La legge sulle dat non può cancellare il fondamentale diritto all’obiezione di coscienza

Come ha detto il cardinale Bassetti, si deve scongiurare il «rischio di aziendalismo degli ospedali cattolici»

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Siamo grati al Card. Bassetti perché nella sua prolusione ha sottolineato la necessità che, dopo l’approvazione della legge 219/2017, sia salvaguardata l’obiezione di coscienza per il medico e per il personale sanitario e si scongiuri il “rischio di aziendalismo degli ospedali cattolici”. Premesso che la legge sarebbe stata inaccettabile pur se avesse espressamente previsto l’obiezione di coscienza, dal momento che di fatto ha introdotto l’eutanasia nell’ordinamento italiano, col documento che si allega ribadiamo che:

• il nostro ordinamento, in particolare la Costituzione nei suoi articoli 2, 19 e 21, e prima ancora la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e la Convenzione EDU, riconoscono il diritto all’obiezione, pur se essa non trova espressa regolamentazione in una legge che causa conflitti di coscienza;
• tempi difficili attendono medici e personale sanitario che faranno prevalere i dettami della coscienza e della scienza medica su norme omicide, i quali potranno provare a invocare il diritto alla obiezione di coscienza davanti a singoli giudici, richiedendo in subordine un intervento della Corte costituzionale;
• le strutture sanitarie di ispirazione religiosa potranno anche eccepire una lesione della libertà religiosa protetta dall’art. 19 della Costituzione, come pure dell’articolo 7 della Costituzione da far valere dinanzi alla Corte costituzionale.

Il CSL-Centro Studi Livatino e il CDNF-Comitato Difendiamo i nostri Figli garantiscono il costante monitoraggio dell’applicazione delle nuove norme, a cominciare da quanto riguarda il diritto di obiezione, pronti a fornire sostegno giuridico a medici e personale sanitario che a causa di ciò si trovassero in difficoltà.

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