Ecco le 16 regole imposte dai terroristi islamici alla città di Mosul (Iraq): crocifissioni, amputazioni e donne segregate

Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) ha pubblicato un editto per informare i cittadini delle nuove regole vigenti in città secondo la sharia

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isil-mosul-editto-islam-califfato-iraqDue giorni dopo la presa di Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) ha pubblicato un editto per informare i cittadini delle nuove regole vigenti in città secondo la sharia. Il documento è diviso in 16 punto e impone gli stessi obblighi già applicati nella città siriana di Raqqa.

TRIBUTO AI CRISTIANI. Vi abbiamo già parlato della gizya, il tributo umiliante imposto ai cristiani di «minimo 250 dollari», da pagare necessariamente per mantenere la propria fede nel califfato islamico. L’Isil proibisce anche il politeismo, l’apostasia e prevede come unica via di salvezza per la polizia e i soldati dell’esercito di Al Maliki una forma di pentimento pubblica.

isil-mosul-editto-islam-califfato-iraq1PREGHIERA OBBLIGATORIA. I musulmani saranno obbligati a seguire in moschea la preghiera cinque volte al giorno, come previsto da uno dei pilastri dell’islam. Consumare droghe, alcol e tabacco è vietato, chi ruba verrà punito con l’amputazione di un arto, mentre chi uccide subirà la crocifissione in piazza.

«DONNE IN CASA». Le donne «devono restare in casa, uscire solo se necessario, il loro ruolo è provvedere alla stabilità del focolare». Qualora dovessero uscire di casa, è necessario che siano accompagnate da un familiare maschio e che vestano l’hijab. I soldi rubati dalle banche e negozi sono a disposizione esclusiva dei terroristi e saranno amministrati da un imam. I leader tribali sunniti, così come gli altri, non devono collaborare con il governo e i traditori.

mosul-isil-iraq-madonna-jihad-cristianiSANTUARI SARANNO DISTRUTTI. Protestare in pubblico è vietato, così come esporre bandiere diverse da quella nera dell’Isil. Anche possedere armi non è più possibile, visto che «Dio ci ha chiesto di restare uniti». Tutti i santuari, le tombe e le statue idolatre devono essere distrutte.
La statua della Madonna che sormontava la torre-orologio della chiesa dell’Immacolata di Mosul è già stata tirata giù e distrutta. «All’inizio abbiamo preso queste informazioni con le pinze», dichiara al Corriere della Sera padre Tahir Essa. «Eppure l’islamizzazione forzata in nome del Califfato è ormai una realtà. E proprio per questo stiamo cercando di fare uscire da Mosul gli ultimi circa 500 cristiani».

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