Istanbul, «segnale inquietante» per il destino di Santa Sofia: una moschea nel monastero del complesso

Secondo alcuni organi di stampa, l’antico monastero di Stoudiou verrà dedicato al culto islamico l’anno prossimo. Timori riguardo al destino della basilica

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Dalla Turchia arriva un nuovo «segnale molto inquietante» riguardo al destino di Santa Sofia a Istanbul. «Ieri i quotidiani turchi – scrive Marta Ottaviani su Avvenire – hanno pubblicato la notizia che l’antico monastero di Stoudiou, che fa parte del complesso dell’ex basilica bizantina, verrà dedicato al culto islamico non appena saranno finiti i lavori di restauro, ossia il prossimo anno». Per la nuova moschea ci sarebbe già anche un nome: «Si chiamerà Imrahas Ilyas Bey», informa il quotidiano della Cei. Il monastero di Stoudiou, risalente al 462 dopo Cristo, non era più edificio religioso da secoli.

LA DISPUTA. In questo annuncio molti leggono un «segnale inquietante» perché la stessa antica basilica di Santa Sofia, antico cuore della cristianità orientale, trasformata in moschea già una volta dopo la caduta di Costantinopoli e poi adattata a museo nel 1934 per volere del laico Atatürk, è tornata negli ultimi mesi ad essere oggetto di accesa disputa, con i gruppi musulmani conservatori che chiedono a gran voce la sua riconversione in moschea, supportati niente meno che dal ministro degli Esteri del governo Erdogan, mentre dalla parte opposta, oltre a molti autorevoli rappresentanti della Chiesa ortodossa, si è schierato addirittura il governo di Atene.

I PRECEDENTI. A preoccupare i cristiani non è solo l’annunciata conversione in moschea del monastero di Stoudiou: ci sono anche alcuni non irrilevanti precedenti. Di recente infatti altre due chiese intitolate a Santa Sofia, quella di Nicea (Iznik) e quella di Trabzon, entrambe molto importanti per la storia della cristianità, sono state trasformate in luoghi di culto islamici.

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