Parte in Italia la petizione europea “Mum, Dad and Kids”

Inizia la raccolta di un milione di firme. È quanto ha annunciato oggi, in una conferenza stampa al Senato, il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli”

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5_MDK_ENInizia la raccolta di un milione di firme per la petizione europea “Mum, Dad and Kids”. È quanto ha annunciato oggi, in una conferenza stampa al Senato, il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” noto per aver organizzato i due imponenti Family Day.

Il Comitato, rappresentato alla conferenza stampa da Jacopo Coghe e Simone Pillon, ha deciso di unirsi ad altre forze europee pro-family per far sentire la propria voce presso le istituzioni dell’Unione Europea. Tantissime personalità e associazioni in tutta Europa (come la “Manif” francese) sostengono l’iniziativa presieduta dall’ungherese Edit Frivaldszky.

Jacopo Coghe ha ricordato che questo tipo di petizione permette di stabilire l’agenda dell’Unione: si tratta di raccogliere le firme di un milione di cittadini europei al fine di presentare una proposta di regolamento che debba essere vagliata dalle Istituzioni. Questo, anche nel caso in cui la Commissione Europea non dia seguito alla richiesta, rappresenterà, spiega Coghe, “un forte segnale politico”. La petizione, in sostanza, chiede all’Unione di definire il matrimonio come unione tra uomo e donna, aperta alla vita.

Per l’avvocato Simone Pillon, l’iniziativa “Mum Dad and Kids” si inserisce in un contesto nel quale si scontrano due antropologie: la prima individualista, che spesso ispira l’azione delle istituzioni nazionali e internazionali e che mira a decostruire la famiglia; la seconda “privilegia la comunità fondata sui corpi intermedi”, il primo dei quali è la famiglia. “L’Unione Europea”, nota Pillon, “spesso parla di famiglia… ma essa non viene mai definita”. Ecco dove si inserisce la petizione europea: “esplicitare il minimo comune denominatore tra tutti gli Stati membri dell’Ue”, cioè che la famiglia è fondata sul matrimonio o sul legame naturale di filiazione. Ciò, d’altra parte, chiaramente presuppone il rifiuto delle unioni omosessuali e delle adozioni per persone dello stesso sesso.

La raccolta delle firme durerà un anno: da adesso fino al 3 aprile 2017. Affinché la petizione sia valida ogni paese membro ha una quota minima di firme da raggiungere che deve essere superata in almeno 7 paesi membri. L’Italia dovrebbe così raccogliere circa 54 mila firme. Il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli”, tuttavia, è convinto di poter superare agevolmente questa quota e di poter raccogliere, solo nel nostro paese, un milione di firme. Pillon ricorda che c’è stato un precedente deludente: “L’iniziativa ‘Uno di noi’ [per il riconoscimento dei diritti dell’embrione] raccolse ben più di un milione di firme ma la Commissione Europea la valutò in modo sbrigativo rimettendola nel cassetto. Noi non accetteremo una cosa del genere: pretenderemo una risposta che non sia meramente formale… la definizione della famiglia non è una questione solo giuridica ma porta con sé gravi conseguenze. Se tutto è famiglia, la politica familiare non ha più nessun significato”.

Come si firma la petizione “Mum, Dad and Kids”? La modalità più semplice è di andare sul sito dell’iniziativa europea o su quello del Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” e compilare il modulo online. Altrimenti si può anche sottoscrivere in formato cartaceo scaricando il relativo modulo. La petizione, ha concluso Jacopo Coghe, “è una risposta a quello slogan: ‘ce lo chiede l’Europa’. Ma cosa ci chiede l’Europa? Questa è una iniziativa che parte dal basso, dai cittadini europei. Come Comitato abbiamo più di ottanta circoli territoriali che mobiliteremo su tutto il territorio”. “E’ meglio per i bambini nascere e crescere in una famiglia fondata sul matrimonio”, riassume Simone Pillon: “anche le donne sono vittime della crisi della famiglia. L’alternativa alla famiglia è la solitudine”.


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