Arrivano le carrozze panoramiche per il turismo ferroviario

Di Redazione
16 Luglio 2026
Il 20 giugno 2026 ha segnato una data storica per il turismo ferroviario italiano: il debutto ufficiale delle prime carrozze panoramiche completamente aperte mai entrate in servizio sulla rete ferroviaria nazionale

Il 20 giugno 2026 ha segnato una data storica per il turismo ferroviario italiano: il debutto ufficiale delle prime carrozze panoramiche completamente aperte mai entrate in servizio sulla rete ferroviaria nazionale. 

Il progetto nasce dalla volontà di Fondazione FS Italiane di valorizzare il viaggio lento e sostenibile attraverso il recupero del patrimonio ferroviario esistente. Tre carri merci dismessi sono stati completamente rigenerati presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini e trasformati in vetture panoramiche aperte, progettate per offrire ai viaggiatori una visione immersiva del paesaggio.  

Le nuove carrozze sono in servizio regolare dal 27 giugno al 29 agosto 2026 lungo la Ferrovia del Sebino, con quattro collegamenti di andata e ritorno ogni sabato tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico-Sarnico.  

Una ferrovia di dieci chilometri e 150 anni

La Ferrovia Palazzolo sull’Oglio–Paratico Sarnico è una linea di appena 10 chilometri, ma rappresenta una delle infrastrutture ferroviarie più affascinanti della Lombardia. 

La sua costruzione fu avviata nel 1874 e completata nel 1876 per collegare il Lago d’Iseo alla direttrice ferroviaria Milano–Venezia, favorendo lo sviluppo industriale e commerciale dell’intero territorio sebino.  

La linea nacque per servire le attività siderurgiche del lago, le cave di calcare e i traffici commerciali che si sviluppavano lungo il Sebino. Attraverso questa ferrovia le merci raggiungevano rapidamente la rete nazionale, contribuendo alla crescita economica di tutta l’area.  

Per decenni il collegamento rappresentò un elemento essenziale della vita quotidiana. Una piccola automotrice collegava ogni giorno Paratico con Palazzolo, permettendo ai viaggiatori di raggiungere Brescia e Bergamo. Parallelamente, il traffico merci divenne sempre più importante grazie allo sviluppo delle industrie metallurgiche dell’alto lago. 

La ferrovia e il lago, un sistema unico in Europa

Uno degli aspetti più straordinari della linea era il collegamento diretto tra ferrovia e navigazione lacustre.  La stazione di Paratico-Sarnico era infatti collegata all’imbarcadero ferroviario, consentendo il trasferimento dei carri merci direttamente sulle chiatte che attraversavano il Lago d’Iseo. Le merci potevano così raggiungere località come Lovere, Pisogne e Monte Isola attraverso un sistema integrato ferro-acqua che rappresentava un caso praticamente unico nel panorama europeo. Particolarmente significativo era il trasporto dei prodotti siderurgici provenienti dalle acciaierie del lago, che contribuivano allo sviluppo dell’industria ferroviaria italiana. 

Gli anni difficili e la chiusura del servizio passeggeri

La ferrovia attraversò entrambe le guerre mondiali.  Durante il secondo conflitto il vicino scalo di Palazzolo sull’Oglio e le industrie circostanti furono più volte bombardati. Tra il 1944 e il 1945 la stazione subì numerosi attacchi che provocarono danni anche agli impianti della linea.  

Nel clima del boom economico degli anni Sessanta, caratterizzato dalla crescente diffusione dell’automobile privata, il servizio passeggeri fu soppresso nel giugno del 1966. I treni viaggiatori lasciarono il posto agli autobus, mentre il traffico merci proseguì ancora per diversi decenni.  

L’ultimo traffico merci cessò definitivamente alla fine degli anni Novanta, ma la linea non venne mai formalmente dismessa.  

La rinascita: il primo treno turistico d’Italia

La rinascita della ferrovia iniziò nel 1994 grazie all’impegno di associazioni e volontari che diedero vita ai primi servizi turistici sulla linea. 

Molti appassionati considerano il Sebino Express il primo esempio italiano di ferrovia turistica moderna, un modello che negli anni successivi avrebbe ispirato numerose iniziative analoghe in tutta Italia.  

Da allora la linea è diventata uno dei simboli del progetto “Binari senza Tempo” di Fondazione FS Italiane, che punta a recuperare linee storiche e materiale rotabile per creare nuove opportunità di sviluppo turistico sostenibile. 

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