La sfida della Magnifica Humanitas: la Cisl rilancia l’umanesimo del lavoro contro populismi e tecnocrazia
C’è un filo che lega il documento approvato in questi giorni a Roma dal Comitato esecutivo della Cisl e la giornata di studio dedicata dallo stesso sindacato all’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV. È la convinzione che le grandi trasformazioni del nostro tempo – dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale ai cambiamenti geopolitici, dalla crisi demografica alla transizione ecologica – possano essere governate solo rimettendo al centro la persona, il lavoro e la partecipazione.
Per questo il sindacato guidato da Daniela Fumarola ha voluto dedicare una riflessione approfondita all’enciclica, riunendo a Roma teologi, economisti, studiosi e rappresentanti della Santa Sede. Un confronto che ha visto gli interventi, tra gli altri, di monsignor Mauro Lalli, don Simone Duchi, Marta Bertolaso, Leonardo Becchetti e Alec Ross, con l’obiettivo di tradurre il magistero di papa Leone XIV in una proposta concreta per il mondo del lavoro.
«La Magnifica Humanitas ci consegna un richiamo forte: davanti alla potenza della tecnologia, l’umanità è chiamata a fare un passo decisivo contro l’economia dello scarto e per una piena umanizzazione del lavoro», ha affermato Daniela Fumarola. «È un messaggio universale, che supera i confini religiosi: nessuna innovazione è davvero tale se lascia indietro la persona o ne comprime la dignità».
Parole che hanno trovato una traduzione immediata anche nel documento politico approvato dall’Esecutivo confederale. La Cisl vi esprime infatti una forte preoccupazione per il consolidarsi di pulsioni populiste, estremiste e filoautoritarie che, alimentando paura e divisione, rischiano di indebolire la coesione sociale e la stessa qualità della democrazia.
La risposta indicata dalla Confederazione non è lo scontro, ma il dialogo sociale. Non la contrapposizione permanente, ma la partecipazione. Non l’individualismo, ma la responsabilità condivisa. È una visione che affonda le proprie radici nella dottrina sociale della Chiesa e nella storia del sindacalismo libero, richiamata dalla stessa Fumarola: «La nostra è una Confederazione nata nella libertà, cresciuta nella responsabilità, radicata nella partecipazione. È motivo di grande responsabilità riconoscere nell’enciclica di papa Leone molti degli elementi cardine del pensiero della Cisl: la centralità della persona, il valore sociale del lavoro, il primato della comunità sugli egoismi, la necessità di governare l’economia e la partecipazione come via per rendere più giusta e più umana la trasformazione tecnologica».
In questa prospettiva si colloca anche il sostegno alla piattaforma unitaria sulla rappresentanza e sulla contrattazione sottoscritta da Cisl, Cgil e Uil. Un percorso che ha registrato un importante passo in avanti con l’intesa raggiunta da tutte le principali associazioni imprenditoriali sulla misurazione della rappresentanza datoriale, aprendo la strada a un sistema di relazioni industriali più trasparente e condiviso.
Per la Cisl la partecipazione dei lavoratori, la buona contrattazione, la formazione permanente e un nuovo Patto sociale tra governo e parti sociali non rappresentano soltanto strumenti sindacali. Sono il modo concreto per dare attuazione a quell’umanesimo del lavoro indicato dalla Magnifica Humanitas, affinché l’innovazione resti sempre al servizio dell’uomo e non il contrario. In un tempo segnato da profonde incertezze, il sindacato di ispirazione cristiana rilancia così una convinzione antica e quanto mai attuale: la dignità della persona resta il criterio decisivo per giudicare ogni trasformazione economica, sociale e tecnologica.
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