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Per capire quale tsunami ha travolto Hollande non dovete dare retta ai giornali italiani, ma a quelli francesi

marzo 31, 2014 Leone Grotti

Il Corriere assolve Hollande per la debacle alle municipali e accusa il «rigetto della politica». I giornali francesi, invece, demoliscono il presidente: «Fallimento di una politica disastrosa»

Per il Corriere della Sera la sconfitta del partito socialista alle elezioni municipali francesi è «lo specchio di una crisi europea». Dopo il secondo turno, Francois Hollande ha dovuto cedere alla destra qualcosa come 150 città e il quotidiano di via Solferino parla di «successo di un partito anti europeo e populista», il Front National, e «diverse forme di rigetto della politica e delle istituzioni».
La Repubblica fa il paio con questa analisi soffermandosi sul «populismo stile Fallaci» di Marine Le Pen.

«UMILIAZIONE DI HOLLANDE». I giornali francesi non condividono la stessa analisi e non perdono tempo a parlare di populismi e fronti anti europei, perché la notizia è solo una: «L’umiliazione di Hollande». Per Le Monde, quotidiano di sinistra, se la sera dopo il primo turno «il ripudio degli elettori era stato severo per il presidente della Repubblica, all’indomani del secondo turno è devastante».
Nel 2008 il partito socialista aveva 509 comuni contro i 433 dell’Ump. Oggi l’Ump ne ha 572 e la sinistra 349. I numeri, insomma, parlano da soli e nonostante «la destra abbia registrato una vittoria che va al di là delle sue più rosee aspettative», non si può negare la «sconfitta brutale» di Hollande.

francia-lavoro-disoccupazione1«POLITICA ECONOMICA DISASTROSA». Se il giornale amico dei socialisti non edulcora la situazione, non può che essere dura l’analisi del Le Figaro: «Non è un’onda, è uno tsunami! Il primo turno era stato crudele per Francois Hollande, il secondo è assassino. Amplificata da un’astensione galoppante, la debacle rosa è quasi totale».
Ma a cosa è dovuta la sconfitta del partito socialista? Al populismo della destra e al fronte anti europeo, come scrivono i giornali italiani? No, bensì alla disastrosa politica del suo presidente. Scrive il Figaro: «La debacle era prevedibile: dalla rivolta fiscale alla Manif pour tous, la collera che alimenta da due anni l’impopolarità abissale dell’esecutivo non poteva non esprimersi nelle urne. (…) Questo risultato sancisce il fallimento di una politica disastrosa in materia economica (disoccupazione record, deficit galoppante, imposte deliranti) e che non ha saputo mantenere la promessa di riappacificare il paese e riconciliare i francesi».

«GOGNA FISCALE». Condivide il Le Monde: «Hollande paga in modo brutale – ma logico – un inizio di mandato disastroso (…). Tutto ha contribuito: la debolezza della sua politica economica, l’assenza di risultati sul fronte decisivo della disoccupazione, la gogna fiscale nei confronti della classe media, infine l’assenza di una pedagogia capace di convincere i francesi che la direzione economica, delineata troppo tardi, è pertinente».

«PARTITO A PEZZI». Ma se Hollande «è stato umiliato», come scrive il Le Parisien, il problema non è solo aver capito troppo tardi che è ora di abbassare le tasse sulle imprese e sul lavoro invece che alzarle (patto di responsabilità). Il presidente socialista, infatti, è accusato anche da chi milita più a sinistra di lui di voler sgravare le imprese dalle troppe imposte. Scrive Liberation, dopo aver constatato che «lo schiaffo è confermato e il partito è a pezzi»: «Il problema è sapere cosa pensa oggi il presidente eletto ieri con un insieme di proposizioni che poi ha liquidato. Il problema è sapere se vuole preservare il patto di responsabilità (…). Se questo è il suo obiettivo, è semplice. Hollande sarà diventato liberale, europeo e neo-autoritario».

TROPPE TASSE. Altro che populismo, altro che fronte anti europeo. Se Hollande è stato scaricato dai suoi stessi elettori e compagni di viaggio non è perché la Francia è diventata un covo di reazionari , ma perché in due anni il presidente socialista ha sepolto il paese sotto una montagna di tasse e balzelli e perché dopo aver promesso «l’inversione della curva della disoccupazione», questa ha continuato a crescere anche nei primi mesi del 2014.

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11 Commenti

  1. filomena says:

    Quello che i lettori devono o non devono leggere per capire o meglio per farsi una opinione equilibrata non credo sia tempi a dettarlo. Al massimo può consigliare una lettura piuttosto che un’altra. La cosa migliore forse sarebbe leggere più di un giornale non solo italiano ma purtroppo gli italiani sono quelli che leggono meno in assoluto.

    • Toni says:

      Hai ragione, per farsi una idea equilibrata bisogna leggere Repubblica, il Corrierone, il Fatto Q., che sono giornali tanto equilibrati e meglio riescono ad interpretare il perché i francesi vogliono prendere a calci Holande.

      • filomena says:

        Toni mi meraviglio di te, di solito critichi dopo aver letto tutto non solo la prima riga. Ho detto che per farsi una opinione bisognerebbe leggere diversi giornali di orientamento diverso e non solo italiani come suggerisce Tempi. Io per esempio cerco di farlo leggendo anche Tempi che non rispecchia esattamente il mio pensiero.

        • Toni says:

          @ Filomena

          devi ammettere che spesso siamo più elastici nel giudizio se la fonte dell’informazione ci piace.
          Ora l’interpretazione ,onestamente, di comodo del Corriere e la Repubblica (giornali sulla stessa frequenza esistenziale di Holande) credo che può cedere il passo rispetto ad una pluralità di testate francesi, di diverso schieramento, che leggono la loro realtà. Poi certo leggere non fa male… (ma non ti sembra troppo e poco pratico se dobbiamo leggere le testate inglesi, cinesi, polacche, congolesi…?)

          PS – Fermo restando quello che ho scritto… con altrettanta onestà… devo fare una ammissione… ma non riesco …a rendere quasi invisibili….. i caratteri delle scrittura

          • filomena says:

            Scusami sarà che ho perso un colpo ma non ho capito l’ironia del PS, va bene non fa nulla.
            Rispetto ai giornali non intendevo tutti i giornali stranieri, mi sembra ovvio anche perché non so tu ma io col cinese….avrei qualche “leggera” difficoltà. Il corriere e repubblica saranno anche di parte ma tempi, il foglio, per non parlare di libero o il giornale mica scherzano….

            • Toni says:

              Sul P.S. niente di fondamentale… dovevo darti ragione su una cosa… per questo era una ammissione a denti stretti.

              Su tempi che da uno sguardo sui giornali francesi, c’è poco da criticare…. almeno , a me sembra!

  2. Gianni says:

    Se quello che Tempi dice, non vi sta bene……. ma andate a leggere da un’altra parte.

  3. michele says:

    A me sembra che tempi abbia fatto esattamente quello che filomena pensa non abbia compiuto. Invitare a leggere i giornali francesi è l’opposto della chiusura. Anche filomena deve imparare a leggere prima di scrivere.

  4. michele says:

    A me sembra che tempi abbia fatto esattamente quello che filomena pensa non abbia compiuto. Invitare a leggere i giornali francesi è l’opposto della chiusura. Anche filomena deve imparare a leggere.

  5. Gabriele says:

    Ha spiegato la potenza del suo braccio,
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;….

    Magnificat 1,39-55

    dedicato a Hollande da “una certa Maria di Nazareth”

    Le conviene cambiare …tanti auguri

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