Onu: tassiamo il petrolio per finanziare gli ambientalisti. All’Italia costerà 31 milioni all’anno

Lo ha proposto l’Ecuador durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si sta svolgendo in Qatar. Ogni barile di petrolio sarebbe tassato al 5 per cento. E chi paga? Il paese compratore. «Basta spiegarlo all’Occidente».

È stata avanzata dall’Ecuador una proposta che farà fare i salti di gioia a tutti gli ambientalisti del mondo e rabbrividire ogni comune mortale che abita in Europa. Il paese sudamericano ha infatti pensato che per finanziare il “fondo verde” istituito a Copenaghen nel 2009 per aiutare i paesi poveri a lottare contro il riscaldamento globale si potrebbero tassare i barili di petrolio a spese del compratore.

UN FONDO VERDISSIMO. A Copenaghen gli Stati si erano impegnati a riempire il fondo verde con ben 100 miliardi di dollari entro il 2020. Dopo tre anni, complice forse la crisi economica, in quel conto non c’è neanche una lira. Il fondo è gestito da un Consiglio di amministrazione che comprende 12 rappresentanti dei paesi del Sud e 12 rappresentanti dei paesi industrializzati, di cui 7 europei. Nonostante il fondo sia più verde che mai, il Consiglio si è già riunito due volte per parlare di strategie ambientali e di come si potrebbero utilizzare i soldi che non ci sono.

UNA BELLA TASSA SUL PETROLIO. E siccome nessuno si fida più, chissà perché, delle promesse di finanziamento dei paesi di tutto il mondo un gruppo di esperti ha cominciato a pensare di rimpinguare il “fondo verde” attraverso le tasse: è stata proposta un’imposta sul traffico marino, una sul trasporto aereo e un’altra ancora sulle transazioni finanziarie. Ma la vera novità è arrivata alla “Conferenza delle Nazioni Unite” sui cambiamenti climatici, che si svolge a Doha (Qatar) fino al 3 dicembre, e proviene dall’Ecuador: mettiamo una tassa tra il 3 e il 5 per cento su ogni barile di petrolio che viene importato. Un’imposta di questo tipo costerebbe all’Italia, che importa circa 1,7 milioni di barili al giorno, 80 mila euro ogni dì, 31 milioni di euro all’anno. Non è difficile prevedere cosa accadrebbe al prezzo della benzina.

«BASTA SPIEGARLO ALL’OCCIDENTE». La proposta dell’Ecuador è già stata discussa a ottobre durante un incontro dell’Opep (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) dai paesi arabi e da quelli sudamericani. Spiega un entusiasta diplomatico dell’Ecuador: «Con questa tassa si potrebbero raccogliere 40 miliardi all’anno da stanziare contro il cambiamento climatico. Bisognerebbe solo riuscire a spiegarlo ai consumatori occidentali». Già.