Oscar Tempi 2018. Da Moussa Diabate a Jack23

Elenco semiserio dei personaggi più rilevanti degli ultimi dodici mesi. L’uomo, la donna, l’animale, il cialtrone e la miglior fake news dell’anno

La redazione di Tempi, riunita in assemblea plenaria, ha deliberato i seguenti riconoscimenti per l’anno solare 2018. I vincitori non riceveranno nessun premio. Tutti quelli che non sono nominati nella lista che segue sono obbligati a cliccare qui. Chi non se la sente proprio di cliccare , può farlo qui. Ma anche qui o qua, fa lo stesso (e il primo che dice “quo” vince un premio simpatia). Occorre cliccare e seguire le istruzioni, ovvio.

UOMO DELL’ANNO

Uomo dell’anno è Moussa Diabate, il musulmano maliano che doveva uccidere un cristiano della sua tribù e che da lui fu convertito. A mandare in crisi Diabate fu questa frase: «Sappi che Gesù ti ama e io ti ho già perdonato». Ci ha raccontato la sua storia nel numero di dicembre del nostro mensile. Per leggerla, occorre abbonarsi (e gli altri, ciccia).

DONNA DELL’ANNO

Donna dell’anno non può che essere Asia Bibi, la madre cattolica imprigionata per quasi due lustri in una galera pakistana per il solo fatto di non aver voluto abiurare. A novembre è arrivata la sentenza d’assoluzione dopo 3.420 giorni di ingiusta prigionia, ma la vicenda di Asia e della sua famiglia non è ancora finita. Nascosta in una località segreta, si teme per la sua vita.

ABBONATO TEMPI DELL’ANNO

L’abbonato Tempi dell’anno è M. G. che a giugno ci ha inviato questa email: «Carissimi, innanzitutto grazie per la vostra impresa. Tempi è ancora più bello di prima e il merito è tutto vostro. I vostri sforzi meritano di essere ricompensati e sicuramente Qualcuno lassù provvederà. Io intanto ho avuto una “pazza idea” che mi è frullata in testa dopo aver visto all’opera una delle forme di solidarietà più geniali e genuine inventate in questo nostro meraviglioso paese. Dal panettiere ho visto un anziano in malarnese ritirare un sacchetto di pane “sospeso” (un po’ come succede a Napoli col caffè). La cosa mi ha colpito e ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare altrettanto. Siccome penso che una delle forme di Carità più alte sia oggi quella “culturale”, mi siete venuti in mente voi. Ho fatto un bonifico a vostro favore di 500 euro, pari a 10 abbonamenti “sospesi”. Sicuramente ci sono persone cui farebbe piacere ricevere la rivista, ma non possono permettersela. Potete usare questa somma con questa finalità (oppure come meglio ritenete). Con stima per tutti e gratitudine per quello che ogni mese mi offrite. W Tempi».

FILM DELL’ANNO

Il film dell’anno è Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che è del novembre 2017 ma in Italia lo abbiamo visto nel 2018. È un film tosto, a tratti duro, ironico e spiazzante. Sopratutto è un film flanneryoconnoriano. E qui a Tempi non abbiamo altra musa ispiratrice che la grande scrittrice di Savannah.

POLITICO DELL’ANNO

Il politico dell’anno è Luigi Tommaso Amicone, consigliere al Comune di Milano. Funambolico per cromosoma, rococò per eloquio, il consigliere Amicone s’è battuto come un leone per difendere tutto ciò in cui crede (sussidiarietà, educazione, famiglia, libera impresa in libero Stato). Le sue mitragliate pindariche in Consiglio sono ormai un genere letterario. Ha portato a casa l’Ambrogino d’oro per don Antonio Villa, ma non la tessera dell’Arcilesbica (ci ha provato per sostenere la battaglia contro l’utero in affitto, ma purtroppo, sebbene gli piacciano le donne, Gigi non è lesbica). Quest’anno ha letto molti libri sulla storia medioevale e si è entusiasmato. E dunque. Elmo in testa, spada sguainata, sentimenti imperiali nel cuore, dopo aver conquistato il Giambellino, Amicone punta ora a rifondare il Sacro romano impero.

ANIMALE DELL’ANNO

L’animale dell’anno è la lontra obesa del Monterey Bay Aquarium in California. A causa di una sua foto diffusa su twitter dai social media manager dell’acquario è scoppiato un pandemonio. Il messaggio era ironico e giocava sulla grande corporatura della lontra sovrappeso. Apriti cielo. I soliti twittaroli petalosi con poco senso dell’humor hanno attaccato il Monterey Bay per aver usato un linguaggio offensivo: sessisti, razzisti, cicciofobici. Gliene hanno dette di tutti i colori, come se fossero dei Guido Barilla qualunque. I responsabili dell’acquario hanno dovuto chiedere scusa, cospargersi il capo di cenere, fare pubblica ammenda, come se fossero dei Guido Barilla qualunque. E mentre intorno a lei si svolgeva questa gazzarra, l’adiposa lontra ha continuato a ingozzarsi come se niente fosse, tranquilla nel suo portentoso adipe. Beata obesità di chi prende la vita come viene e non si fa remore di cliccare qui.

STAGISTA DELL’ANNO

Stagista dell’anno è quel ragazzo che, a causa di un clic sbagliato, ha fatto perdere a Google una vagonata di quattrini. Mentre s’esercitava col sistema d’acquisto, il ragazzo ha fatto apparire su migliaia di siti statunitensi un banner pubblicitario offrendo a chi lo pubblicava un compenso di 25 dollari ogni mille visualizzazioni, e non 2 come da prezzo di mercato. Il problema è che non stava lavorando nell’area di test, ma online. Google ci ha rimesso 10 milioni di dollari. Se lo stagista, anziché cliccare lì, avesse cliccato qui, sarebbe ricco, anzi ricchissimo.

PRESEPE DELL’ANNO

È il nostro. C’abbiamo pure Spelacchio.

FAKE NEWS DELL’ANNO

La fake news dell’anno non è stata divulgata da Donald Trump né da Vladimir Putin, ma dalla Cgil. Due sue sindacaliste risultano indagate per diffamazione aggravata per aver diffuso notizie a proposito di una donna che aveva tentato invano di abortire in 23 strutture ed era sempre stata respinta. La fake news del 1° marzo 2015 era stata rilanciata da Massimo Gramellini sul Corriere della Sera, dal Fatto quotidiano e da Repubblica.

CIALTRONE DELL’ANNO

Il cialtrone dell’anno è Danilo Toninelli. Dai, lo sapete anche voi perché. Dai, se non lo sapete, cliccate qui (chi invece lo sa clicchi qui). Inoltre, chi pensa di essere più intelligente di Toninelli, clicchi qui).

TITOLO DELL’ANNO

Anche il Corriere della sera ha il suo correttore di bozze. Strepitoso un suo titolo apparso sul suo sito che merita il premio di “Titolo dell’anno”.

Resterà però negli annali quest’altro. Inarrivabile.

LIBRO DELL’ANNO

Il libro dell’anno è, ex aequo, Opzione Benedetto di Rod DreherLiberare la libertà– Fede e politica nel terzo millenniodi Benedetto XVI. Menzione speciale per Grégoire. Quando la fede spezza le catene di Rodolfo Casadei.

ARTICOLO (NON PUBBLICATO) DELL’ANNO

L’articolo (non pubblicato) dell’anno (non) è apparso su Tempi. Si tratta di una proposta arrivata in redazione da parte di un freelance. Tema: il «sottobosco del porno». Ci hanno proposto «una lunga intervista» a «Malena la Pugliese» sulle sue idee politiche, il ruolo delle donne nel porno e sul rapporto tra «Italia, politica e sesso nelle sue esperienze passate e future in questo settore». E anche una seconda intervista «ad un giovanissimo attore, regista e produttore pornografico» di 25 anni, nome d’arte «Jack23». Nel pacchetto erano compresi anche fotografie dei provini e filmati. Noi abbiamo declinato l’offerta. Per foto e filmini chiedere al Correttore di bozze. Oppure guardarli tutti e subito in streaming cliccando qui.

Foto Ansa