Gandolfini: «Dove sono gli alfieri della libertà? Il ddl Zan colpisce tutti»

Intervista al leader del Family day: «Anche Berlusconi ha capito che il testo non può essere emendato ma solo respinto. La ratio non è la lotta all’omofobia: è bavaglio e gogna per chi ha idee diverse»

Manifestazione in piazza Montecitorio a Roma contro il ddl Zan sull'omofobia

Il contrordine è arrivato nel giro di poche ore: «La legge Zan sull’omofobia rappresenta un passo indietro sul piano della libertà d’espressione che un movimento liberale come Forza Italia non può condividere né sostenere», ha tuonato Silvio Berlusconi poche ore dopo l’annuncio del suo capogruppo azzurro in Commissione Enrico Costa di aver trovato un accordo con la maggioranza. «In questi giorni i nostri rappresentanti in Commissione Giustizia alla Camera hanno svolto un prezioso lavoro per limitare i danni della nuova disciplina, ma il testo è comunque lontanissimo dalla nostra cultura giuridica dei diritti e delle garanzie. Per questo il voto di Forza Italia non potrà che essere contrario». Ferma restando la sua benedizione a chi volesse votare in dissenso, il Cavaliere ha così chiarito la linea del partito, nonché l’inutilità di un provvedimento che in modo poco responsabile impegna il parlamento «mentre gli italiani sono in grande difficoltà e attendono ben altre risposte di fronte all’emergenza economica di questi mesi».

Cosa è accaduto tra le dichiarazioni di Costa, la riformulazione dell’ormai celebre “clausola salva-idee” messa a punto dal relatore Pd Alessandro Zan che avrebbe consentito ai forzisti di votare il provvedimento, e l’uscita di Berlusconi? Una serie di appelli, tra cui spicca quello di Massimo Gandolfini, che ha richiesto a Berlusconi di intervenire personalmente «per evitare il rischio di una grave frattura fra il suo partito e il popolo del Family Day» e la distruzione di «princìpi e valori di libertà iscritti nelle nobili origini di Forza Italia». Gli stessi prncìpi fondanti a cui ha fatto riferimento il Cavaliere parlando di tutela della famiglia mentre veniva annunciato che il ddl non approderà alla Camera il 27 luglio come previsto, ma slitterà di almeno una settimana.

Gandolfini, «ai fini della presente legge è consentita la libera espressione di convincimenti ed opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte»: questa la riformulazione dell’emendamento di Forza Italia proposto da Costa, messa a punto dal relatore Pd Alessandro Zan, e approvata in commissione Giustizia alla Camera. Perché non vi piaceva?

Si tratta di un’assurdità fin dalla formulazione. «È consentita la libertà di opinione»: ma siamo impazziti? La libertà di opinione è un diritto costituzionalmente tutelato, e dire che un diritto costituzionalmente tutelato “è consentito” è un assurdo giuridico e sa tanto di polizia politica e di dittatura che “per sua grazia” concede qualcosa. Sia ben chiaro: l’emendamento non cambia nulla della sostanza profonda del disegno di legge Zan. La clausola della cosiddetta “istigazione all’odio” continua a consegnare un potere abnorme nelle mani dei magistrati che di fronte alla stessa affermazione potranno giudicare in maniera opposta. E resta l’idea che nella descrizione dell’umano non ci siano due generi ma ci sia “l’identità di genere”. E questo è assolutamente inaccettabile.

Sui giornali e nei salotti vi danno (cioè danno a chi si oppone alla legge, cioè al mondo pro life, pro family, ai vescovi, ai salviniani, ai meloniani, alle femministe) dei paranoici, assicurano che non esiste deriva liberticida, che si potrà ancora affermare che l’utero in affitto è un abominio e il matrimonio omosessuale è sbagliato. 

Questa è una narrazione quantomeno ipocrita, di esempi ne possiamo fare a decine. Spieghino questi giornalisti, nel momento in cui dovesse passare un disegno di legge simile, come farà un genitore con un figlio in una scuola primaria o secondaria che propone un corso all’affettività e alla sessualità – in cui si afferma che l’identità di genere è una libera scelta perché al di là dei due sessi biologici esiste la percezione e la libera autodeterminazione del soggetto –, a dire che non è d’accordo e che suo figlio non parteciperà. Gli dicano che non verrà tacciato di omofobia qualora si opponesse a una visione culturale stabilita da una legge e che quindi, come tale, può e deve essere perseguito. Due giorni fa mi telefona un amico in panico: affitta una stanza con tre posti letto in una famosa città universitaria. Ebbene, due di questi posti sono già stati assegnati a due studentesse quando si presenta un uomo dichiarandosi donna che vuole il terzo letto. Rispettosamente il mio amico ha rifiutato ma era preoccupato: che cosa scriveranno questi giornali se una volta approvata la legge quell’uomo si presenterà in una redazione a denunciare la discriminazione o andrà da un avvocato? Scriveranno che il mio amico ha esercitato la sua libertà di pensiero? Quanto meno la gogna non gliela leva nessuno, sempre che non finisca nel penale. 

Massimo Gandolfini

E cosa dovrebbero scrivere?

Che questa legge getta le persone che non ne condividono il pensiero nella precarietà più assoluta esponendole a una condanna e alla negazione paradossale dei propri diritti civili, dal ritiro della patente al passaporto. Io faccio conferenze in cui continuo a sostenere che l’utero in affitto è incivile, abominevole ed è una bieca forma di sfruttamento del corpo femminile: vigente la legge Zan potrei fare le stesse affermazioni uscendo indenne da questa forca caudina? Un processo non me lo toglierebbe nessuno, e come andrebbe a finire è tutto da vedere. Berlusconi ha parlato dopo che gli sono stati rivolti appelli ad essere attento e allarmato perché da parte del suo partito si stava procedendo un’azione illiberale e antidemocratica in contraddizione con la tradizione di Forza Italia. Ma l’intera legge dovrebbe far rabbrividire qualunque liberale o progressista che si ritenga tale. E ci vuole davvero una grande disonestà da parte di chiunque sappia davvero cosa c’è scritto nel ddl Zan per far finta di niente, per far finta che la pubblica opinione venga informata in maniera imparziale e rigorosa. Alla gente viene detto: in parlamento si sta discutendo una legge che toglie le discriminazioni, le violenze, le offese rivolte alle persone omosessuali, siete d’accordo? E chi non potrebbe essere d’accordo messa giù in questo modo? Siamo tutti d’accordo. Ma la ratio della legge non è questa, non è in gioco la discriminazione degli omosessuali (che per altro è già possibile punire con gli attuali strumenti legislativi), bensì la possibilità di imbavagliare chi non condivide un pensiero preciso in materia di filiazione, identità sessuata, genere, genitorialità. Chi crede che sia una buona norma è condizionato da un principio che viene stravolto ed è menzognero all’origine. Solo che io quando vado a spiegarlo nei teatri o negli oratori se mi va bene incontro 500 persone, il Tg3 ne intercetta 6 o 7 milioni a sera.

Mentre la commissione Giustizia della Camera iniziava l’esame, il Centro studi Livatino ha scoperto che il testo unificato del deputato Pd contiene norme già introdotte in fase di conversione del decreto Rilancio. Che c’entrano gli omosessuali con le misure per fronteggiare l’emergenza Covid?

C’entrano perché vengono strumentalizzati. Prova ne è che una larga fetta del mondo omosessuale è assolutamente contrario al testo Zan così come una larga fetta del mondo di cultura comunista, liberale, femminista, radicale. Chiunque si dica libero e sa leggere capisce che la legge e le minoranze che si picca di tutelare vengono usate strumentalmente per imporre un pensiero unico. Che non ha scrupoli a fare uso manipolatorio della legge di conversione di un decreto contenente misure urgenti per fronteggiare una pandemia: l’articolo che stabilisce il finanziamento alle associazioni lgbt per prevenire discriminazioni e violenze per motivi collegati all’orientamento sessuale e all’identità di genere del testo Zan è stato preso, copiato, incollato e approvato nel decreto Rilancio, cioè in maniera surrettizia e con un decreto che con il tema non ha nulla a che fare. Quando ho denunciato il raggiro in commissione Affari sociali mi è stato risposto che le cose non stanno così, che occupandosi di Covid il decreto Rilancio doveva occuparsi degli lgbt. Perché? Perché senza nessuna statistica, numero, prova è stato affermato che le discriminazioni verso gli omosessuali durante la pandemia hanno subìto un drammatico rialzo. Affermazione che non ha nessun riscontro ma è utilizzata per raggirare il popolo italiano e il parlamento che dovrebbe rappresentarlo.

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha definito la “libera espressione e manifestazione di opinioni” una «licenza a discriminare», un regalo a «Savini, Meloni e tutti gli omofobi». Molti parlamentari che sostengono il ddl hanno dichiarato che le vostre manifestazioni saranno le ultime che potrete tenere prima di essere accusati e puniti per omofobia. Perché la gente dovrebbe essere allarmata e unita contro questa legge quando è chiaro che punta a mettere il bavaglio solo a voi?

Perché è illiberale, liberticida e discriminatoria, perché istituisce un nuovo reato di opinione, perché lascia enormi spazi di interpretazione alla magistratura, perché strumentalizza le persone e raggira il parlamento. Farà male al paese e alle nuove generazioni, chiunque si dice libero ha la responsabilità di fermarla. Un appello a chi ama la democrazia: guardate in faccia i partiti che stanno sostenendo questo ignobile tentativo antidemocratico, ricordatevene quando sarà il momento.

Foto Ansa