Paritarie. La Sicilia taglia i fondi del 90 per cento: rischio chiusura per oltre 100 scuole

Anche tremila lavoratori potrebbero perdere il posto. La protesta dell’arcivescovo Pennisi e dei genitori: «L’esistenza della scuola paritaria cattolica è interesse di tutta la società civile»

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Parità scolastica? Non in Sicilia. Il drastico taglio di risorse che il bilancio della Regione 2015 ha inferto alle scuole paritarie primaria e dell’infanzia rischia di far chiudere più di 100 scuole. Di conseguenza, circa tremila lavoratori potrebbero perdere il posto.

TAGLI DEL 90 PER CENTO. I soldi sono pochi e così l’amministrazione Crocetta ha deciso di diminuire i finanziamenti alle scuole dell’infanzia del 90 per cento e alle primarie del 75 per cento. Così, per l’infanzia, si passa dai 3 milioni stanziati del 2014 ai 300 mila euro del 2015, mentre per le primarie, dai 4 milioni del 2014 ad appena un milione.

MAGLIA NERA. Nessuno tratta peggio le scuole paritarie in Italia. Da Reggio Calabria in su, infatti, le primarie ricevono 19 mila euro per classe. In Sicilia, invece, negli anni si è sceso alla miseria di 7 mila euro per classe e quest’anno si è raggiunta una quota inferiore a 2 mila euro. Ecco perché ieri c’è stato un incontro tra la commissione Bilancio dell’Ars e i rappresentati di scuole, genitori, numerose associazioni. Anche l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, ha partecipato all’incontro.

«PARITARIA PATRIMONIO PER TUTTI». L’amministrazione non ha fatto che ribadire la necessità dei tagli e la mancanza dei fondi. Monsignor Pennisi ha commentato: «È fondamentale che anche in Sicilia sia data attuazione piena alla legislazione sulla parità scolastica e sulla libertà educativa», riporta Avvenire. «L’esistenza della scuola paritaria cattolica non è interesse della sola comunità ecclesiale ma di tutta la società civile».

500 EURO IN PIÙ? La Regione si è impegnata a fare di più il prossimo anno e ha paventato la possibilità di stanziare 500 euro in più per classe, prelevando i fondi dalla cifra prevista per il buono scuola, che comunque «sarebbe insufficiente per il numero di famiglie che ne avrebbero diritto». Si tratta di appena un milione e 340 mila euro. Il deputato regionale del Pd, Anthony Barbagallo, assicura: «Ci batteremo affinché in Sicilia le scuole paritarie abbiano pari dignità rispetto al resto d’Italia». Ma fuori da Palazzo dei Normanni nessuno si accontenta delle parole.

Foto Ansa

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