Papa: «Il matrimonio è sotto attacco: i cattolici diano testimonianza pubblica e mobilitino le coscienze di tutti»

Papa Francesco ha scritto ai Cavalieri di Colombo: «I cattolici americani hanno il dovere di contribuire alla consapevole difesa di quelle libertà su cui è stata fondata la nazione», «libertà religiosa» in primis

Papa Francesco è tornato a parlare di famiglia, prima ai circa 12mila fedeli radunati nell’aula Paolo VI alla ripresa del ciclo di catechesi sulla famiglia, poi con una lettera ai partecipanti al Congresso dei Cavalieri di Colombo negli Stati Uniti.

DIVORZIATI RISPOSATI. Trattando del tema dei divorziati risposati ha ricordato che «è necessaria una fraterna e attenta accoglienza, nell’amore e nella verità, verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale; in effetti, queste persone non sono affatto scomunicate e non vanno assolutamente trattate come tali: esse fanno sempre parte della Chiesa».

«PREGHIERA E LITURGIA». Queste persone dunque possono partecipare alla vita della Chiesa per «appartenere sempre di più a Cristo» in questi «modi»: «Con la preghiera, con l’ascolto della Parola di Dio, con la frequenza alla liturgia, con l’educazione cristiana dei figli, con la carità e il servizio ai poveri, con l’impegno per la giustizia e la pace».

«MATRIMONIO SOTTO ATTACCO». Scrivendo all’Ordine dei Cavalieri di Colombo, invece, papa Francesco ha sottolineato come «l’istituzione del matrimonio sia sotto attacco di potenti forze culturali». Per questo, continua il pontefice, è importante dare «salda testimonianza pubblica» del significato del matrimonio: «I fedeli sono chiamati a testimoniare questa verità fondamentale di fede biblica e di diritto naturale che è essenziale per un avveduto e giusto ordine della società».

«MOBILITARE COSCIENZE DI TUTTI». Il Papa ha poi richiamato i «cattolici americani, proprio come cittadini responsabili», al «dovere di contribuire alla consapevole difesa di quelle libertà su cui è stata fondata la nazione», a partire dalla «libertà religiosa», intesa non semplicemente come libertà di culto, ma anche come libertà di «parlare ed agire secondo il dettato delle loro coscienze». Oggi «questo diritto è minacciato, sia da politiche pubbliche invasive o dalla crescente influenza di una cultura che mette presunti diritti individuali al di sopra del bene comune». Ecco perché è «necessario mobilitare le coscienze di tutti quei cittadini che, indipendentemente dal partito o credo, sono preoccupati per il benessere generale della società».