puglia specializzata nell’occupazione e nei contenziosi. Secondo il pm, però, De Feo e Rochira, con il concorso di Fitto e per compiacerlo, avrebbero venduto la Cedis a 7 milioni di euro alla Sviluppo Alimentare di Montinari, malgrado la catena di supermarket sarebbe valsa 15,5 milioni di euro, e a fronte di un’altra offerta di acquisto da 19 milioni di euro, con lo scopo di compiacere l’allora governatore pugliese, che intanto avrebbe fatto pressioni per accelerare la vendita.
Fitto si è sempre dichiarato innocente e ha spiegato di non aver mai saputo nulla delle procedure di vendita e di aver sollecitato il sottosegretario all’Industria dell’epoca per concludere le procedure di vendita in breve tempo solo per salvare 800 posti di lavoro.
Uno dei pm che all’inizio ha condotto l’inchiesta, Lorenzo Nicastro, è oggi assessore all’Ambiente della Regione Puglia.

I GIORNALI. All’epoca dell’inchiesta, venne dato ampio rilievo sui mass media alle accuse. Per Fitto la procura barese aveva chiesto lo scorso 5 ottobre una condanna a 16 mesi: le lunghe indagini non hanno tuttavia trovato prove alle accuse e da qui l’assoluzione di ieri. Dichiarati prescritti i reati di concorso in turbativa d’asta e interesse privato per i curatori De Feo e Rochira, che sono stati invece condannati per falso a due anni di reclusione, per aver creato un atto falso per ottenere l’autorizzazione alla vendita di Cedis. Fitto è stato inoltre assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste» per una vicenda satellite.

SODDISFAZIONE E AMAREZZA. Fitto ha rifiutato di rilasciare interviste sulla vicenda giudiziaria e dopo la lettura del dispositivo con cui è stato assolto ha scelto di dare una singola dichiarazione alla stampa: «La soddisfazione di oggi non mi ripaga dell’amarezza di oltre sei anni nei quali spesso abbiamo letto, sentito e qualcuno anche utilizzato queste vicende. Per quanto mi riguarda porto con me questa amarezza».
Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, dopo l’assoluzione ha dichiarato con una nota: «L’assoluzione di Raffaele Fitto dall’accusa di turbativa d’asta e interesse privato nella vendita dei supermercati Cedis quando era presidente della Regione Puglia è una buona notizia. Dispiace che per accertare il “non aver commesso il fatto” si siano dovuti aspettare sei anni. Libero anche da questa falsa accusa, per la quale aveva rinunciato alla prescrizione, l’onorevole Fitto può continuare più serenamente a collaborare al rilancio del Pdl». Soddisfazione anche da parte del segretario Pdl Angelino Alfano, e di quello dell’Udc Pierferdinando Casini che ha lodato «un gesto importante e significativo» come la rinuncia della prescrizione.