Ministro Bianchi, scusi, e le paritarie?

Fa un po’ specie, ogni volta, dover rincorrere uno Stato che dà soldi solo alle statali. Da Conte a Draghi, da Azzolina a Bianchi, cosa è cambiato?

Dobbiamo iniziare a pensare che tutti i discorsi sull’educazione, i giovani, l’importanza della scuola fossero dei bla bla utili solo al ministro Bianchi per far la coda del pavone? Il dubbio è lecito dopo aver constatato che nel decreto Sostegni siano previsti dei fondi a favore della scuola (300 milioni in tutto), ma solo per le «istituzioni scolastiche statali».

Come col decreto Rilancio

Era già successo col decreto Rilancio, come ricordato qualche giorno fa da Avvenire, che, un anno fa, non prevedeva «nemmeno un euro per le misure di sicurezza nelle scuole paritarie, mentre stanziava 1,6 miliardi per la ripartenza delle statali. Soltanto dopo una forte pressione delle associazioni che rappresentano le scuole paritarie e le famiglie degli alunni, si è arrivati a prevedere 300 milioni anche per gli istituti non statali, che, con circa 13 mila scuole e 900 mila iscritti, rappresentano comunque il 10% circa della popolazione scolastica italiana e, come stabilito dalla legge 62 del 2000, fanno parte dell’unico sistema nazionale d’istruzione».

Intervenga il Parlamento

Dunque, ci risiamo e non è un bello spettacolo. Lo denuncia in un comunicato anche l’Agorà delle parità – sigla che raccoglie al suo interno varie associazioni come Agesc, Cdo, Cnos, Ciofs, Faes, Fidae, Fism, gesuiti – in cui scrive: «Tutti gli studenti d’Italia, e le loro famiglie, fanno parte del sistema nazionale d’istruzione e si trovano ad affrontare gli stessi problemi di fronte alla pandemia: ci aspettiamo dunque che il Parlamento corregga il testo e lo emendi prima che diventi legge». Fa comunque un po’ specie, ogni volta, dover rincorrere uno Stato che “dimentica” le paritarie. E fa un po’ specie constatare che da Conte a Draghi, da Azzolina a Bianchi, non è cambiato niente.

Foto Ansa